Antonella De Francesco

di Antonella De Francesco

Non è un capolavoro, Amori che non sanno stare al mondo. Ma a me ha lasciato il segno e il fatto che c’era, per una pura casualità, il mio ex compagno in sala, seduto qualche fila più avanti, mi è sembrato come se la vita mi volesse dare una mano a spiegargli come sono stata io senza di lui. Pur senza le esasperazioni marcate della esuberanza della protagonista, Claudia (splendida Lucia Mascino) io mi ci sono trovata nel caos e, per certi versi, mi ci ritrovo ancora, laddove cerco barlumi di speranza per credere che, in fondo, non è finita .

Mi ci sono trovata nello sbandamento in cui non riesci a far altro che scrivere messaggi e aspettare una risposta che non arriva. Mi ci sono trovata nella volontà di parlare con la mia migliore amica sempre e solo di lui al punto da esasperarla.
Mi ci sono trovata nel reiterato e disperato tentativo di fare di tutto perché lui fosse costretto a pensarmi e, suo malgrado, a ricordare. E magari un giorno, davanti ad una sua scelta diversa di vita con un’altra, mi troverò, a denti stretti, a doverla accettare.

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Ma nel film, come nella vita, l’amore vero resta. Al di là di errori e omissioni non è capace di sparire. Resta muto, sotto forma di velo liquido negli occhi. Quel magone che pervade anche le giornate più spensierate, sempre lì. Una ricetta per guarire non esiste: è solo una questione personale.

Francesca Comencini rappresenta bene, con la sua consueta durezza e con la giusta dose di ironia, come il caos della passione e dei sentimenti non risparmi nessuno, neanche le figure razionali come il protagonista maschile, Flavio (Thomas Trabacchi). Un lui che assomiglia molto al mio lui, nella misura in cui spesso si lascia sopraffare dall’entusiasmo puerile e dagli abbracci teneri e avvolgenti della sua istintiva e incontenibile Claudia, ogniqualvolta riconosce e si arrende all’evidenza che l’incapacità di stare senza di lui è reale e non dipende dalla sua volontà.

Un film che svela cosa assolutamente non si dovrebbe fare, se si vuole sopravvivere alla fine di una storia. Il tutto raccontato in maniera ilare, perché non si può che ironizzare, in fin dei conti, sul fatto che nella vita ci sono Amori che non sanno stare al mondo, ai quali è mancato qualcosa. Amori intensi e irripetibili che sanno sopravvivere ben oltre il tempo e le distanze, ma solo fuori dai confini della storia canonica, perché dentro la storia miseramente naufragano.

Gaetano Perricone

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