di Rosario Catania

Rosario

Era in programma da tempo l’uscita del gruppo trekking di CEPES, e finalmente il 30 maggio è arrivato, fortemente motivati dall’avvicinarsi dell’evento Etna World Heritage Ring, un tributo per il 6° anniversario del riconoscimento dell’ Etna patrimonio mondiale dell’umanità, che si terrà il 22 e 23 giugno prossimi.

Speravamo in un clima primaverile, ma ancora una volta il meteo non si presentava favorevole; ciononostante abbiamo deciso di affrontare il lungo itinerario da 7h previsto per coprire i 16 km che univano Piano Vetore a Piano dell’ Acqua, attraversando la dorsale meridionale della Valle del Bove. Ci siamo ritrovati all’appuntamento come di consueto, il cielo era coperto, una temperatura ben al di sotto della media stagionale con 12 gradi, forte umidità e un vento da ovest abbastanza insidioso.

Attraverso le nubi, che si diradavano di tanto in tanto, si intravedeva qualcosa di insolito, un leggero sospetto ci è venuto in testa, ma nessuno di noi poteva realizzare quanto stava accadendo nelle aree sommitali. Abbiamo iniziato il trekking superando le colate  del 1983, del 2003, del 2001 e attraversando la parete nord dei monti Calcarazzi, abbiamo guadagnato quota, attraversando i lunghi canaloni di sabbia, costellati di pulvini spinosi colorati, ultimi esempi di vegetazione altitudinale prima del deserto vulcanico. Un forte vento e la densa nuvolosità ci hanno parecchio rallentato, scaraventandoci addosso i granelli di sabbia vulcanica che sembravano fruste, ma il desiderio di raggiungere comunque la quota prevista e i boati del vulcano che risuonavano dentro i nostri corpi ci hanno permesso di superare le difficoltà.

ROSARIO 2 ETNA 30 MAGGIO 2019

L’Etna riserva sempre qualcosa di straordinario e ancora una volta ne ha dato esempio, regalandoci una sorpresa inaspettata, un affaccio sulla Schiena dell’Asino su uno dei teatri più belli che la Natura possa rappresentare: l’Eruzione. Siamo rimasti a bocca aperta per quanto i nostri occhi stessero osservando e grazie alla posizione e ai venti che spingevano i fumi verso Nord-Est, abbiamo potuto osservare il fenomeno naturale delle esplosioni, dell’emissione di fumi, delle fumarole laterali e delle colate con una definizione tale che ai giorni nostri potrebbe definirsi in 4k!

Naturalmente non potevamo non immortalare con i nostri smartphone tale magnificenza, consapevoli che le condizioni in montagna cambiano velocemente e l’Etna ci stava offrendo qualcosa di indimenticabile, e così è stato. Abbiamo seguito l’Eruzione in diretta fino alla Serra del Salifizio e poi attraverso il crinale che risale verso Monte Zoccolaro, ne abbiamo vissuto la visione frontale. Poi tutto si è chiuso a causa di una perturbazione che risaliva dal mare, calda e umida, che ci ha letteralmente investito, trasformando il bosco di Monte Zoccolaro e Monte Pomiciaro, in un paesaggio spettrale.

Un episodio curioso ci ha visti protagonisti di un ostacolo naturale alquanto bizzarro e ci ha messi un po’ alla prova, dato che le nostre gambe erano già stanche dal lungo itinerario. Ci siamo imbattuti in un piccolo gregge di capre (non nuovo di queste zone e purtroppo senza pastore), capeggiato da una mamma piuttosto vivace che naturalmente difendeva i piccoli senza esclusione di colpi, è proprio il caso di dirlo, visto che caricava chiunque volesse passare da quel punto, e noi da lì dovevamo passare … Alla fine tra una strategia e l’altra abbiamo superato l’ostacolo (anche questa è Etna), e scendendo il ripido pendio del Cugno di Mezzo e la Scalazza (antica mulattiera), abbiamo raggiunto Piano dell’Acqua a 780 metri, con un salto di 1000 metri dalla cima dello Zoccolaro in pochi chilometri.  Che dire, uno sguardo finale alla giungla che avevamo appena attraversato (considerato che Cugnu di mezzo è un bosco fitto e selvaggio con intrecci di rami e passaggi tra le ortiche), un orecchio ai boati che vi facevano eco, poi ci siamo ritrovati alle auto salutandoci con un grosso abbraccio soddisfatti per ciò che mamma Etna ci aveva fatto vivere. Abbiamo vissuto quella che noi di CEPES chiamiamo “emotional view”.

Link video: https://youtu.be/42vN1bCmpuU

 

Rosario Catania

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