Chi è privo di un mito è un uomo che non ha radici.
(Carl Gustav Jung)

di Rosario Catania

Rosario Catania con Ettore Barbagallo, ideatore e promotore del Teatro dei Miti
Rosario Catania con Ettore Barbagallo, ideatore e promotore del Teatro dei Miti

La Sicilia si conferma terra del mito per eccellenza. Il territorio si arricchisce di una nuova realtà educativa, sorta alle pendici dell’ Etna, a Zafferana Etnea:  il parco tematico Grotta di Polifemo e Teatro dei Miti, curato e gestito dall’Associazione Amici della Terra, già nota per i progetti educativi, “Casa delle Farfalle”, “Museo dell’Etna” e “Planetario”.

Come abbiamo evidenziato nella fotogallery, Attraversando sentieri nel bosco, tra mascheroni di lava e ricostruzioni eco-compatibili, si narrano le gesta del mitico Ulisse, insieme al Ciclope e gli dei dell’ Olimpo, protagonisti della mitologia; è possibile visitare la fucina sotterranea del dio Efesto che forgia le armi per Zeus, ammirare il suo trono, passando per la conchiglia di Afrodite e il Cavallo di Troia (una struttura pensata per accogliere i bambini), e ancora la Nave di Ulisse, una barca in legno con timone e remi in cui i bambini possono giocare e sperimentare in modo esperienziale. E’ presente anche uno spazio dedicato alle costellazioni, agli strumenti antichi per la navigazione e alla misurazione del tempo.

Quindi un altro fiore all’occhiello per quello che si può ben definire un polo del turismo educativo nella Sicilia orientale, cercato da tutte le scuole italiane e dagli appassionati di natura, ambiente, astronomia, e scienze della terra. Un nuovo parco da visitare con una vista mozzafiato sul vulcano attivo più alto d’Europa e Patrimonio dell’umanità.

Patrimonio, un termine spesso utilizzato senza cognizione, come qualcosa che ci appartiene per definizione, di cui siamo proprietari, ben diversa invece la realtà che ci vede impegnati quotidianamente a difenderlo da assalti di ogni tipo, spesso mossi da una scarsa conoscenza o da cattivi interessi, che prevalgono sul bene comune.

MITI 15

Ho incontrato, insieme a soci ed amici del CEPES di cui sono presidente, ha incontrato Ettore Barbagallo, ideatore e promotore del progetto, nonché presidente dell’ Associazione Amici della Terra, con cui collaboro da molti anni. In una bellissima giornata di primavera, Ettore ci ha raccontato le motivazioni alla base di questa iniziativa, spiegando che il racconto della Sicilia va inquadrato tra educazione e intrattenimento, per diventare un viaggio interattivo tra storia e mitologia: “La Sicilia è stata fulcro e luogo di incontro di molte culture, e grazie alla posizione geografica in cui si colloca in mezzo a tre continenti, culture, religioni e razze assolutamente diverse, si sono amalgamate e integrate. Un  luogo che rappresenta una fucina di pace e integrazione, un luogo dove si può costruire piuttosto che distruggere”.

Uno degli obiettivi di questa iniziativa, spiega ancora Ettore Barbagallo, è proprio quello di veicolare alcuni messaggi e valori legati al nostro territorio, primo tra tutti, quello dell’identità, che dovrebbe catturare l’attenzione e l’interesse dei giovani, troppo spesso protagonisti di una migrazione intellettuale.

L’Etna nel mito, l’Etna, ninfa, madre e “ardor di fuoco”

(…) là sono i lauri, là sono gli ondeggianti cipressi,

l’edera scura e la vite dai dolci frutti,

è c’è l’acqua fresca, bevanda divina che per me

fa scendere dalla candida neve l’Etna selvoso.

Chi vorrebbe avere, in cambio di tutto questo, il mare e le onde?

Così Teocrito, nel suo Idillio dedicato al Ciclope, descrive il vulcano Etna come un luogo quasi incantato a cui nessuno potrebbe resistere, un paradiso terrestre e un vulcano dalla maestosità divina, a cui gli antichi conferirono tratti umani di donna e madre, e con un’importanza paesaggistica e mitologica incomparabile. Un luogo dove mito, natura e culti antichi si fondono.

Gli episodi mitici in cui l’ Etna (figlia di Urano e di Gea) risulta protagonista come ninfa, sono la disputa sulla Sicilia contesa tra Efesto, dio del fuoco, e Demetra, dea delle messi, risolta grazie al suo intervento, e la nascita dei Palici, una coppia di dei gemelli venerati già dai Siculi, che rappresentano la personificazione delle sorgenti solforosi-termali e protettori della navigazione.

La versione più famosa del mito, identifica i gemelli come figli di Zeus e Taleia e narra di quest’ultima, che si nascose sottoterra spaventata dall’ira di Era, moglie del dio fedifrago, per portare a compimento una gravidanza, e al momento del parto, i gemelli divini vennero alla luce due volte: la prima dal ventre materno e la seconda da quello della terra quando uscirono in superficie.

La fucina di Efesto nel famosi quadro di Diego Velazquez del 1630, al Museo del Prado di Madrid
La fucina di Efesto nel famosi quadro di Diego Velazquez del 1630, al Museo del Prado di Madrid

Come vulcano, nel mito l’Etna fu sede dell’officina di Efesto, dove il dio forgiava i fulmini di Zeus, e fu il luogo in cui si svolsero importanti episodi mitici, quali il ratto di Persefone, la sconfitta di Tifone e quella di Encelado.

Il secondo mito che ha come scenario il vulcano è quello relativo alla sconfitta del mostro Tifone, mezzo uomo e mezzo belva, ad opera di Zeus che lo finì a colpi di fulmine e schiacciato sotto il monte Etna. Secondo il mito, infatti, le fiamme che il vulcano erutta sono ancora quelle che Tifone vomitò al momento della sconfitta e i terremoti sono i vani tentativi di liberarsi dall‘enorme peso.

Encelado, infine, era un gigante, nato dalla fecondazione di Gea col sangue di Urano, che partecipò nella lotta tra Giganti e dei e fu sconfitto da Atena, che lo sotterrò sotto la Sicilia. Secondo il mito, infatti, l’attività vulcanica del monte e i terremoti sono frutto della sua presenza al di sotto di esso. L’ Etna, ninfa, madre e terra di fuoco, rappresenta uno dei luoghi simbolo più concreti della grandezza delle civiltà che ci hanno preceduto e, ancora oggi, fonte di ispirazione per poeti, scrittori e artisti.

(tratto da l’Etna nel mito di Alessandra Romeo)

Questi argomenti saranno lunedì 8 aprile, alle 21,15 sul canale 35 del digitale terrestre, il tema della seconda parte del programma di Focus sul nostro vulcano, che ha come titolo “L’Etna tra scienza e mito”

Teatro dei miti, via Zerbate 20, Zafferana Etnea

Per informazioni e prenotazioni:

https://www.teatrodeimiti.it

 

 

Rosario Catania

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