Agata Puglisi, Autore a Il Vulcanico https://ilvulcanico.it/author/agata/ Il Blog di Gaetano Perricone Sun, 29 Oct 2017 07:02:02 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.2 Tra le maestose querce di Monte Egitto, “nel bosco delle fiabe della mia infanzia” https://ilvulcanico.it/egitto-con-la-sensazione-di-essere-entrata-nel-bosco-delle-fiabe-della-mia-infanzia/ Sun, 22 Oct 2017 06:18:32 +0000 http://ilvulcanico.it/?p=4870 (da “Etna vulcano del mondo. A Muntagna nel Patrimonio Mondiale Unesco”, 2013, Villaggio Maori edizioni, pag.19-21) di Agata Puglisi Innamorarsi di un luogo visto una sola volta, come un colpo di fulmine, mi è successo tre volte in tutta la mia vita. In ogni occasione in cui ho provato questa rara sensazione di appartenenza totale, […]

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(da “Etna vulcano del mondo. A Muntagna nel Patrimonio Mondiale Unesco”, 2013, Villaggio Maori edizioni, pag.19-21)

AGATA per VULCANICo

di Agata Puglisi

Innamorarsi di un luogo visto una sola volta, come un colpo di fulmine, mi è successo tre volte in tutta la mia vita. In ogni occasione in cui ho provato questa rara sensazione di appartenenza totale, ho cercato di accoglierla come un dono, una fortuna insperata, e di conservarla per poterla rinnovare anche semplicemente con il ricordo di questi miei luoghi dell’anima, che sono lì per tutti, ma che appartengono solo a me ogni volta che li ripenso.

Monte Egitto, in zona A del Parco dell’Etna, comune di Bronte, si trova all’incirca all’incrocio con la pista forestale che attraversa i coni secondari di Monte Capre, in direzione di Monte Lepre. Pochissimi sanno dell’esistenza di questo bosco di settantatré esemplari di Roverella (Quercus pubescens), dei quali cinquantasei sono di grandi dimensioni e di età secolare.

4 QUERCE

Quando sono finalmente andata a Monte Egitto, dopo averne a lungo sentito parlare dai miei colleghi Grazia (che cura la parte amministrativa dei lavori pubblici ed espropriazioni) e Orazio (guida del Parco), temevo di restare delusa, come di solito succede quando si hanno grandi aspettative. Invece è successo il contrario, l’Etna ancora una volta è riuscita a stupirmi.

Avevo già visto le foto di qualche maestoso esemplare di queste querce, ma non immaginavo che avrei provato d’un colpo la sensazione forte e stranissima di essere entrata nel bosco delle fiabe della mia infanzia.

Ho sempre sentito questa affinità personale più con gli alberi che con gli animali, e in particolare con le querce, per me simbolo di radicamento, di affidabilità, di particolare bellezza. Da bambina, negli anni delle scuole elementari, almeno un paio di pomeriggi ogni settimana li trascorrevo a casa della mia compagna di banco. Dopo aver fatto i miei compiti alla velocità della luce, aspettavo pazientemente che anche lei finisse, sorvegliate entrambe dall’occhio vigile di sua madre. Soffrivo per non poterla aiutare a far presto, ma alla fine eravamo libere di correre nel “nostro bosco”, dietro il cortile e l’orto di casa sua, un pezzo di terreno contornato da muretti alti di pietra lavica, con una vecchia porta di ingresso sempre aperta.

Lì c’erano i nostri alberi, due alte piante di noci, tre di gelso di cui una che ci sembrava enorme e vecchissima e anche una grande quercia. Ogni giorno riuscivamo ad arrampicarci un poco più in alto, superando i nostri personali traguardi, e trascorrevamo così tutte le ore di luce del pomeriggio nella felicità più perfetta. La mamma della mia amica Alfina, una signora all’antica che avrebbe preferito vederci giocare con le molte belle bambole che noi consideravamo soprammobili, un giorno chiuse definitivamente a chiave il portoncino di accesso al terreno alberato. Da allora tutto fu ancora più emozionante, approfittavamo di ogni assenza della signora Giuseppina e di qualsiasi occasione per saltare il muretto e vivere il nostro bosco come un’avventura rischiosa e proibita.

2 QUERCE

Forse è per questo che per me il bosco di Monte Egitto è un luogo magico. Basterebbe già la vista di uno solo di questi monumenti vegetali per giustificare un viaggio, ma qui si tratta di un intero bosco di querce, che ti accoglie e ti circonda, ti fa sentire tutt’uno con la terra, il tempo, il sole, l’Etna, la pioggia, gli animali, il sottobosco. E la sensazione si rafforza al pensiero che queste maestose querce sono sopravvissute per secoli, scampate a tantissime colate laviche, anche vicinissime.

Il querceto rappresenta per molte specie faunistiche il proprio habitat naturale, e qui sono state rinvenute di recente, nel corso di indagini di campo, tracce della presenza di due coleotteri minacciati di estinzione, l’Osmoderma eremita e il Cerambide della quercia (Cerambyx cerdo). E allora ci si muove con circospezione, con rispetto e stupore, stando attenti a non calpestare niente che possa turbare o mutare questo fragile equilibrio. Qui si deve andare in piccoli gruppi, a piedi, ed avere lo stesso rispetto che è richiesto anche a un non credente quando entra da turista in una cattedrale per visitarla e ammirarla.

Una quarantina di anni fa purtroppo sono stati impiantati nelle vicinanze, artificialmente, molti esemplari di Pino laricio (Pinus nigra specie calabrica), alcuni dei quali sono proprio a ridosso delle querce. Sono in corso monitoraggi, studi e proposte di intervento selvicolturale per un taglio graduale di alcuni esemplari scelti di Pino, nelle prossimità delle querce sofferenti, per la conservazione dell’habitat di questo luogo unico e incantevole (intervento di tutela successivamente effettuato, n.d.r.)

Da Monte Egitto poi si può scegliere di raggiungere Monte Capre e volendo anche gli apparati eruttivi dei Monti De Fiore, formatisi durante l’eruzione del 1974, dalla cui sommità si gode una bellissima vista sul versante occidentale, oppure Monte Nunziata dove si può ammirare una straordinaria grotta vulcanica, nei cui pressi si trova una delle stazioni di misura Gps gestita dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che collabora con il Parco. Questi itinerari sul versante sud occidentale dell’Etna offrono una grande varietà di paesaggi, passando dall’asperità delle multiformi colate di lava e grotte di scorrimento lavico fino al bosco fitto.

Per le foto si ringrazia il Parco dell’Etna

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Tranquilli, il sito Unesco Monte Etna è “Good” … https://ilvulcanico.it/tranquilli-il-sito-unesco-monte-etna-e-good/ Mon, 14 Nov 2016 09:49:45 +0000 http://ilvulcanico.it/?p=1412 di Agata Puglisi A Roma, nel suggestivo scenario di Palazzo Barberini, si è svolta dall’8 al 10 novembre, la VII Conferenza dei siti italiani iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco, organizzata dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Per il sito Monte Etna, iscritto a giugno del 2013, questa è […]

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Agata Puglisi a Roma con il ministro Dario Franceschi e la presidente del Parco Marisa Mazzaglia
Da sinistra, Agata Puglisi a Roma con il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini e la presidente del Parco Marisa Mazzaglia
Il momento della Conferenza dedicato all’Etna e al Parco

di Agata Puglisi

A Roma, nel suggestivo scenario di Palazzo Barberini, si è svolta dall’8 al 10 novembre, la VII Conferenza dei siti italiani iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco, organizzata dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Per il sito Monte Etna, iscritto a giugno del 2013, questa è stata la prima Conferenza nazionale, che abbiamo colto come importante occasione di incontro e di confronto non solo tra tutti i siti italiani iscritti, ma anche con le istituzioni nazionali ed internazionali competenti e con esperti del settore.

Questa edizione della Conferenza nazionale ha avuto come tema principale l’istituzione di un Osservatorio dei Siti del Patrimonio Mondiale, come spazio comune dove riflettere, confrontare le esperienze, i piani e i programmi di gestione, scambiare buone pratiche, con l’intento di creare una rete per monitorare, comprendere, valutare e orientare l’importante realtà dei siti Unesco Italiani. L’Italia è infatti la nazione con il maggior numero di siti iscritti, complessivamente 51, di cui 4 appartenenti al Patrimonio naturale (Eolie, Monte San Giorgio, Dolomiti, Etna) e i rimanenti 47 al patrimonio culturale.

Per il nostro giovane sito Monte Etna sono state tre giornate di partecipazione intense, con ampio dibattito e interessanti riflessioni sulla protezione del patrimonio nel nuovo scenario internazionale, sul ruolo della cultura, dei valori naturali e ambientali, sulle forme di gestione, sui risultati dei controlli effettuati dall’Unesco con il Report Periodico e del monitoraggio dell’UICN per la gestione dei siti naturali.

L'intervento di Franco Bernabè, presidente della Commissione Nazionale Unesco
L’intervento di Franco Bernabè, presidente della Commissione Nazionale Unesco

Nello scenario generale di Agenda 2030 e dei 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile dell’ONU, sono stati oggetto di un interessante dibattito la forma di gestione dei siti e la necessità o meno di dare valore prescrittivo ai piani di gestione. È emerso con chiarezza, sia dalla relazione di Paolo Castelnovi (della Fondazione Fitzcarraldo), sia dai risultati del tavolo di lavoro sulle aree archeologiche e paesaggi culturali- siti seriali e naturali, che i siti Unesco gestiti dai Parchi naturali rappresentano una forma di gestione forte, stabile, completa ed efficace, perché in essi sono rappresentati gli enti pubblici e le comunità locali, per la possibilità di risorse finanziarie certe e di personale dedicato. Non esiste comunque una prescrizione Unesco sulla forma di gestione, e nella maggioranza dei casi, quando ci sono più soggetti competenti per la gestione, è necessario ricorrere ad altre forme, quali apposite fondazioni o associazioni di enti con protocolli di intesa. Nei siti governati dai Parchi il Piano di Gestione ha poi, nella maggior parte dei casi, valore prescrittivo, mentre negli altri siti con forme di governo definite più deboli ha solo valore indicativo.

Sono stati proposti, dalle regioni Lombardia, Piemonte e Toscana, interessanti modelli di creazione di distretti dei siti Unesco regionali, con un efficace coordinamento della Regione per i trasporti, i problemi di area vasta, la comunicazione e la promozione. La Regione Sicilia potrebbe prendere ad esempio tali modelli organizzativi, dato che è la regione con il maggior numero di siti Unesco e con ben il 50% dei siti naturali italiani.

Con grande soddisfazione siamo stati più volte citati come esempio positivo di gestione, ad esempio dalla dottoressa Giarratana, Direttrice Generale del Ministero dell’Ambiente, che ha annunciato la recente candidatura dell’ampio territorio dall’Etna a Taormina per il Programma Man and Biosphere, da Giampiero Sammurri, Presidente di Federparchi e Vice-Presidente Comitato italiano IUCN, e soprattutto da Tim Badman , Direttore IUCN World Heritage Programme, che ha presentato il report di valutazione IUCN del 2014, in base al quale il nostro sito Unesco Monte Etna ha ottenuto il massimo della valutazione, ovvero “Good”, insieme al Monte San Giorgio. Tim Badman ci verrà presto a trovare sull’Etna.

Inoltre, abbiamo dato il nostro attivo contributo al dibattito sulle forme di gestione e sull’Osservatorio da istituire, con l’interessante intervento della Presidente del Parco, Marisa Mazzaglia, mentre lo staff Unesco del Parco ha presentato, nel corso del “Laboratorio 77” sulle attività per i finanziamenti dei siti Unesco con la Legge 77/2006, apprezzate proposte di miglioramento della Circolare attuativa, dell’Avviso di selezione e delle procedure attuative. Lo staff Unesco del Parco si è basato sulla propria recente esperienza di partecipazione e presentazione di un progetto in seguito all’avviso di selezione per i finanziamenti della L. 77/2006 per l’anno 2016. I risultati della selezione, la graduatoria e il decreto di finanziamento dovrebbero essere resi noti a dicembre.

Un risultato immediato sono stati poi gli amichevoli scambi tra il nostro sito e quello delle Dolomiti, per una collaborazione futura coordinata dal Ministero dell’Ambiente, e l’inclusione del Monte Etna in un progetto già finanziato alla Regione Sicilia con la L. 77/2006, che si occuperà di educazione dei giovani e di comunicazione a loro dedicata nei siti siciliani.

Credo però che il frutto più importante sia stato il riconoscimento pubblico ad altissimo livello del lavoro già svolto e dell’efficacia della gestione del Monte Etna. Tali risultati dovrebbero fare riflettere sulle vere motivazioni di una campagna immotivata sul fantomatico pericolo di una cancellazione, che in passato è stata deliberatamente volta ad indebolire il ruolo del Parco quale gestore. E adesso aspettiamo i risultati della graduatoria per i finanziamenti della L. 77/2016 per i siti Unesco italiani.

Intanto, vi invitiamo a visitare il sito internet www.unesco.it, appena messo in rete dalla Commissione Nazionale Italiana, per scoprire l’Unesco vicina a voi.

Il cartellone della Conferenza
Il cartellone
Tim Badman, direttore del programma World Heritage dell'IUCN
L’intervento di Tim Badman, direttore del programma World Heritage dell’IUCN
Un momento della conferenza
Un altro momento della conferenza

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