L'articolo Nasce “Etna Social Hub”. Per un ambiente digitale più sano proviene da Il Vulcanico.
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Trattare l’Etna sui social è un fronte su cui sono impegnato ormai da svariati anni. Quando ho visto nascere i primi siti per la condivisione di immagini e notizie, ho capito subito le enormi potenzialità di questa nuova tecnologia, tuttavia non mi ero ancora imbattuto nel suo lato più negativo: la disinformazione, l’allarmismo e la discordia che aleggiano tra i vari utenti che vivono il web. Un nemico subdolo che può creare dei danni enormi.
Ma i social non hanno colpa propria, sono semplicemente uno strumento neutro, la cui efficacia è determinata dall’uso che se ne fa. Ho iniziato il mio progetto Passione Etna nel 2009, inizialmente con le idee poco chiare, il primo video voleva raccontare più un’escursione tra amici che altro, ma poi ha preso i connotati di un vero e proprio documentario, ancora acerbo, ma che mi ha spinto a rafforzare l’impegno verso la divulgazione, perseguendo una comunicazione sempre più responsabile.

Con il tempo la mia speranza di poter contribuire a un ambiente digitale più sano è rimasta una costante. Non sempre è facile, a volte abbiamo assistito, proprio a causa dei social, a delle vere e proprie valanghe mediatiche di grande impatto, che hanno fatto male all’Etna e alla sua fruizione. Valanghe da cui mi sono spesso sentito travolgere, ma mai abbastanza da rimanerne sepolto. In fondo, proprio grazie ai social ho conosciuto anche tante persone che condividono la passione verso l’Etna con me e che hanno un modo di vedere questo vulcano che sento in linea con il mio.
Con alcuni di questi amici è nata l’idea di organizzare un evento che mettesse insieme quel che di buono lega questo vulcano con i social e con le persone che curano le tante pagine ad esso dedicate. Si chiamerà Etna Social Hub, proprio perché sarà un punto di incontro, dal vivo, di tutte le persone che si impegnano ogni giorno alla diffusione di informazioni corrette sul nostro vulcano e il cui merito va riconosciuto. L’incontro si svolgerà domenica 28 settembre 2025 presso l’Ecomuseo del Castagno dell’Etna di Fornazzo, una struttura con significative potenzialità ancora non pienamente valorizzate.

Sono previsti interventi, proiezioni ed aree espositive che arricchiranno vari momenti della giornata. I diversi partecipanti racconteranno il vulcano attraverso le loro attività: ci saranno sia divulgatori che artisti; tutte persone che stimo per il loro operato e che potranno mostrare un lato dell’Etna particolare, personale, quindi unico. Il nostro obiettivo è chiaro: dimostrare il potenziale dei social media come strumenti efficaci di divulgazione, capaci di rendere le informazioni sul territorio più accessibili e coinvolgenti, in armonia con i canali ufficiali. Aspetto determinante di questa iniziativa infatti è riconoscere nel lavoro istituzionale dell’Università e della Ricerca la fonte primaria da cui attingere informazioni, sottolineandone sempre il valore.

Il nostro è un evento che considero “aperto”, in continuo divenire, con la speranza che possa ripetersi in futuro e magari coinvolgere a rotazione tutte le persone che nutrono un legame con l’Etna, perché da tutti c’è qualcosa da imparare. Inoltre ci sarà tanto spazio anche per i ragazzi, con attività che partiranno la mattina e si concluderanno con la premiazione del miglior cortometraggio dedicato al vulcano. Chissà, magari il primo di una lunga serie.
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]]>L'articolo Il fascinoso autunno dell’Etna: la faggeta e il Rifugio Timparossa proviene da Il Vulcanico.
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La faggeta di Timparossa (o Timpa Rossa) è il luogo dell’Etna che noi appassionati preferiamo visitare in autunno, perché con le sue tinte ardenti fa apprezzare davvero tanto questa stagione. Il faggio è una pianta che si trova tipicamente sull’Etna e forma dei boschi pressoché puri, con punte che toccano i 2000 m di quota. Ed è proprio grazie all’arancione così vivace delle sue chiome, se questo luogo d’autunno si trasforma in un dipinto naturale.
Il rifugio che si incontra nel mezzo del bosco, è uno tra i più conosciuti e belli del Parco dell’Etna ed al suo interno è sempre possibile pernottare. Ma Timparossa è anche un’oasi vegetale circondata da ogni parte dalle molteplici eruzioni che si sono sviluppate sul versante nord dell’Etna. Si trova infatti in mezzo al Rift di Nordest, che è una zona di fragilità dove spesso il magma ha prodotto delle importanti eruzioni, ed i prodotti vulcanici sono ancora ben visibili lungo il sentiero che porta a Timparossa.
ETNA – SICILIA – ITALIA
Copyright – 2022 PassioneEtna ® Antonio De Luca E-mail: [email protected]
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]]>L'articolo Etna, vent’anni dopo. Quell’eruzione che si avvicinò a Nicolosi proviene da Il Vulcanico.
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L’eruzione del 2001 è stata la prima eruzione laterale del terzo millennio ed ha arrecato notevoli disagi al territorio attorno all’Etna, sia per la continua ricaduta di sabbia vulcanica, che per le colate laviche che hanno minacciato il territorio di Nicolosi, spingendosi a ridosso delle strutture turistiche del versante sud.
In questo documentario rivivremo l’eruzione del 2001 attraverso le animazioni tridimensionali che ne ricostruiranno la dinamica, ma vedendo anche immagini di repertorio filmate da Simone Genovese, geologo e reporter che ha documentato tante attività di quel periodo.
PassioneEtna è un progetto di divulgazione culturale dedicato al territorio etneo. Sul mio canale potete trovare diversi documentari dedicati agli aspetti naturalistici, storici e vulcanologici dell’Etna. Puoi seguirmi attraverso i vari social a questi link: Youtube https://www.youtube.com/user/Passione… Facebook https://www.facebook.com/people/Passi… Instagram https://www.instagram.com/passioneetna/
ETNA – SICILIA – ITALIA Copyright – 2021
PassioneEtna ®
Antonio De Luca ([email protected])
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]]>L'articolo Etna, ma quant’è cresciuto il Cratere di Sud-Est proviene da Il Vulcanico.
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Durante il 2021 il Cratere di Sudest ha prodotto una serie di parossismi vulcanici tra i più violenti e frequenti degli ultimi 20 anni, con l’emissione di grandi quantità di lava (sono stati calcolati circa 33.000.000 metri cubi). Questi episodi eruttivi hanno accresciuto notevolmente il cono del Cratere di Sudest, che a partire dal 2007 ha apportato dei cambiamenti veloci e notevoli. I cambiamenti più importanti si sono avuti nella sequenza di attività tra il 2011 ed il 2014, poi nel 2017 ed ora nel 2021, con una serie di attività che ne hanno cambiato forma e altezza. Non ci sono ancora dati ufficiali che possano dirci se il Cratere di Sudest abbia superato l’altezza di 3320 metri del Cratere di Nordest, diventando la massima cima dell’Etna, in ogni caso però il cambiamento è stato notevole.
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ETNA – SICILIA – ITALIA
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Con il titolo: il professore Jean-Claude Tanguy, francese, tra i più grandi studiosi dell’Etna, osserva il complesso del Cratere di Sud Est nel 2012 (Foto di Santo Scalia)
L'articolo Etna, ma quant’è cresciuto il Cratere di Sud-Est proviene da Il Vulcanico.
]]>L'articolo Tra lava e betulle, il fascino straordinario dei Monti Sartorius proviene da Il Vulcanico.
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I Monti Sartorius durante la stagione autunnale si accendono. Le betulle di cui l’area è piena si colorano di un giallo talmente bello da lasciare meravigliati, esterrefatti. Questo mio contributo vuole essere anche un incoraggiamento a superare anche i mesi finali di questo 2020, che è sicuramente stato un anno terribile per tutti noi. La natura però è sempre lì, ci aspetta, ed ogni anno ci regala questi spettacoli straordinari che ci danno emozioni e speranza.

SENTIERO NATURA MONTI SARTORIUS (Fonte Ente Parco dell’Etna)
Lunghezza del percorso: circa 4 chilometri
Dislivello: 100 metri.
Tempo di percorrenza: circa 2 ore.
Difficoltà: facile
Punto di partenza e di arrivo: sbarra forestale presso Rifugio Citelli, Etna nord est
Questo sentiero, tra i più suggestivi e frequentati del territorio del Parco, è localizzato nel versante nord est dell’Etna, a poche centinaia di metri dallo storico Rifugio Citelli del CAI, in territorio di Sant’Alfio. Il percorso, che riveste eccezionale interesse sia dal punto di vista geologico che botanico, si snoda ad anello a partire dalla sbarra forestale posta a quota 1660 m. /slm per circa quattro chilometri. Lungo il sentiero, che presenta 6 punti di osservazione, si incontrano radure ricche di specie endemiche, “bombe” vulcaniche di notevoli dimensioni e formazioni boschive dominate dalle betulle (Betula aetnensis).
Il grande interesse geologico è invece rappresentato dalla imponente colata lavica del 1865, che ha dato origine ai Monti Sartorius (in onore e a memoria dello studioso Sartorius von Walterhausen, che fu tra i primi a riportare cartograficamente le più importanti eruzioni dell’Etna), caratterizzati dal tipico allineamento “a bottoniera” dei conetti eruttivi. La maestosa colata di estende per circa otto km, con uno spessore medio delle lave di oltre 12. m; la morfologia superficiale è molto accidentata per la presenza di lave e blocchi scoriacei a spigoli vivi su cui sarà bene, camminando, prestare particolare attenzione.
ETNA – SICILIA – ITALIA
Copyright – 2020 PassioneEtna
® Antonio De Luca ([email protected])
Con il titolo: i Monti Sartorius come si presentano oggi nella foto di Santo Scalia
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]]>L'articolo Etna, le esplosioni del Sud Est, spettacolo continuo proviene da Il Vulcanico.
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Il Cratere di Sudest dell’Etna sta attraversando una fase molto particolare, con attività stromboliana che alterna fasi di forti emissioni di sabbia finissima a esplosioni più intense e con meno cenere.
Certe volte si esalta il rosso della lava, altre il grigio/marrone della sabbia. Da diversi mesi si assiste a queste fasi, spesso cadenzate da ritmi incostanti, ma che risultano sempre uno spettacolo.
ETNA – SICILIA – ITALIA
Copyright – 2020 PassioneEtna
® Antonio De Luca ([email protected])
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]]>L'articolo La fascinosa Grotta della Neve sopra Bronte, antico “freezer” sulla Muntagna proviene da Il Vulcanico.
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La Grotta della Neve è un’antica neviera che si trova nel territorio di Bronte, da non confondersi con quella di Sant’Alfio, meglio conosciuta come Grotta dei Ladroni (di cui si parla anche in questo video).
Le neviere sono gli antichi frigoriferi, o per meglio dire i freezer, unico modo per conservare un po’ di fresco in un tempo in cui non si aveva ancora a disposizione l’elettricità. Oggi sono tutte abbandonate, ma queste opere del passato rimangono a testimonianza di un tempo che non bisogna dimenticare. Un aspetto importante sono gli aspetti geologici e botanici della zona di grande pregio naturalistico in cui si trova. Bronte è un territorio molto ricco in tal senso e ci sono tante cose da vedere. Perché non partire da un luogo storico come la Grotta della Neve?
ETNA – SICILIA – ITALIA
Copyright – 2020; PassioneEtna ®; Antonio De Luca ([email protected])
L'articolo La fascinosa Grotta della Neve sopra Bronte, antico “freezer” sulla Muntagna proviene da Il Vulcanico.
]]>L'articolo Etna, il gran pennacchio di cenere del Cratere di Sud Est. Video proviene da Il Vulcanico.
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a diverso tempo il Cratere di Sud-Est dell’Etna mostra segni di attività, che potremmo definire flebili e discontinui, ma nel pomeriggio del 20 agosto 2020 ha subito una piccola impennata, con l’aumento delle esplosioni e la formazione di una nube di cenere continua che si è spostata in direzione sud-est.
Ho ripreso le emissioni di cenere dalla zona Milia, sul versante sud-occidentale, poi mi sono spostato a Paternò per fare qualche ripresa alle Salinelle dello Stadio, giusto in tempo per godermi i bellissimi colori del tramonto con la colonna scura dell’Etna sulla sfondo. Pur trattandosi di una piccola attività, ci lascia sempre una bella emozione.
ETNA – SICILIA – ITALIA
Copyright – 2020
PassioneEtna ® Antonio De Luca
L'articolo Etna, il gran pennacchio di cenere del Cratere di Sud Est. Video proviene da Il Vulcanico.
]]>L'articolo ETNA 1669. Luoghi e conseguenze. La seconda parte del super documentario di Antonio De Luca proviene da Il Vulcanico.
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L’eruzione del 1669 è stata la più importante attività dell’Etna avvenuta in epoca storica, nonché la più distruttiva per la popolazione che abita le sue pendici. Un’attività in grado di devastare ben 13 centri abitati, stravolgere totalmente l’assetto urbanistico del versante meridionale dell’Etna e produrre una colata lunga ben 17 km, raggiungendo la città di Catania ed il mare.
In occasione dei 350 anni da quell’eruzione, ho voluto realizzare questo progetto con cui ho cercato di costruire un resoconto dettagliato di quest’evento. Attraverso le animazioni tridimensionali, la ricostruzione della città di Catania prima dell’eruzione, la visita dei luoghi e le informazioni sugli interventi che hanno accompagnato questo episodio storico.
Questa è la seconda parte del documentario, dove vengono trattati gli effetti che quell’eruzione ebbe sul territorio e sulla popolazione, il lato amministrativo, le fonti storiche, ma soprattutto è un viaggio attraverso i luoghi dove ancora adesso sono visibili le tracce su quell’attività eruttiva. La prima parte è disponibile sulla stessa pagina YouTube, con il nome di “ETNA 1669 – Cronaca di una rovina“, dove viene ricostruita la cronologia degli eventi, con animazioni tridimensionali che servono a far capire meglio l’enorme catastrofe che ha colpito gli abitanti dell‘Etna.
Ecco il link per vedere la prima parte: https://www.youtube.com/watch?v=MzeSX…
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/PassioneEtna…
ETNA – SICILIA – ITALIA Copyright – 2019 PassioneEtna ®
Antonio De Luca ([email protected])
(Gaetano Perricone). Oltre a unirmi con entusiasmo, rischiando di essere pleonastico, al coro di complimenti ad Antonio De Luca per il suo meraviglioso lavoro, degno dei grandi documentaristi dal punto di vista della grafica e dei contenuti, aggiungo solo un desiderio: spero di vederlo prestissimo girare nelle scuole, non solo di Catania, per il suo eccellente valore didattico e la sua capacità di raccontare in modo chiaro, incisivo, accattivante l’evento eruttivo più importante della storia dell’Etna. Bravissimo, Antonio !
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]]>L'articolo La straordinaria avventura del minuscolo Nino sulla immensa Muntagna proviene da Il Vulcanico.
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Etna-Confronto dimensioni
Il nostro vulcano è imponente, questo lo sappiamo già, ma con questo video ci renderemo conto di quando possa essere piccolo un uomo in confronto all’Etna. Ho preso una persona di altezza media (1,75 m) e l’ho messa accanto a bombe vulcaniche, colate laviche e coni piroclastici. Ben presto, il nostro piccolo Nino sembra scomparire.
Tutto realizzato in grafica tridimensionale.
ATTENZIONE:
Nessuna parte di questo video può essere utilizzata senza autorizzazione esplicita dell’autore. E’ possibile la condivisione sui social network, ma non il caricamento su altre pagine/siti o l’utilizzo di parti del video.
Antonio De Luca ([email protected])
PassioneEtna, 2019. ETNA – SICILIA – ITALIA
(Gaetano Perricone). A mio avviso stavolta Antonio De Luca “Tony Etna”, super appassionato della Muntagna e videomaker di grande bravura e capacità creativa che apprezzo molto da tempo, credo abbia davvero fatto un piccolo capolavoro. Straordinario ed emozionante, con una grafica quanto mai accattivante, si è superato. Anche per la forza del messaggio, che io condivido totalmente e porto avanti da quando vivo e lavoro sull’Etna, questo video è assolutamente speciale: attraverso le avventure del simpatico Nino, un uomo alto m. 1,75 ma che sembra un minuscolissimo nanetto a confronto con le dimensioni del vulcano Patrimonio dell’Umanità, Antonio ci ricorda in modo più che mai concreto ed esemplare quanto siamo infinitamente e irrimediabilmente piccoli di fronte alla grandezza dell’Etna, anche se spesso molti sciocchi pensano il contrario. Come ci suggerisce Sant’Agostino e come l’autore ricorda alla fine del suo lavoro: “Vuoi essere grande ? Comincia con l’essere piccolo”. Un magnifico video e una lezione importante. Da vedere per riflettere, da portare in tutte le scuole. Bravo, bravissimo Antonio De Luca. E grazie di cuore per la da parte di noi etnei.
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