Chimenti con la maglia del Palermo
Chimenti con la maglia del Palermo

di Gaetano Perricone

E’ il testo, quanto mai divertente, del mio … debutto teatrale a Palermo, il 12 giugno scorso al Teatro Ditirammu, con il gruppo di “Leggendo Epruno”, del quale ho fatto parte anche domenica 23 ottobre nella indimenticabile serata nell’antico Real Teatro Santa Cecilia, sempre a Palermo.

Scritto come sempre dal bravissimo Renzo Botindari, fondatore e autore di tutti i testi di questa originalissima esperienza culturale, che vede impegnati sul palco professionisti che fanno tutt’altro mestiere e che hanno deciso di divertirsi insieme, “U sa fari a Chimenti ?” celebra un popolarissimo e quanto mai amato personaggio della storia del calcio palermitano e la sua … assoluta specialità !

Da ex cronista sportivo rosanero, ho seguito e conosciuto personalmente il simpatico Vito Chimenti, rimasto nella memoria e nel cuore dei tuo tanti ammiratori come Vito “bicirietta“, in italiano bicicletta. Dunque ho letto e interpretato il brano che lo riguarda con estremo piacere e … da persona ben informata dei fatti.

Ripropongo sul mio blog “Il Vulcanico” questo delizioso testo, in omaggio a Renzo Botindari e agli amici del gruppo degli Eprunici, ma anche per ricordare ai tifosi del Palermo e non solo, certo del loro gradimento, un calciatore e un personaggio amatissimo, che ha lasciato una traccia e un ricordo molto piacevole per il popolo rosanero e nella storia del club.

Io leggo Chimenti
Al Teatro Ditirammu, mentre leggo il brano …

EPRUNICO

“U SA FARI A CHIMENTI?”

“U sa fari a Chimenti?” Questa era la domanda frequente verso la fine degli anni settanta quando i ragazzini giocavano per strada con il pallone evocando i campioni del calcio.

Ma chi era Chimenti e soprattutto cosa significava “fare Chimenti?”

Chimenti Vito da Bari, calciatore nella stagione 1977-1978 proveniente dal Matera giunge al Palermo in Serie B, dove gioca due stagioni ad alto livello con 29 reti complessive.

Grazie anche ai suoi goal, la squadra rosanero otterrà un sesto e un settimo posto.

Cosa significava “fare a Chimenti?”

Pochi sanno che per il popolo di fede rosanero, l’inventore della bicicletta è stato Vito Chimenti e poco importa se nel resto del mondo tutti attribuiscono al barone Karl Von Drais, da Baden in Germania, l’invenzione nel 1817 della “draisina”, la prima bicicletta antesignana, ma a Palermo a parlar di bicicletta ancorchè di Totò Cannatella, si doveva parlare di Chimenti, causa il famoso suo gesto tecnico, “pallone alzato di tacco da dietro per superare l’avversario con un pallonetto”, battezzato la “bicicletta”, che faceva impazzire lo Stadio della Favorita.

“Fare a Chimenti”, significava dunque fare il gesto tecnico della “bicicletta”.

Per molto tempo tutti i più famosi difensori delle squadre avversarie, subirono la “bicicletta” fin quando un terzinaccio di mestiere, alle sue ultime partite in carriera, di nome Ubaldo Spanio da Chioggia, con la maglia del Varese, non ne neutralizzò l’effetto.

Ma non finisce qui … la presenza nel Palermo di Chimenti viene segnata da un mistero legato alla sua partecipazione alla finale di Coppa Italia 1978-1979 a Napoli, stadio San Polo, dove con un suo gol al primo minuto di gioco, il Palermo passa in vantaggio perdendo poi la partita, dopo esser stato raggiunto in 11 contro 10, da un gol di Brio a 9 minuti dal termine e superato nei tempi supplementari da un definitivo gol di Causio.

Chimenti in quell’incontro, dopo aver fatto impazzire la difesa per 45 minuti viene sostituito durante l’intervallo inspiegabilmente, si dirà successivamente a causa di un infortunio procurato da Cabrini.

A riportare Vito sui palcoscenici della mediocrità, fu un “attraversamento” casuale di Carlo Sassi e Bruno Pizzul, pazzi per il gesto tecnico di colui che chiamavano il “torello del Palermo”, a causa del suo fisico tracagnotto per nulla assimilabile a quello dei grandi centravanti del momento, i quali “sgonfiarono inconsapevolmente le ruote della bicicletta” con vari passaggi di dettaglio alla “moviola”,

Inoltre, furono vere tutte le voci che videro un … complotto calcistico nella sostituzione di Chimenti durante la finale di Coppa Italia? Ancora oggi nessuno lo sa e ufficialmente, ci piace pensare che fu anche in questo caso un incrocio fortuito con il giovane Cabrini a negare i cancelli della gloria a Vito Chimenti.

Vito Chimenti oggi
Vito Chimenti oggi

 

 

Gaetano Perricone

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