di Santo Scalia

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Trovarsi al posto giusto e nel momento giusto: il posto giusto, il 27 ottobre del 2002, diciassette anni fa, era a circa un chilometro ad occidente di Piano Provenzana, sull’Etna; il momento giusto era intorno alle 8 del mattino.

Quel giorno il mio amico Stefano Arcifa, appassionato di volo, avendo visto un enorme pennacchio di cenere sovrastare l’Etna e capito che qualcosa di grosso stava accadendo, si precipitò al campo di volo e decollò per sorvolare l’area che spesso viene definita il Rift di Nord-Est, una delle zone nelle quali maggiori sono state, nel corso dei millenni, le manifestazione eruttive del vulcano. Volava da solo, sul suo velivolo, e aveva con sé una fotocamera con dentro l’unico rullino fotografico che si trovasse sottomano.

Già sin dalle 22:25 del giorno precedente tutta l’area era stata interessata da numerosissime, continue scosse sismiche, molto superficiali. L’I.N.G.V., nei comunicati emessi alle 00:24, alle 2:45, alle 3:10 e alle 6:30, informava della sostenuta attività sismica; in più, nel comunicato delle 3:10, aggiungeva che «[…] è stata inoltre segnalata un’attività di fontane di lava nella parte alta del settore orientale. Il reperibile vulcanologo è già partito per effettuare i sopralluoghi di rito».

Notizie più chiare si ebbero dal comunicato emesso alle 8:30: «[…] dal sopralluogo condotto tempestivamente nelle prime ore della mattinata a seguito dell’allerta strumentale segnalata dall’INGV-CT, nella zona della Montagnola è stato possibile osservare due bocche nel versante Sud dell’Etna, alla quota di circa 2700 m s.l.m. a metà strada tra il Cratere di SE e la Montagnola».

I due teatri eruttivi del 27 ottobre, a sinistra a Piano Provenzana, a destra a Piano del Lago
I due teatri eruttivi del 27 ottobre, a sinistra a Piano Provenzana, a destra a Piano del Lago (cartolina postale della mia collezione personale)

Era iniziata una nuova eruzione laterale, ad interessare il versante meridionale dell’Etna. Ma non solo. Anche il versante nord-est era interessato da una frattura «[…] che degassa per circa 1 Km tra quota 2500 e quota 2350 m s.l.m. in corrispondenza della frattura del 1809. Dal punto più basso della frattura si osserva un’attività stromboliana intensa ed è presente una colata che attualmente ha un debole tasso di emissione». (I.N.G.V. – Comunicato del 27/10/2002 alle ore 08:30).

Particolari delle splendide foto di Stefano Arcifa
Particolari delle splendide foto di Stefano Arcifa

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E proprio sopra la zona dove si stava aprendo questa frattura, stava volando Stefano! Non credeva ai suoi occhi: afferrata la fotocamera, una mano sulla cloche del velivolo e l’altra sul pulsante dell’otturatore, realizzò una splendida, eccezionale, sequenza di foto che testimoniano un evento che pochi occhi umani hanno visto. (Vedi Fotogallery).

L’Etna e il mondo dei vulcani, di Giuseppe Patanè, Santo L Delfa e Jean-Claude Tanguy, pubblicato da Maimone nel 2004

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Alcune di queste foto sono state pubblicate nel volume L’Etna e il mondo dei vulcani di Giuseppe Patanè, Santo La Delfa e Jean-Claude Tanguy, edito da Maimone nel 2004.

Cosa stava accadendo nel frattempo a Piano Provenzana? Che la situazione fosse grave l’avevano compreso tutti, subito. Gli operatori economici che lì avevano i propri esercizi portarono via quanto potessero. Altri invece, a causa dell’intenso sciame sismico, avevano già perduto tutto. Poi arrivarono le colate di lava… ed il resto, purtroppo, è noto a tutti.

Attingendo alla mia collezione di cartoline postali propongo una selezione di immagini drammatiche, attraverso le quali si può vedere, da terra, ciò che Stefano aveva ammirato dal cielo.Le colate di lava cominciano ad invadere il Piano Provenzana (cartoline postali della mia collezione personale)

Immagini delle prime fasi dell’eruzione nel versante nord-est (da cartoline postali della mia collezione personale)
Immagini delle prime fasi dell’eruzione nel versante nord-est (da cartoline postali della mia collezione personale)

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Sopra e in basso: le colate di lava cominciano a invadere Piano Provenzana

Le colate di lava cominciano ad invadere il Piano Provenzana (cartoline postali della mia collezione personale)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IGNAZIO RUSSO

Adesso sono già trascorsi 17 anni, ma rivedere queste immagini fa riaffiorare la tristezza per la distruzione di uno degli angoli più belli dell’Etna. E il pensiero va a Ignazio, che non c’è più e che non ha avuto la gioia di veder rinascere la sua Provenzana.

 

Con il titolo: l’alba del 27 ottobre 2002 (foto Davide Scalia)