Vincenzo Greco, Autore a Il Vulcanico https://ilvulcanico.it/author/vincenzo/ Il Blog di Gaetano Perricone Wed, 07 Jan 2026 15:48:58 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 “E’ forse una colpa fare la Guida Vulcanologica sull’Etna?” https://ilvulcanico.it/e-forse-una-colpa-fare-la-guida-vulcanologica-sulletna/ Wed, 07 Jan 2026 15:48:58 +0000 https://ilvulcanico.it/?p=26074 Riceviamo e volentieri pubblichiamo di Vincenzo Greco In questi giorni sento il bisogno di condividere un pensiero personale, legato alle vicende che stanno interessando la mia figura professionale come Guida Vulcanologica. Quando ho scelto di lavorare sull’Etna, non l’ho fatto per togliere qualcosa a qualcuno, né perché mi sentissi migliore di altri. L’ho fatto semplicemente […]

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo

di Vincenzo Greco

In questi giorni sento il bisogno di condividere un pensiero personale, legato alle vicende che stanno interessando la mia figura professionale come Guida Vulcanologica.

Quando ho scelto di lavorare sull’Etna, non l’ho fatto per togliere qualcosa a qualcuno, né perché mi sentissi migliore di altri. L’ho fatto semplicemente perché mi piaceva. Mi piaceva stare sul vulcano fin da bambino, e sognavo di trovare un lavoro che mi permettesse di farlo ogni giorno. Mi piaceva studiarlo, viverlo, capirlo, e ho deciso di trasformare questa passione in un lavoro attraverso studio, formazione, esami e competenze specifiche.

Per questo motivo trovo profondamente ingiusto e, a tratti, offensivo, sentire o leggere commenti che fanno passare chi ha acquisito una competenza come se avesse un “monopolio” o un’esclusiva indebita.

Non esiste alcun monopolio: esiste la competenza. Così come esistono maestri di sci, guide alpine, chef, tecnici, medici, artigiani specializzati. Nessuno di loro “toglie” qualcosa agli altri: semplicemente fa il lavoro per cui si è formato.

C’è poi un aspetto fondamentale che spesso viene dimenticato. Avendo scelto la strada di lavorare sui vulcani attivi e nelle aree attive, quindi in contesti dove possono essere presenti eruzioni in corso, questa scelta è stata fatta con la piena consapevolezza che esistono leggi e regolamenti che tutelano, riconoscono e disciplinano le competenze specifiche di determinate figure professionali in determinati ambienti.

Nessuno sta dicendo che una guida debba essere imposta. Chi vuole essere accompagnato sceglie liberamente. Ma quando un sindaco o un amministratore pubblico si trova a dover gestire, regolamentare o organizzare la fruizione di questi eventi naturali, proprio per tutelare le persone e garantire un minimo di ordine e sicurezza, è chiaro che la prima cosa che fa è verificare cosa dice la legge. E quindi va a individuare quali sono le figure professionalmente competenti, riconosciute ai sensi di legge, sia regionale che nazionale, per operare in quel settore specifico e in quel contesto territoriale.

La risposta non la danno le guide, né i singoli professionisti: la dà la legge. Ed è per questo che, nei regolamenti e nelle ordinanze, vengono citate e inserite le Guide Alpine e Vulcanologiche. Non per imporre una figura, non per creare esclusività, ma per regolamentare una scelta, tutelare chi decide di affidarsi a un professionista e cercare di organizzare in modo responsabile la fruizione di fenomeni naturali complessi.

Le ordinanze nascono quindi come strumenti di tutela e gestione, non come atti punitivi o discriminatori. E il fatto che una figura venga citata all’interno di un’ordinanza non è una colpa, ma la conseguenza naturale di ciò che la legge riconosce.

E allora mi chiedo: anche questo è una colpa? Se lo dice la legge, la colpa sarebbe di chi ha deciso di lavorare in quel settore? Lo dico da appassionato prima ancora che da professionista: sono il primo ad essere contento che la gente ammiri ciò che il nostro vulcano offre, con o senza guida.

Quello che non accetto è essere accusato o colpevolizzato per aver scelto di fare questo nella vita. Credo che, come tutti, si debba avere il diritto di scegliere che lavoro fare, almeno questo.

E allora mi chiedo ancora: la colpa di lavorare, di avere un’entrata economica dal lavoro che si è deciso consapevolmente di fare nella propria vita… è una colpa?

Arrivare a far sentire una persona in colpa per aver scelto un percorso professionale che ama, per aver investito tempo, sacrifici e responsabilità in una formazione riconosciuta, è qualcosa che non trovo normale. Sono arrivato perfino a pensare: cosa che non avrei mai immaginato, di sperare che :”l’eruzione finisse”, solo per il peso di tutto ciò che si è creato attorno al mio lavoro, accettando l’inevitabile danno che ne sarebbe derivato. Chi mi conosce sa quanto questo pensiero sia lontano da me.

È chiaro che ci sono sempre aspetti migliorabili: organizzazione, comunicazione, approccio. Su questo non mi sono mai tirato indietro. Ma una cosa deve essere chiara: le guide non esistono per mettere a rischio le persone. Chi si affida a un professionista lo fa proprio per avere sicurezza, responsabilità e tutela, e quella responsabilità ricade interamente su chi accompagna. La vita delle persone viene prima di tutto, sempre.

Io rispetto profondamente il lavoro e il percorso di chiunque abbia scelto una strada diversa dalla mia. Chiedo solo lo stesso rispetto per la scelta che ho fatto io: non per danneggiare, non per competere, non per togliere, ma perché è ciò che amo fare e che ho scelto consapevolmente come lavoro.

Volevo fare questa precisazione perché certi commenti e certe affermazioni, per come sono stati espressi, mi hanno sinceramente rattristato. Non cerco scontri, non cerco colpevoli. Cerco solo rispetto reciproco. GRAZIE

E allora mi chiedo ancora: che cos’è una colpa? Buon vulcano a tutti.

(Gaetano Perricone). Sono stato il primo, carissimo Vincenzo, a “scoprirti” sul mio blog IlVulcanico.it quando diventasti allora la più giovane guida vulcanologica d’Italia, sull’Etna. Apprezzai molto, nonostante la tua giovanissima età, la tua serietà, il tuo equilibrio, la tua passione infinita per l’Etna e con il passare del tempo sempre più la tua preparazione e crescente competenza nello svolgimento del mestiere che ti sei scelto. Questa tua riflessione, per quanto intrisa di legittima amarezza, conferma tutto quello che di buono ho subito pensato di te. E allora ti dico, con la stima e l’affetto di sempre: vai avanti con il tuo lavoro, con la tua passione, con il tuo impegno a servizio di chi vuole conoscere insieme a te il nostro meraviglioso vulcano Patrimonio dell’umanità e di tutto il resto … futtitinni 

 

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Etna in eruzione: gestione, sicurezza, approccio responsabile. Un evento straordinario e le sue implicazioni https://ilvulcanico.it/etna-in-eruzione-gestione-sicurezza-approccio-responsabile-un-evento-straordinario-e-le-sue-implicazioni/ Sat, 08 Mar 2025 05:45:07 +0000 https://ilvulcanico.it/?p=25431 di Vincenzo Greco L’ultima eruzione dell’Etna ha rappresentato uno degli eventi più seguiti e condivisi dell’epoca moderna, grazie alla grande accessibilità della colata lavica e alla diffusione virale delle immagini sui social media. Questo fenomeno ha generato una forte attrazione per escursionisti, appassionati e semplici curiosi, ma al tempo stesso ha evidenziato importanti criticità nella […]

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di Vincenzo Greco

L’ultima eruzione dell’Etna ha rappresentato uno degli eventi più seguiti e condivisi dell’epoca moderna, grazie alla grande accessibilità della colata lavica e alla diffusione virale delle immagini sui social media. Questo fenomeno ha generato una forte attrazione per escursionisti, appassionati e semplici curiosi, ma al tempo stesso ha evidenziato importanti criticità nella gestione dell’afflusso di persone, nella sicurezza e nella percezione del rischio. L’Etna, come tutti i vulcani attivi, presenta dinamiche imprevedibili e situazioni che possono variare anche nel giro di poche ore. Per questo motivo, l’approccio corretto all’ambiente vulcanico non può essere improvvisato, ma deve basarsi su conoscenza, preparazione e consapevolezza. Tuttavia, l’ampia diffusione di video e immagini ha portato molte persone ad avvicinarsi al fenomeno senza un’adeguata preparazione, generando situazioni di potenziale pericolo sia per chi era presente, sia per chi successivamente ha emulato comportamenti rischiosi. È stato questo, più di ogni altra cosa, a spingere le autorità a intervenire con ordinanze restrittive, limitando l’accesso all’area. Ma il problema non è mai stato chi, come le guide o gli appassionati esperti, conosce e rispetta il vulcano. Il vero nodo della questione è stato l’approccio incontrollato di chi si è avventurato senza preparazione, mettendo a rischio sé stesso e indirettamente influenzando le decisioni istituzionali

Il ruolo delle guide vulcanologiche: tra responsabilità e sicurezza. Le guide vulcanologiche sono figure professionali riconosciute da una legge regionale e nazionale. Abbiamo scelto questo mestiere per passione, formazione ed esperienza, esattamente come chiunque sceglie una professione nella propria vita. Accompagniamo le persone in sicurezza, trasmettiamo conoscenze, valutiamo i rischi e, quando la situazione lo richiede, siamo i primi a decidere di non avvicinarci se il pericolo è elevato. L’idea che le ordinanze siano state fatte per “favorire” le guide è una percezione errata e fuorviante. Non siamo noi a stabilire le restrizioni, ma le autorità competenti, sulla base delle evidenze e delle criticità emerse sul campo. Emerge però una questione importante: se il rischio non è tale da giustificare un blocco totale, perché impedire a professionisti certificati di fare il loro lavoro? Allo stesso tempo, se un appassionato esperto e consapevole sa come muoversi, perché non permettergli di vivere il vulcano nel rispetto delle regole e della sicurezza? Le guide non sono un ostacolo, ma un punto di riferimento. Nell’ultima eruzione, oltre a svolgere il nostro lavoro, abbiamo fornito assistenza a numerose persone impreparate: escursionisti senza attrezzatura adeguata, gruppi disorientati che si sono uniti ai nostri tour per non perdersi, persone in difficoltà a causa del freddo o del terreno accidentato. Abbiamo agito per senso di responsabilità, oltre che per dovere professionale. Tuttavia, questo ha generato discussioni anche all’interno dei gruppi accompagnati, con clienti che si sono chiesti perché parte del nostro tempo fosse dedicato ad aiutare estranei in difficoltà. La risposta è semplice: davanti a una situazione di rischio, il dovere morale e umano viene prima di tutto.

I social media e l’effetto emulazione: un problema da affrontare. L’epoca digitale ha reso l’Etna più visibile che mai, ma ha anche favorito un fenomeno preoccupante: l’emulazione di comportamenti rischiosi. Quando sui social si vedono persone avvicinarsi alla lava, cucinare sopra le colate, lasciare segni indelebili sul terreno, si trasmette un messaggio distorto: quello di un ambiente privo di pericoli, dove chiunque può muoversi liberamente senza conseguenze. Ma la realtà è ben diversa. Chi si è trovato sul campo nei giorni dell’eruzione sa quanti interventi di soccorso sono stati necessari per persone che si sono spinte oltre il limite, senza avere le competenze per gestire l’imprevisto. E non è solo una questione di sicurezza personale: gli atteggiamenti superficiali hanno portato a decisioni istituzionali che hanno penalizzato anche chi avrebbe potuto vivere l’evento in modo consapevole e rispettoso.

Gestire le eruzioni future: una proposta per un approccio più equilibrato. L’Etna continuerà a eruttare, e il problema non si risolverà semplicemente con divieti e ordinanze. È necessario un cambio di mentalità e di gestione, che tenga conto delle esigenze di tutti: ✅ Presidi di controllo nei punti di accesso, con figure che possano monitorare e fornire informazioni. ✅ Distinzione tra chi è preparato e chi no, per evitare restrizioni indiscriminate. ✅ Collaborazione tra guide, enti di ricerca e protezione civile, per garantire sicurezza senza eccessi di rigidità. ✅ Regolamentazione chiara dell’uso dei social media, con campagne di sensibilizzazione per evitare la promozione di comportamenti rischiosi. ✅ Educazione e informazione sul vulcano, per creare una cultura del rispetto e della consapevolezza. L’obiettivo non deve essere quello di impedire l’accesso, ma di permettere a chi è preparato di vivere il vulcano in sicurezza, evitando al tempo stesso che il fenomeno venga banalizzato o spettacolarizzato senza coscienza.

Conclusione: un invito alla coerenza e alla responsabilità. L’Etna è un patrimonio straordinario, ma anche un ambiente che richiede rispetto. Non è una competizione tra guide, appassionati e istituzioni: è una questione di gestione intelligente e di approccio responsabile. Nessuno deve essere messo contro nessuno. Non esistono “caste” o privilegi, ma ruoli e competenze che devono essere riconosciuti e valorizzati. Il messaggio è chiaro: non basta limitare, bisogna educare. Non basta vietare, bisogna fornire alternative sicure. E, soprattutto, non si può permettere che le decisioni prese in emergenza diventino la norma per il futuro. L’Etna continuerà a offrirci spettacoli incredibili. Sta a noi scegliere se viverli con consapevolezza o con superficialità.

Con il titolo e nell’articolo: le spettacolari foto dell’eruzione di Vincenzo Greco

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Le Guide dell’Etna rassicurano: nessuna problematica per le eruzioni, potete visitare il vulcano con noi, con tranquillità https://ilvulcanico.it/le-guide-delletna-rassicurano-nessuna-problematica-per-le-eruzioni-potete-visitare-il-vulcano-con-noi-con-tranquillita/ Tue, 16 Jul 2024 06:36:25 +0000 https://ilvulcanico.it/?p=25074 di Vincenzo Greco * Alla luce delle recenti informazioni divulgate da numerose testate giornalistiche nazionali e internazionali, desideriamo fornire chiarimenti e rassicurazioni riguardo alla situazione del vulcano Etna, noto per essere uno dei vulcani più attivi al mondo. È importante sottolineare che non esistono problematiche rilevanti riguardanti l’Etna. Le recenti eruzioni non hanno provocato alcun […]

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di Vincenzo Greco *
Alla luce delle recenti informazioni divulgate da numerose testate giornalistiche nazionali e internazionali, desideriamo fornire chiarimenti e rassicurazioni riguardo alla situazione del vulcano Etna, noto per essere uno dei vulcani più attivi al mondo. È importante sottolineare che non esistono problematiche rilevanti riguardanti l’Etna. Le recenti eruzioni non hanno provocato alcun disagio né alla popolazione locale né ai numerosi turisti, i quali vengono quotidianamente accompagnati lungo percorsi attentamente selezionati e situati a distanza di sicurezza dalle zone interessate dai fenomeni vulcanici.
L’attività del vulcano rientra nei normali cicli eruttivi caratteristici del vulcanismo etneo, e non presenta alcun aspetto eccezionale o anomalo. Questi cicli eruttivi, sebbene possano sembrare impressionanti, sono del tutto normali e gestiti con la massima attenzione e professionalità da parte delle autorità competenti.
Desideriamo rassicurare tutti i potenziali visitatori che le nostre escursioni sono pianificate con scrupolosa cura e in stretta collaborazione con esperti vulcanologi, garantendo così un’esperienza sicura e affascinante. Il fenomeno delle eruzioni, oltre a non rappresentare alcun pericolo imminente, offre uno spettacolo naturale di straordinaria bellezza, in grado di affascinare tutti coloro che decidono di affidarsi a noi per vivere questa avventura unica.
Pertanto, invitiamo chiunque sia interessato a visitare l’Etna a farlo con tranquillità, certi che la sicurezza e il benessere dei nostri ospiti sono la nostra priorità assoluta.
* Guida Vulcanologica Etna Nord 
L’ultimo comunicato dell’INGV O.E. dopo l’attività di stanotte, all’alba di oggi 16 luglio 2024
COMUNICATO DI ATTIVITA’ VULCANICA del 2024-07-16 04:16 (UTC) 06:16 ora locale
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che dall’analisi delle telecamere di sorveglianza si è osservato che l’attività di fontana di lava del Cratere Voragine [che nella notte ha prodotto una colonna eruttiva alta circa 6000 m s.l.m. che si è propagata in direzione Est con segnalazione di ricaduta di cenere negli abitati di Viagrande e Acicastello] si è gradualmente esaurita per poi cessare intorno alle 00:10 UTC, mantenendo una modesta attività stromboliana sino alle 03:00 circa UTC. Per ciò che riguarda la colata lavica [attività cominciata stanotte e che è tracimata dall’orlo nord occidentale del cratere Bocca Nuova con il fronte a una quota di 3000 m slm circa.prodotta nel corso dell’evento di fontana] appare ancora debolmente alimentata. Dal punto di vista sismico, l’ampiezza media del tremore vulcanico, dopo aver raggiunto i valori massimi tra le 19:40 e le 23:00 UTC di ieri, ha quindi mostrato un trend in decremento ed alle 03:30 UTC circa ha raggiunto l’intervallo dei valori medi, ove tuttora permane. Le sorgenti del tremore sono confinate nell’area dei crateri sommitali ad una elevazione di circa 3000 m sopra il livello del mare. L’attività infrasonica è bassa, con eventi localizzati prevalentemente al cratere di sud-est. Per quanto riguarda le deformazioni del suolo, a partire dalle 00:00 UTC non si registrano variazioni significative.
Con il titolo e nella gallery: le meravigliose immagini di Vincenzo Greco dell’ultima attività dell’Etna

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Alla scoperta dell’Etna con le guide vulcanologiche https://ilvulcanico.it/alla-scoperta-delletna-con-le-guide-vulcanologiche/ Sat, 09 Dec 2023 06:26:50 +0000 https://ilvulcanico.it/?p=24475 (Gaetano Perricone). Dal sito nazionale delle Guide Alpine, pubblichiamo integralmente questo comunicato con una interessantissimo intervista al nostro caro amico Vincenzo Greco, eccellente guida vulcanologica sull’Etna che abbiamo seguito fin dall’inizio di questo suo lavoro (fu il più giovane d’Italia quando cominciò), che è prezioso contributore con articoli di particolare successo de IlVulcanico.it e che […]

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(Gaetano Perricone). Dal sito nazionale delle Guide Alpine, pubblichiamo integralmente questo comunicato con una interessantissimo intervista al nostro caro amico Vincenzo Greco, eccellente guida vulcanologica sull’Etna che abbiamo seguito fin dall’inizio di questo suo lavoro (fu il più giovane d’Italia quando cominciò), che è prezioso contributore con articoli di particolare successo de IlVulcanico.it e che anche nelle risposte, piene di competenza ed equilibrio, sulla sua attività sul più alto vulcano attivo d’Europa Patrimonio dell’umanità e sui rischi in ambiente vulcanico per escursionisti sprovveduti e avventati, conferma le sue capacità e la grossa esperienza ormai acquisita sul campo. Un’intervista chiara e preziosa, da leggere anche per chi l’Etna lo conosce bene. 

Vincenzo Greco al lavoro

Fonte: Ufficio Stampa Guide Alpine Italiane – Comunicato stampa (https://www.guidealpine.it/blog/)

Osservare da vicino un cratere, le colate di lava e scoprire grotte vulcaniche. Ecco alcune delle incredibili esperienze che è possibile vivere con una Guida Vulcanologica, figura professionale specializzata per accompagnare turisti ed escursionisti nelle aree vulcaniche attive. Vincenzo Greco, guida Vulcanologica sull’Etna, cresciuto ai piedi del vulcano e studente di Geologia all’Università di Catania, ci racconta come si vive da vicino un vulcano.

Vincenzo, come sei diventato guida vulcanologica?

Mio nonno era Guida Alpina, è stato il primo ad operare sul versante Nord dell’Etna. Mio zio è vulcanologo, mio padre lavora sull’Etna e io ho vissuto la mia infanzia sull’Etna. La mia passione è il vulcano in generale: l’ho vissuto da quando sono sono nato, ho studiato Geologia e ho preso la decisione di fare questo lavoro nella mia vita. Sin dalle prime volte che mi sono trovato a condurre gruppi sul vulcano, è stato come se lo avessi fatto da una vita.

Vincenzo Greco nel febbraio 2017, con il diploma di guida vulcanologica

Quante sono oggi le guide vulcanologiche nella zona?

Stiamo crescendo. Nella sessione d’esame di ottobre del Collegio Guide alpine Sicilia si sono abilitate 36 nuove guide vulcanologiche, che andranno a sommarsi quelle già abilitate negli anni precedenti: a breve potremmo essere oltre settanta nella zona. Il Collegio Siciliano conta inoltre 17 Guide alpine attive ad oggi più alcune in seconda iscrizione.

Chi sono i vostri clienti?

L’interesse per il vulcano sta crescendo: lavoriamo con turisti, sia in gruppi organizzati sia singoli. Poi ci sono clienti che richiedono percorsi particolari e in questi casi si vede il valore aggiunto della guida vulcanologica, ma è perlopiù un mercato straniero. Di norma il turista viene in Sicilia con infradito e ombrellone, pensando al mare, e molti immaginano in questi termini anche un’escursione sul vulcano nonostante sia alto 3000 metri.

La poca consapevolezza della quota e dell’ambiente montano è un problema?

Spesso sì. L’approccio da “turista” è sempre più diffuso anche sulle Alpi o su altre montagne, però qui lo si vive molto di più: classicamente c’è qualcuno che da Taormina vede L’Etna e dice “ora salgo” ma non si informa a sufficienza e arriva con abbigliamento o attrezzatura inadeguati. Sta cambiando nell’approccio alla montagna in generale e i social hanno un ruolo decisivo in questo: molti si avvicinano a questi ambienti attirati da foto o video, va di moda mettere sui social le emozioni che si provano e viene a mancare quell’approccio consapevole che porta a valutare l’attrezzatura, le condizioni ambientali etc.

Che escursioni offre l’Etna, come livelli di difficoltà?

Il vulcano offre enormi spazi e non è troppo complicato avvicinarsi ad un vulcano soprattutto nelle aree prossime ai paesi ai crateri laterali. Possiamo organizzare attività semplici per le famiglie o per piccoli gruppi, magari con avvicinamento tramite mezzi di trasporto, o escursioni di media difficoltà che portano a toccare 3000 metri con visita di diversi crateri e grotte. Le escursioni in cima sono più dure e solo pochi le scelgono.

Quali sono le difficoltà specifiche di un vulcano?

C’è una difficoltà in più rispetto alla quota. Nel contesto sommitale di un vulcano attivo bisogna fare particolare attenzione alle esalazioni di zolfo e anidride carbonica. Sconsigliamo di salire al di sotto dei 12 anni, perché  essendo più vicino al terreno, il bambino respira molto più gas rispetto ad un adulto. La stessa cosa vale per i cani.

Che cosa puoi dire dello scialpinismo sull’Etna?

Molti vengono sull’Etna per lo scialpinismo, oggi capita che ci sia più neve qui che al Nord. L’anno scorso ricordo che la strada è stata chiusa per 15 giorni occlusa da 2 metri di neve caduti in una notte. Si poteva partire da quota 1000 metri con le pelli di foca, in alcuni punti anche da quota 600, e si arrivava in cima a 3300 metri: in Sicilia è un fatto con pochi precedenti.

Qual è la stagione più nevosa sull’Etna?

Febbraio. Ma l’anno scorso, aveva nevicato molto anche a dicembre e abbiamo sciato quattro mesi, fino ad aprile, in alcune zone fino a giugno. Non c’è più la stagionalità classica. Ad esempio questo autunno abbiamo avuto un’anomalia con temperature alte e poche precipitazioni.

Oltre alle Guide vulcanologiche, anche le Guide alpine possono accompagnare sui vulcani. Cosa vi distingue?

Probabilmente l’interpretazione dell’ambiente vulcanico. Non è una cosa facile da imparare, la formazione delle guide vulcanologiche prevede moduli di stampo scientifico di vulcanologia, geologia, petrologia e petrografia. Insomma, materie inerenti all’ambito geologico, utili ad acquisire la capacità di interpretare i fenomeni vulcanologici che su una montagna normale non ci sono. C’è anche un aspetto culturale: il cliente vuole sapere tutto del vulcano e la guida deve saper rispondere anche a domande scientifiche. La Guida Alpina, invece, può accompagnare ad esempio nelle ascensioni scialpinistiche o escursioni sciistiche, ambiti riservati alla sua professione. Per entrambi c’è una sensibilità che si sviluppa con l’esperienza sul campo, ad esempio saper capire i segnali che precedono il risveglio di un cratere o l’evolvere di un fenomeno particolare. Per questo fine giornata, tra guide vulcanologiche e guide alpine, qui in zona siamo soliti condividere informazioni rilevanti, ad esempio se notiamo qualcosa di diverso nelle fumarole, nelle emissioni dei gas, nella produzione di fratture, nella disposizione dei crateri interni.

Ci fai un esempio?

Attorno al 10 di agosto scorso, stavamo facendo regolarmente escursioni con i gruppi. Da un paio di giorni io e alcuni colleghi notavamo delle strutture di debolezza nuove sul cratere di sud Est, delle fratture ortogonali con forte incremento dell’emissione di gas. In base alla nostra esperienza abbiamo preferito avvisare di non proseguire perché temevamo un’eruzione imminente. Il 15 di agosto, 5 giorni dopo, è partita una fontana di lava, alta 800 metri.

Se dovessi consigliare un itinerario, secondo te il più bello della zona?

L’itinerario che porta al cratere sommitale è sicuramente molto bello, in questo periodo abbiamo il plus dell’eruzione. Facciamo anche escursioni apposite per vedere le eruzioni, ovviamente parlo di colate. Quella che consiglio maggiormente è però un’escursione di stampo geologico sul versante Nord, che mostra come funziona il vulcano e permette di vedere fratture, grandi crateri e grotte.

Con il titolo: la lava e la neve, i contrasti (foto di Vincenzo Greco, anche le altre di questo articolo) 

 

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Vigilia di Ferragosto 2023: la calda notte dell’Etna https://ilvulcanico.it/vigilia-di-ferragosto-2023-la-calda-notte-delletna/ Mon, 14 Aug 2023 17:05:03 +0000 https://ilvulcanico.it/?p=23805 di Vincenzo Greco Già questa mattina, 14 agosto 2023, alle ore 5:30 circa l’attività di fontanamento del Cratere di Sud Est dell’Etna si era esaurita. Sono proseguite emissioni di cenere pulsanti in atmosfera, che poi sono progressivamente diventate sporadiche nell’arco della mattinata di oggi. E’ stato un evento dalle caratteristiche che ormai conosciamo bene, la […]

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di Vincenzo Greco

Già questa mattina, 14 agosto 2023, alle ore 5:30 circa l’attività di fontanamento del Cratere di Sud Est dell’Etna si era esaurita. Sono proseguite emissioni di cenere pulsanti in atmosfera, che poi sono progressivamente diventate sporadiche nell’arco della mattinata di oggi.
E’ stato un evento dalle caratteristiche che ormai conosciamo bene, la cosa particolare è che ieri 13 agosto l’attività è repentinamente aumentata passando da stromboliana a fortemente stromboliana in poche ore, poi ha impiegato circa 8 ore dopo l’inizio dell’attività stromboliana persistente, prima dello sviluppo dell’apice dell’evento con il fontanamento, accompagnato dall’attivazione di diversi punti di emissione, la bocca più orientale del cono, quella nord orientale (protagonista delle attività di maggio dell’anno scorso) e l’apertura di una nuova frattura lungo il versante meridionale del gran cono del Sud Est, quasi più in corrispondenza del vecchio cono che di quello nuovo, il tutto accompagnato da colate di lava (ormai in raffreddamento) che non sono scese al di sotto dei 2800 metri d’altitudine.
La cenere è ricaduta per lo più sul versante sud, coinvolgendo i centri abitati più lontani, si segnalano ricadute ad Avola e Pachino. L’evento eruttivo di stanotte di per sé non è stato energetico come quello del 10 febbraio 2022, molto probabilmente anche quello del 21 maggio 2023 (non visibile a causa della copertura nuvolosa) è stato più violento, però è pur sempre una manifestazione vulcanica energetica ed estremamente spettacolare e l’Etna possiamo dire, è diventata il vulcano di riferimento.
Le ordinanze sindacali di divieto che erano state subite emanate sono state revocate, le escursioni sono già ripartire regolarmente come da programma antecedente l’evento eruttivo. Rientrano in vigore così i precedenti regolamenti e limiti di accesso alle aree sommitali.  La società di gestione dell’aeroporto di Catania ha invece comunicato che, a causa dell’attività eruttiva dell’Etna e contestuale ricaduta di cenere vulcanica, le operazioni di volo sono sospese fino alle ore 6 di martedì 15 agosto. 

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Etna, le Guide Vulcanologiche: panico eccessivo, il vulcano fa il suo lavoro. Chi tutelerà i turisti oltre i 2000 metri “off limits”? https://ilvulcanico.it/etna-le-guide-vulcanologiche-panico-eccessivo-il-vulcano-fa-il-suo-lavoro-chi-tutelera-i-turisti-oltre-i-2000-metri/ Sat, 20 May 2023 05:49:35 +0000 https://ilvulcanico.it/?p=23444 Riceviamo e volentieri pubblichiamo di Vincenzo Greco Il pensiero delle Guide Vulcanologiche riguardo la situazione attuale sull’Etna Scriviamo perché ci teniamo a rassicurare tutte quelle persone che ci hanno contattato in merito alla situazione che sta interessando il vulcano Etna in questo momento. Il vulcano sta semplicemente facendo il suo lavoro, cioè il “VULCANO“, e […]

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo

di Vincenzo Greco

Il pensiero delle Guide Vulcanologiche riguardo la situazione attuale sull’Etna

Scriviamo perché ci teniamo a rassicurare tutte quelle persone che ci hanno contattato in merito alla situazione che sta interessando il vulcano Etna in questo momento. Il vulcano sta semplicemente facendo il suo lavoro, cioè il “VULCANO“, e come tale sappiamo che cambia il suo stato di attività diverse volte anche nell’arco di pochissimo tempo nella medesima giornata. Non sta accadendo nulla di preoccupante quindi, si tratta di ordinaria attività, che non deve assolutamente destare panico o preoccupazione.

Ma cosa è successo quindi? Durante la frenetica giornata di giovedì, il magma che stazionava al di sotto dell’area sommitale del vulcano, ha tentato e sta ancora tentando di produrre un evento eruttivo, tale fenomeno di risalita è stato accompagnato da attività sismica di bassa energia, dovuta all’introduzione (intrusione) di una certa quantità di fuso magmatico nel sottosuolo, che come accaduto già in passato, ha sempre preceduto o accompagnato riprese delle attività esplosive o eruttive ai crateri terminali o sub-terminali.

Detto ciò, questa destabilizzazione del sistema è stata rilevata dalle capillare rete di monitoraggio che tiene sotto controllo il nostro vulcano H24, di conseguenza è stata avvertita la Protezione Civile che ha diramato lo stato di allerta. Nulla da dire in merito, nel senso il sistema è stato super efficace perché sono stati avvertiti tutti nell’immediatezza e la notizia si è diffusa, specie tramite i social. Lasciando perdere il proliferare di notizie catastrofiche in merito, si è assistito ad una vera e propria (preoccupante) escalation di panico e preoccupazione un po’ esagerata anche tra la popolazione. Tra l’altro noi come professionisti che operiamo giornalmente sul vulcano, possiamo affermare che nei giorni scorsi, abbiamo notato degli aumenti specie delle attività fumaroliche in prossimità dell’apparato orientale del cono del Sud Est oltre che alle due esplosioni del 6 e del 14 maggio, oltretutto abbiamo pure notato (alla base orientale del Cratere di Sud Est ad una quota di 3100 mt circa) un area con carenza di innevamento – evidenziato nella foto qui accanto – chiaro segno della presenza di un maggiore riscaldamento del suolo, in quel determinato punto. In conseguenza di ciò, conoscendo bene il rischio di determinate aree, ci siamo sempre tenuti a distanza di sicurezza.

Ad oggi però cosa succede ? Che ci troviamo davanti al blocco disposto dalle varie ordinanze che vietano di operare al di sopra di quota 2000 metri per i motivi di cui sopra. Non nascondiamo che questa cosa alimenta la nostra preoccupazione, riguardo l’incolumità e la sicurezza di molti turisti che ignari dei rischi e delle ordinanze, accedono comunque alle aree attive esponendosi inconsapevolmente ai possibili fenomeni vulcanici… La nostra presenza sul vulcano oltre che a curare l’accompagnamento di singoli o gruppo come figure abilitate ai sensi di legge, rappresenta indirettamente una sorta di controllo o meglio sorveglianza “sul campo” delle aree interdette o soggette ad accessi guidati e di conseguenza vediamo ed informiamo finché è possibile, le persone che si avventurano da sole.

Adesso invece tutto ciò non può avvenire e paradossalmente la nostra mancata presenza è un fattore di sicurezza che viene meno, ciò potrebbe avere conseguenze negative: nonostante come guide vulcanologiche si è formati ad eseguire le proprie valutazioni sui rischi legati all’ambiente in cui operiamo, la situazione attuale non ci permette più di farlo. Allora ci si chiede: dobbiamo tutelare o non dobbiamo tutelare? Si può parlare di sistema controllato in questo modo? Oppure no? Quando potremo tornare a fare il nostro lavoro regolarmente? Le guide esistono perché esiste un rischio, ed esistono per mitigare i rischi, se il rischio non c’è questa figura viene meno o meglio è come se venisse letteralmente annullata dal sistema. In definitiva riteniamo sia importante che ci siano delle cose da rivedere, specie sul filtraggio delle notizie e sulla successiva pubblicazione di disposizione utili ad affrontare le emergenze, in modo tale da evitale cattive interpretazioni e conseguenti pesanti effetti indesiderati sul sistema tutto.

Con il titolo: Etna, 17 maggio 2023 (foto di Gaetano Perricone)

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Il carattere effusivo dell’Etna, vulcano “educatore” https://ilvulcanico.it/il-carattere-effusivo-delletna-vulcano-educatore/ Fri, 20 Jan 2023 11:34:06 +0000 https://ilvulcanico.it/?p=22825 di Vincenzo Greco Mi piace vedere l’Etna come un vulcano “educatore”, che ti abitua a vedere determinate attività eruttive, per poi spingerti a comprendere che non é soltanto quello il suo stile. Una delle cose più incredibili è che l’Etna ci mostra caratteri differenti, al di fuori delle unità geocronologiche, possiamo dire alla scala dei […]

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di Vincenzo Greco

Mi piace vedere l’Etna come un vulcano “educatore”, che ti abitua a vedere determinate attività eruttive, per poi spingerti a comprendere che non é soltanto quello il suo stile. Una delle cose più incredibili è che l’Etna ci mostra caratteri differenti, al di fuori delle unità geocronologiche, possiamo dire alla scala dei tempi “umani”: è un aspetto più unico che raro. Nell’arco della storia recente il vulcano ha spesso prodotto eruzioni sub – terminali caratterizzate da attività effusive prolungate nel tempo (attività persistente), associate anche ad attività esplosive di bassa energia.

Volendo partire dagli anni 50 esattamente dal 16 aprile del 1957, il Cratere di Nord Est è stato sede di attività eruttive associate ad emissioni di colate di lava, da molteplici fratture, poste alla base del cono piroclastico; tali colate si diffondevano nei pressi di Piano delle Concazze e nell’alta Valle del Leone, a più riprese, fino al 6 dicembre del 1958. Andando avanti negli anni, altre eruzioni sub-terminali interessarono l’Etna, partendo dal 6 aprile 1960 seguirono anni di attività “persistente” dal cratere di Nord Est, intervallata dai parossismi del Cratere Centrale, il più importante quello del 17 luglio del ’60. Il 1962 vede colate da marzo ad aprile e per tutto l’intero anno del 1963 le emissioni laviche sono continuate fino al gennaio del 1964, quando i fronti più avanzati delle colate si attestarono nei pressi di Monte Pizzillo e Monte Nero delle Concazze.  Stesso quadro dal 1966 in poi: esattamente dal 16 gennaio inizia una nuova fase eruttiva con la produzione di colate di lava con la produzione di attività di spattering caratterizzata dal lancio di brandelli e scorie incandescenti che ammassandosi andavano costruendo un piccolo cono di scorie saldate chiamato, hornitos.

Ma andiamo ancora più avanti nella scala del tempo “umano”, prendendo in considerazione eruzioni laterali effusive decisamente diverse, energeticamente e volumetricamente più importanti, per la messa in posto di fratture associate emissioni di colate di lava, quella del 28 marzo 1983 con ben 131 giorni di attività eruttiva, arrivando poi a quella che oserei chiamare la madre delle attività effusive recenti iniziata il 14 dicembre 1991 e durata472 giorni. Tornando ai sommitali, dopo le impressionanti emissioni di volumi di basalti emessi dalle attività sub-terminali del Cratere di sud Est tra il 1999 e il 2000 e il successivo grande frastuono delle eruzioni del 17 luglio 2001 e del 27 ottobre 2002, arriva l’eruzione silenziosa, da alcuni chiamata passiva.

Cominciata in maniera simile se non quasi identica a quella attuale il 7 settembre del 2004 da una frattura posta alla base del Cratere di Sud Est, iniziò  l’emissione di un magma estremamente degassato, che portò allo sviluppo di un campo lavico, costituito dalla sovrapposizione di diverse colate di lava. Il 31 ottobre del 2004 il fianco SE del Cratere di Sud Est collassa, dando vita ad una depressione; stessa cosa avviene la notte tra il 16 e 17 novembre sul fianco orientale. Questa eruzione ebbe una durata di 183 giorni silenziosi, quasi assente l’attività esplosiva se non associata ad attività di spattering.

Si arriva così alle attività sub-terminali del Cratere di Sud Est del 2006 (tutto molto simile alle attività del Nord Est degli anni 50 e 60). A partire dal 15 luglio, ebbe inizio l’emissione di colate di lava, a più riprese, associate alla costruzione di piccoli hornitos e collassi del Cratere di Sud Est che diedero origine a piccoli flussi piroclastici, vero problema a mio avviso connesso a tali attività spesso considerate in qualche modo “placide”. Ecco così interrotta la fase effusiva, dalla più appariscente delle fontane di lava prodotte dal Sud Est, il 4 settembre 2007 durata ben 12 ore, attività culminata con l’eruzione del 13 maggio 2008, esplosiva specie durante la sua prima fase, un evento questo entrato quasi nel dimenticatoio, comunque durato ben 419 giorni.

Vincenzo Greco con il vulcanologo del Parco dell’Etna Salvo Caffo

Arrivano le fontane di lava che tutti noi conosciamo bene a partire dal 12/13 gennaio 2011 dal Cratere di Sud Est e proseguono fino al 14 dicembre 2013. Poi l’Etna, durante le fasi di attività esplosiva persistente al Cratere di Sud Est iniziata il 22 gennaio, mostra nuovamente il suo lato più pericoloso: mentre persisteva l’emissione di una colata scarsamente alimentata alla base nord orientale del cono, la mattina dell’11 febbraio si innesca un flusso piroclastico associato all’apertura di una nuova bocca effusiva, che in un solo minuto percorre l’intera parete occidentale della Valle del Bove per 4 km, nella zona del distacco prima che avvenisse era presente una piccola depressione vulcanica. Questo evento portò al divieto di accesso all’interno della Valle del Bove da parte della Prefettura di Catania il 14 febbraio 2014. Nonostante ciò l’Etna mostra nuovamente colate a partire dal 5 luglio, da una frattura costituita da piccoli hornitos e dalla costruzione poi di un cono di scorie alla base nord orientale del Cratere di Nord Est grazie all’apporto di un magma più ricco in gas. Dopodiché basta, solo attività per lo più parossistiche, che hanno permesso di dimenticarci che il carattere dell’Etna è stato e sarà anche questo in futuro.

Vincenzo Greco

Ho voluto presentare una cronologia storica per definire una certa corrispondenza e ciclicità degli eventi, che non sono poi così diversi tra loro, visto che l’Etna per fortuna ci permette di farlo. Tutto questo per sottolineare che non si possono fare pronostici, ma si può affermare che la chiave di lettura del presente é il passato, che va custodito, specialmente da noi fruitori, appassionati e professionisti della montagna: la natura che ci circonda é un entità enorme che va attenzionata nel dettaglio al fine di acquisire più consapevolezza e sicurezza. Tutti nella vita osiamo, ma non dobbiamo dimenticare che si tratta di un vulcano attivo, che ha un suo carattere ed il principale è quello che l’Etna non segue la scala dei tempi geologici, sa e può cambiare le regole del gioco in qualsiasi momento; custodiamone dunque bene la memoria e approcciamoci sempre in punta di piedi senza esagerare.

Vincenzo Greco piccolo sull’Etna con il papà Salvatore

Concludo dicendo che l’attuale evento sub-terminale e ancora in corso, iniziato il 27 novembre 2022 alla base nord orientale del Cratere di Sud Est, si lega bene ad eventi eruttivi prodotti dal nostro vulcano nel recente passato – in questo articolo abbiamo i tasselli comparativi da non sottovalutare – e inoltre tra il 31 dicembre e l’1 gennaio 2023, poco sopra la frattura in attività, si é prodotta una piccola depressione vulcanica da tenere certamente in considerazione. Considerati i diversi fattori di rischio, consiglio di evitare l’avvicinamento, di chiedere sempre un parere a persone esperte e qualificate ed evitare di avventurarsi se non si conosce il territorio, a maggior ragione nel periodo invernale che richiede anche l’esperienza dell’utilizzo di attrezzature per la progressione su superfici o pendii ghiacciati.

Nel video: immagini dell’attività eruttiva dell’Etna iniziata il 27 novembre 2022 alla base nord orientale del Cratere di Sud Est, con la formazione di un campo lavico costituito da flussi sovrapposti, emessi da diverse bocche effusive, canali di scorrimento, argini di deflusso e spettacolari ingrottamenti lavici. Nel corso dell’evento gli hornitos a monte della frattura che presentavano attività di spattering a dicembre del 2022 sono stati smantellati dal flusso lavico ingrottato, che ha fuso le pareti del tunnel interno provocandone il collasso.

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Guide e ricercatori dell’Etna insieme per la sicurezza sul vulcano. Ciao Salvo, sarai con noi per sempre https://ilvulcanico.it/guide-e-ricercatori-delletna-insieme-per-la-sicurezza-sul-vulcano-ciao-salvo-sarai-con-noi-per-sempre/ Wed, 01 Dec 2021 05:42:04 +0000 https://ilvulcanico.it/?p=20602 di Vincenzo Greco Sull’Etna, il nostro vulcano Patrimonio naturale dell’Umanità, il rapporto tra le guide e i ricercatori affonda le proprie radici in un mondo intriso di storia. Una storia antica ed affascinate, basata su una stretta collaborazione che ha contribuito ad ottenere i risultati che abbiamo oggi. Tutto ebbe inizio da Mario Gemmellaro (naturalista e geologo […]

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di Vincenzo Greco

Sull’Etna, il nostro vulcano Patrimonio naturale dell’Umanità, il rapporto tra le guide e i ricercatori affonda le proprie radici in un mondo intriso di storia. Una storia antica ed affascinate, basata su una stretta collaborazione che ha contribuito ad ottenere i risultati che abbiamo oggi.

Tutto ebbe inizio da Mario Gemmellaro (naturalista e geologo italiano di Nicolosi), che nel 1804, oltre a promuovere la costruzione in prossimità delle colate dell’eruzione del 1787 un rifugio di piccole dimensioni a quota 2940 mt. chiamato La Gratissima e successivamente la così detta Casa degli Inglesi o Casa Gemmellaro, primo Osservatorio Scientifico ad alta quota nel mondo, fu il primo ad organizzare ufficialmente il gruppo di Guide e Mulattieri dell’Etna. Saldo resta il ricordo delle vecchie guide del vulcano dirette discendenti dell’organizzazione di Gemmellaro, che hanno posto le basi dell’accompagnamento sull’Etna: da Antonio Contarino (Capo guida del gruppo delle Guide Etnee) a Salvatore Carbonaro (Capo guida del gruppo guide dei Monti Rossi), a Alfio, Giuseppe e Vincenzo Barbagallo, fino ai recenti Antonio Nicoloso, Turi Carbonaro e Alfio Ponte che ricordo, sul versante Sud del vulcano. E Tommaso Samperi, il Cav. Romeo, il Cav. Carmelo Greco, Luigi Patanè, Alfio Melita, Santo Lamari, Vincenzo Greco mio nonno (Capo guida), Franco Lo Coco, Franco Emmi, Domenico Domanti e Salvatore Ragonese sul versante Nord. Tutte grandi figure, personaggi importanti della storia dell’Etna che hanno sostenuto, collaborato e garantito un aiuto di estremo rilievo alla comunità scientifica nazionale ed internazionale.

Le guide Vincenzo Greco e Franco Lo Coco sull’Etna con Fanfan Le Guern

Oggi come in passato vista la spettacolarità e l’unicità dei fenomeni eruttivi etnei che alimentano il fascino e la curiosità dei visitatori è utile e fondamentale affidarsi a veri conoscitori del territorio e delle sue insidie. La guida rappresenta la “sentinella della Montagna“, colui che vive con passione il vulcano, che possiede un’esperienza importante maturata al seguito di una costante e continua frequenza del territorio. La ricerca, lì dove gli strumenti non arrivano, si avvale spesso dell’aiuto e dell’esperienza delle guide, come riferimento strettamente legato agli umori dell’Etna.

Sappiamo bene come il vulcano sia cambiato di recente a causa dei fenomeni parossistici prodotti frequentemente nel 2021. Io personalmente ho avuto modo di raccogliere i prodotti delle recenti attività sia per ricavare dati per i miei studi personali, sia per contribuire alle analisi e allo studio dei prodotti eruttivi all’Università e all’Istituto di Geofisica e Vulcanologia di Catania. Il 21 giugno 2021 abbiamo eseguito una campagna di campionamenti insieme al caro amico vulcanologo Boris Behncke da quota 2750 mt a quota 3000 mt sul versante Sud, che ha portato al rilevamento dì prodotti eruttivi di natura piroclastica (scorie e bombe vulcaniche) di diverse dimensioni, attraverso il quale è stato possibile calcolare la pericolosità dei proietti di ricaduta, tramite le caratteristiche fisico-morfologiche degli stessi, in accordo con la direzione e l’intensità dei venti, tenendo ovviamente presente l’energia eruttiva del fenomeno vulcanico in corso. Sono state inoltre campionate anche le colate di lava, prodotte dal parossismo al Cratere dì Sud Est del 21 giugno 2021, il 23esimo dal 13 dicembre 2020 e il 19esimo della serie iniziata il 16 febbraio 2021.

Vincenzo Greco e Boris Behncke sul vulcano il 21 giugno 2021

L’avvicinamento al teatro eruttivo è avvenuto attraverso un costante interscambio di opinioni e pensieri reciproci, ricavati dall’esperienza personale accresciuta nel corso dei giorni e delle ore spese a stretto contatto con fenomeni di questo tipo, mettendo in chiaro possibili e probabili scenari pericolosi per la nostra incolumità, in caso di repentini cambi dell’attività eruttiva. Qui ci si accorge dei limiti dell’essere umano che ha bisogno di riconoscere la propria fragilità, in un luogo che grazie alle attività sommitali del Cratere dì Sud Est ha subito estremi cambiamenti in un arco di tempo estremamente breve.

Questo ambiente consente di capire quanto sia importante affidare il proprio essere alla conoscenza legata al contatto stretto con i fenomeni in gioco, interpretandoli attraverso le conoscenze di chi lo vive e lo vede cambiare giornalmente sotto i propri piedi in costante sinergia con coloro che invece lo studiano e lo monitorano. Solo così si può ottenere una combinazione perfetta tra esperienza e scienza, che racchiude dentro di sé il grande potere di legare il passato con il presente.

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Quando è successa la terribile tragedia in Valle del Bove, che è costata la vita a Salvo Laudani, avevo già scritto questo articolo e lo avevo inviato a Gaetano e al Vulcanico. Sento di aggiungere un pensiero per la tragica scomparsa di questo figlio dell’Etna, un appassionato come tanti, esperto volontario del CNSAS, che ha perso la vita durante le operazioni di soccorso di un escursionista infortunato. Personalmente, venuto a conoscenza che l’intervento non si era concluso, tra l’altro in una condizione climatica complessa che può facilmente determinare problemi psico – fisici non indifferenti specie se si è esposti a lungo a temperature al dì sotto dello zero, mi sono recato sul posto prestando aiuto, così come già stavano facendo altri colleghi impegnati da ore, sia Guide Alpine che Vulcanologiche come Giuseppe Barbagallo (Peppe Kona), in supporto alle squadre di soccorritori.

L’unione dì più forze è di certo un’arma vincente, in questo caso le competenze tecnico – pratiche dei soccorritori (della Guardia dì Finanza e del CNSAS) unite all’esperienza e alla conoscenza capillare del territorio delle guide, hanno ridotto il rischio che la situazione prendesse una piega ben più grave, specie in condizioni di assenza di visibilità. La figura della guida non esiste soltanto per accompagnare i turisti in quota, ma è strettamente legata ai rischi dell’ambiente montano o vulcanico nel quale lavora. Siamo e saremo sempre pronti a prestare il nostro servizio e le nostre conoscenze, al fianco di tutti gli organi di soccorso e di Protezione Civile in caso di emergenza, al fine di mitigare quanto più possibile i rischi.

Mi stringo al grande dolore della famiglia, con nel cuore la rabbia di non aver potuto dire: “ce l’abbiamo fatta”… Ciao caro Salvo sono sicuro che sarai con noi sempre, specie tutte le volte che saremo sulla montagna che anche tu tanto amavi…

Con il titolo: escursione al cratere Centrale dell’Etna del 23 agosto 1956 (foto archivio Vincenzo Greco, guida alpina). Nella gallery, le foto del sopralluogo di Vincenzo Greco e Boris Behncke sul Cratere di Sud Est il 21 giugno 2021

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Etna, immensamente potente https://ilvulcanico.it/etna-immensamente-potente/ Tue, 23 Feb 2021 15:46:42 +0000 http://ilvulcanico.it/?p=18747 di Vincenzo Greco Mi viene da dire soltanto una cosa : immensamente potente ! Come sempre, sull’Etna si vivono sensazioni difficili da descrivere a parole. Ciò che si percepisce è qualcosa di profondamente estremo, rimani a guardare, alzi lo sguardo in alto, segui le scorie incandescenti volare via spinte dalla violenta pressione dei gas , […]

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di Vincenzo Greco
Vincenzo Greco sulla colata emessa durante il parossismo del Cratere di Sud Est il 16 febbraio
Mi viene da dire soltanto una cosa : immensamente potente !
Come sempre, sull’Etna si vivono sensazioni difficili da descrivere a parole. Ciò che si percepisce è qualcosa di profondamente estremo, rimani a guardare, alzi lo sguardo in alto, segui le scorie incandescenti volare via spinte dalla violenta pressione dei gas , indossi il casco, ti siedi e osservi l’evolversi degli eventi. Rassicurato, cerchi di cogliere ciò che genera in te sensazioni forti, speranzoso di renderle eterne ma consapevole che non sarà mai come viverlo in prima persona. Mentre l’aria vibra piena di energia, riconosci che il vulcano ha la necessità di fare tutto questo, fa parte di sè, del suo essere, questo è il suo carattere.  Il vulcano non vive di tranquillità, non può farlo. L’uomo per sua natura aspira alla tranquillità perché dà sicurezza!. Il vulcano no! Ci si abitua alla tranquillità e ci si affida alla speranza che rimanga tale per più tempo possibile. Nasce così il concetto di natura immobile, stabile, ma che in realtà ha estremo bisogno di palesare quella veemenza latente da noi descritta come nefasta e spaventosa.

IL VIDEO. Attività parossistica al Cratere di Sud Est ripresa da Serra delle Concazze. Le prime avvisaglie si sono palesate la sera del 22 febbraio 2021 alle ore 22 con esplosioni stromboliane via via sempre più energetiche, poi culminate con il parossismo vero e proprio alle ore 00:10​ circa del 23 febbraio. Questo risulta essere il 9° episodio parossistico della serie partita il 13 dicembre 2020. Le fontane di lava hanno raggiunto i 1000 metri di altezza con imponenti getti di quasi 1500 m.t. oltre l’orlo craterico. Tale attività è stata comunque più debole in termini di durata rispetto al parossismo precedente avvenuto la notte del 21/02

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La magica e incandescente notte dell’Etna, by Vincenzo Greco https://ilvulcanico.it/la-magica-e-incandescente-notte-delletna-by-vincenzo-greco/ Mon, 12 Oct 2020 14:08:01 +0000 http://ilvulcanico.it/?p=17854 di Vincenzo Greco Prosegue l’attività esplosiva intermittente al Nuovo Cratere di Sud Est dell’Etna, caratterizzata dal lancio di bombe e scorie vulcaniche incandescenti dal Cratere denominato della Sella.  Inoltre anche l’attività stromboliana che interessa ormai da 5 mesi anche il Cratere di Nord Est risulta essere più vivace. Essa viene generata da tre distinti punti […]

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di Vincenzo Greco

Prosegue l’attività esplosiva intermittente al Nuovo Cratere di Sud Est dell’Etna, caratterizzata dal lancio di bombe e scorie vulcaniche incandescenti dal Cratere denominato della Sella.  Inoltre anche l’attività stromboliana che interessa ormai da 5 mesi anche il Cratere di Nord Est risulta essere più vivace.

Essa viene generata da tre distinti punti di emissione intra-craterici distribuiti sul fondo craterico, con la produzione di violente esplosioni a ventaglio principalmente a carico della bocca Nord Occidentale.

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