IO LEGGO
Mentre leggo “Emil e io” al Real Teatro Santa Cecilia

di Gaetano Perricone

Tanta gente, tanti applausi e consensi. Uno splendido ed emozionante palcoscenico in un grande teatro storico di Palermo. Un modo assolutamente speciale di tornare nella mia città, ancora da protagonista, ma in una veste inconsueta e accattivante e in un contesto del tutti diverso dalla mia professione di “vecchio” giornalista.

E’ stata ancora una volta una esperienza straordinaria – insieme entusiasmante, divertente, stravagante, quanto mai gratificante – la mia  terza volta in teatro all’interno del formidabile team di Leggendo Epruno, l’”originalissimo e coinvolgente” (così lo ha definito un mio caro amico di una certa età, uomo molto colto e attento alle novità culturali) format pensato, scritto e organizzato da qualche anno, con successo sempre più evidente e crescente, dal bravissimo, generosissimo e appassionatissimo Renzo Botindari, ingegnere palermitano nonché vecchio amico, con lettori non professionisti che fanno mestieri completamente diversi e variegati e che per una sera diventano lettori-attori dei brani dello spettacolo, tutti scritti da Renzo e accompagnati da brani musicali e da eccellenti supporti multimediali.

EPRUNICI 1

Siamo dunque tornati insieme, con grande piacere e rinnovato entusiasmo, sul palcoscenico del magnifico Real Teatro Santa Cecilia, nel centro storico di Palermo, per lo spettacolo “Leggendo Epruno 6. La Misura“, scritto e interamente ideato da Epruno, al secolo Renzo Botindari, che ringrazio di cuore insieme a tutti gli altri amici per avermi nuovamente coinvolto. “La Misura” è stato il 6° episodio di “Leggendo Epruno”, con un tema molto importante e profondo sviluppato in modo intenso e brillante, tra il serio e l’ironico, dai dodici lettori in altrettanti brani, divisi in tre quadri narrativi. In estrema sintesi e avendo osservato i comportamenti umani, l’autore, Epruno, uscendo fuori da una razionale formazione e concedendosi spazi di ironica “denuncia” si è chiesto: “Esiste un punto oltre il quale non ci si deve spingere?” Esiste una “Misura”?. La risposta nelle letture.

Per lasciare su questo blog una traccia concreta della nuova, bellissima avventura Eprunica del 15 ottobre 2017 a Palermo e per rendere omaggio alla intelligenza e creatività dell’autore Renzo Botindari, propongo ai lettori del Vulcanico “Emil e io”, il brano che ho avuto l’onore e il piacere di interpretare. E’ una bella storia di sport con una morale estremamente significativa.

IO SUL PALCO E DIAPOSITIVA EPRUNICA

Emil e io

“Minchia! Ma cu è Zatopek?”

Il ragazzo era alla sua prima corsa in quel grande stadio, lui che nel suo contesto era stato da sempre il più veloce, ma da velocista per la prima volta e per una serie di circostanze fortuite, si confrontava con una prova di mezzofondo.

Pur di esserci e per prendersi ciò che gli spettava, decise di partecipare e fu così che si ritrovò in fuga da solo, per 800 metri, dal momento della partenza, con davanti soltanto 200 metri all’arrivo e solo una curva per tagliare il traguardo.

Non so se si sentì per prima quella esclamazione da parte dell’omino al bordo della pista o giunse prima quel boato assordante, ma so solo che il ragazzo non alzò più un piede e quegli ultimi 200 metri sembrarono una eternità, mentre vedeva svanire la medaglia d’oro, superato dal primo atleta, la medaglia d’argento, superato dal secondo ed infine anche il bronzo di consolazione, superato dal terzo, poi dal quarto ed infine dal quinto, finendo miseramente sesto, dopo aver dominato la sua prima gara.

L’omino si addannava la vita ed imprecava all’indirizzo del ragazzo chiedendogli di come mai gli fosse passato per la mente di partire a razzo come se stesse correndo la sua gara naturale, gli 80 metri!

Emil Zatopek, la "locomotiva umana" (dal web)
Emil Zatopek, la “locomotiva umana” (dal web)

Ma chi era questo Zátopek che da quel momento entrò nella sua vita?

Emil era un uomo di oltre cortina, un cecoslovacco noto per ansimare pesantemente mentre correva, tanto da esser soprannominato “la locomotiva umana”.

Emil era un eroe nel suo Paese e fu una figura influente del Partito Comunista.

Il mondo dell’atletica lo conobbe alle Olimpiadi di Londra 1948, dove vinse i 10.000 m. (alla sua seconda gara su quella distanza) e arrivò secondo nei 5.000 m. piani.  Era una forza della natura e nei quattro anni seguenti infranse più volte i record mondiali dei 5.000 e 10.000 m., dei 20, 25 e 30 km e dell’ora di corsa, spesso andando in fuga ad inizio gara per vincere in solitudine.

Ma la sua fama è legata principalmente alla straordinaria impresa alle Olimpiadi di Helsinki del 1952, dove vinse tre medaglie d’oro stabilendo tre record olimpici, nei 5.000 e nei 10.000 m., oltre che nella maratona, gara mai fatta prima, decidendo di competere all’ultimo minuto. Prima di ritirarsi nel 1957, vinse ancora ai Campionati europei del 1950, i 5.000 e i 10.000 m. e i 10.000 m. nel 1954.

Due settimane prima delle Olimpiadi del 1956, Zátopek venne operato di ernia, ciononostante finì sesto nella maratona olimpica. Dopo la Primavera di Praga, venne rimosso da tutti gli incarichi importanti e costretto a lavorare in una miniera di uranio come punizione.

Ecco perché Zatopek.

Ma quel ragazzo non aveva colpa, guardatosi attorno dopo pochi metri e vedendo che gli altri andavano piano, da velocista e alla sua prima gara di mezzofondo, si convinse che costoro erano più deboli e andò in fuga, non sapendo che gli altri, più allenati e conoscendo la distanza, andavano a ritmo per dosare le forze. Ancora oggi vediamo in giro moderni piccoli Zatopek giungere in un ambiente, convincersi di essere i più furbi o i migliori della situazione.

Da quell’episodio il ragazzo imparò una cosa importante, qualunque sia il contesto, guardarsi sempre intorno e chiedere, chi sono gli altri? E in presenza di sconosciuti, non prendere mai per primi l’iniziativa, perché ahimè non siamo Zatopek.

Nella foto con il titolo, il “team” di Epruno al completo sul palcoscenico del Real Teatro Santa Cecilia. Da sinistra, in piedi: Manfredi Agnello, Andrea Sorci, Antonella De Francesco, Totò Cianciolo Nadia Spallitta, Renzo Botindari, Maria Luciardello,  Gaetano Perricone, Tiziana Caccamo, Mariella Vanadia, Silvia Testa, Mario Caminita, Carmelo Castronovo. Accosciati: Fabio Cocchiara e Maurizio Salustri
Eprunici forever !!! Alla prossima …

Gaetano Perricone

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