di Rosario Catania

ROSARIONE CATANIA

Tutti con il naso all’insù per ammirare la cometa di Natale 46P/Wirtanen. che deve il suo nome all’ astronomo Carl Alvar Wirtanen, che nel 1948 l’ha scoperta grazie ad una immagine fotografica caturata dal telescopio del Lick Observatory, in California

Conosciamola meglio

Le comete nascono lontane dal Sistema Solare, in quelle che vengono chiamate nubi di Oort (il caso di comete a lungo periodo con oltre 200 anni per orbitare intorno al Sole) e fascia di Kuiper (comete dette a breve periodo che impiegano meno di 200 anni). Durante il loro avvicinamento al Sole, si avvicinano ai pianeti giganti come Nettuno, Urano, Giove e Saturno, che esercita la loro potente attrazione gravitazionale e  ne determinano in alcuni casi un cambiamento dell’orbita, e posso diventare nel tempo, oggetti frequenti.

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L’orbita della Cometa 46P Wirtanen

La Wirtanen è  una cometa di breve periodo, che fa parte del nostro sistema solare. La sua orbita infatti coincide con quella del pianeta Giove quindi si può considerare una cometa appartenente alla famiglia delle comete gioviane, ma è anche un oggetto che gli astronomi attenzionano, in quanto spesso passa vicinissima al nostro pianeta, quindi potenzialmente pericolosa. L’ultima volta ha avvicinato la Terra nel luglio 2013, ma non fu abbastanza brillante per essere vista ad occhio nudo. Ha un diametro poco superiore al chilometro ed è formata da ghiaccio e roccia.

Ogniqualvolta la cometa interseca l’orbita della Terra, si avvicina al nostro pianeta, mantenendo fortunatamente una distanza “sicura”, ma questa volta in particolar modo, ha raggiunto la minima distanza di 11,5 milioni di chilometri, il che la rende la ventesima cometa più vicina mai vista. Grazie alla vistosa e suggestiva chioma, stimata in circa 2 volte la Luna piena, si è meritata a pieno titolo l’appellativo di Cometa di Natale!

La Cometa da 12 al 30 dicembre 2018
La Cometa da 12 al 30 dicembre 2018. A destra, la Cometa il 16 dicembre scorso

COMETA COM'E'Gli appassionati di tutto il mondo hanno cominciato ad osservarla nel mese di novembre ma è stato privilegio dei cieli australi, in quanto troppo vicina all’orizzonte per le nostre latitudini. Ma lungo il suo cammino verso il Sole, l’astro descrive un moto apparente in direzione del polo nord celeste, guadagnando latitudine e diventando sempre più visibile e comodo da osservare.  Il 12 dicembre ha raggiunto la minima distanza dal Sole (perielio), mentre domenica 16 ha fatto registrare la minima distanza dalla Terra (perigeo).

Man mano che la cometa si avvicina al Sole acquisisce magnitudine, quindi visibilità, ma diventa anche più veloce, rispondendo alla seconda legge di Keplero, e si accinge a rivolvere attorno al Sole per poi riprendere il largo. Il suo moto apparente tra le stelle e le costellazioni note ha permesso di individuarla, nella settimana che precede il Natale, nella costellazione del Toro, nello spazio di cielo tra le bellissime Pleiadi (Messier 45), meraviglioso ammasso stellare aperto, e le Iadi (ammasso stellare aperto), la tipica configurazione a V della testa del Toro con la brillante Aldebaran.

La Cometa 46 P Wirtanen al telescopio
La Cometa 46 P Wirtanen al telescopio

Come osservarla

Strumenti per osservarla
Strumenti per osservarla

Nelle prossime settimane la cometa Wirtanen andrà ad affievolirsi verso le costellazioni della Lince e dell’Orsa Maggiore, ma la notte di Natale si potrà scovare vicino la stella Capella, la stella più brillante della costellazione dell’ Auriga.

Chi vorrà osservarla in modo più accurato dovrà fornirsi di un comune binocolo (bastano 6 o 7 ingrandimenti), o un piccolo telescopio (per arrivare comodamente a 10-20 ingrandimenti), e la si potrà riconoscere facilmente, in quanto alla vista si presenta come un piccolo fiocco biancastro.

Chi vorrà cimentarsi nella fotografia dovrà  dotarsi di un buon treppiede fotografico e un teleobiettivo da 100-300 mm di focale per poterla vedere distinta in fotografia (ha colorazione verde), oppure creare delle composizioni con le costellazioni se vengono utilizzate ottiche grandangolari.  Potrà essere d’aiuto una mappa stellare o una più comune applicazione per smartphone come le gratuite “Start Chart” o “SkySafari”. Ma per riuscire nell’ intento, è indispensabile cercare il luogo adatto, quindi lontano dai centri cittadini e da ogni fonte luminosa.

Da domani, lunedì 24 dicembre, si avrà almeno un’ora e mezza di buio dopo il tramonto per osservarla, prima che la luna (calante) sorga.

Mito e tradizione popolare

CATASTROFICA COMETA

Nei secoli che hanno preceduto la rivoluzione scientifica, gli uomini, legati alla visione simbolica dell’universo, vedevano le comete come un vero e proprio enigma, un’inspiegabile e funesta violazione dell’ordine dell’Universo. Questo modo di valutare gli astri chiomati si è rafforzato nel Medioevo, che le interpretava come un messaggio in codice da parte di Dio, temendone la collera divina.

Presto il popolo cominciò a costruire leggende sul fenomeno, un po’ per necessità, considerando che l’ uomo ha sempre bisogno di risposte alla sue domande, e un po’ per gioco.  Storie di intrattenimento nelle feste popolari,  favole che si raccontavano ai bambini e che si sono trasmesse da padre in figlio e che hanno dato origine, alle leggende e alle credenze popolari giunte fino ai giorni nostri. La morte di Giulio Cesare, Costantino, Attila, e altri uomini celebri fu annunciata o seguita da una cometa, rafforzandone la fama sinistra, e dove la letteratura ha assunto un ruolo importante, tramando queste leggende, come nel caso di Shakespeare.

OSSERVAZIONE COMETA

Tra le tante sventure delle quali sarebbero state causa le comete, una delle più ricorrenti è il diffondersi di malattie, quasi sempre mortali. La connessione tra peste e comete era data dalla convinzione che le comete fossero fenomeni atmosferici, simili a dei mulinelli d’aria. Secondo un’opinione diffusa, questi mulinelli potevano nascere da spaccature della crosta terrestre dovuti ai terremoti e quindi portare con sé sostanze velenose che normalmente sono chiuse nelle viscere del pianeta. Queste sostanze potevano essere causa di epidemie o di avvelenamenti, anche sulla scorta di alcune immagini dell‘Apocalisse.

Per informazioni o consigli, potete scrivere a osservatorioastronomicoetneo@gmail.com

 

Rosario Catania

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