di Marco Neri

Marco Neri
Marco Neri

La Terra evolve e cambia ogni giorno sotto i nostri occhi, ma quasi mai ce ne accorgiamo. Troppo lenti sono questi cambiamenti rispetto al tempo di una vita umana. Esistono, però, degli “elementi geologici” che si trasformano abbastanza rapidamente da catturare la nostra percezione: sono i vulcani. E l’Etna, essendo uno dei vulcani più attivi al mondo, mostra benissimo questa peculiarità.

La zona sommitale dell’Etna è quella che cambia più spesso, perché più frequente è l’attività eruttiva che interessa la cima del vulcano. Negli ultimi decenni, però, abbiamo assistito a fenomeni eruttivi sempre più intensi, anche più “esplosivi”, e questo ha prodotto la nascita e lo sviluppo di numerosi crateri sopra quota 3000 metri, a volte attivi contemporaneamente, che hanno profondamente modificato la morfologia di quei luoghi.

Ma dal 1971 in poi abbiamo assistito con maggiore frequenza anche alle eruzioni “laterali”, quelle che avvengono da bocche eruttive che si aprono sui fianchi del vulcano. Sono eruzioni potenzialmente “pericolose” perché interessano territori urbanizzati, probabilmente connesse con lente deformazioni del suolo che investono l’intero fianco orientale dell’Etna, in un complesso connubio tra risalita dei magmi, “stress tettonici” che innescano terremoti ed eruzioni.

Raccontare ai turisti in modo semplice e comprensibile queste continue evoluzioni del nostro vulcano è compito delle Guide. Un compito delicato ed importante, perché le loro parole non devono spaventare, ma piuttosto devono attrarre, incuriosire, raccontare nel modo più appropriato e corretto possibile una storia vulcanologica in pieno corso. Insomma, devono appagare compiutamente la sete di conoscenza che è insita nel visitatore che si accosta all’Etna, ma senza intimorirlo.

Per questo motivo, l’Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche (AIGAE) ha organizzato il seminario “Evoluzione morfo-strutturale recente del vulcano Etna”, che si svolgerà lunedì 19 dicembre 2016, alle ore 16, presso la Pinacoteca del Comune di Sant’Alfio (via Etna n°30). L’ingresso è libero. Sarà un’occasione di scambio proficuo tra chi la montagna la studia e chi la vive ogni giorno, tutti consapevoli del privilegio di vivere in uno dei posti più belli del mondo.