Natura e Divulgazione Archivi - Il Vulcanico https://ilvulcanico.it/category/natura-e-divulgazione/ Il Blog di Gaetano Perricone Mon, 23 Feb 2026 10:36:38 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.1 La “Casermetta di Monte Spagnolo” al CAI Sicilia https://ilvulcanico.it/la-casermetta-di-monte-spagnolo-al-cai-sicilia/ Mon, 23 Feb 2026 10:36:38 +0000 https://ilvulcanico.it/?p=26210 Riceviamo e volentieri pubblichiamo dal Club Alpino Italiano, Gruppo Regionale Sicilia  COMUNICATO STAMPA Assegnata dal Comune di Randazzo. Il presidente nazionale del sodalizio, Antonio Montani, ha visitato la struttura che entrerà a far parte della rete dei rifugi CAI Lo storico rifugio “Casermetta di Monte Spagnolo” è stato assegnato dal Comune di Randazzo, ente proprietario, […]

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo dal Club Alpino Italiano, Gruppo Regionale Sicilia 

COMUNICATO STAMPA

Assegnata dal Comune di Randazzo. Il presidente nazionale del sodalizio, Antonio Montani, ha visitato la struttura che entrerà a far parte della rete dei rifugi CAI

Lo storico rifugio “Casermetta di Monte Spagnolo” è stato assegnato dal Comune di Randazzo, ente proprietario, al Gruppo Regionale del Club alpino italiano. L’edificio si trova a circa 1500 metri di quota sul versante settentrionale dell’Etna. Entro breve tempo la struttura potrà diventare un prezioso punto di riferimento per gli escursionisti che vorranno frequentare quel versante del vulcano.

Monte Spagnolo, la firma dell’accordo

Dopo l’espletamento di una evidenza pubblica, il contratto di comodato è stato firmato presso l’ufficio tecnico del Comune, alla presenza di due componenti della Commissione straordinaria che amministra l’Ente. Successivamente i rappresentanti del CAI hanno preso possesso dell’immobile. Si avvia così a conclusione l’iter di rilancio di un edificio comunale, risalente al periodo fascista, che da circa dieci anni è stato ristrutturato, restando però del tutto inutilizzato. “Siamo molto grati all’ufficio tecnico comunale e alla intera Commissione straordinaria che amministra il Comune di Randazzo– ha dichiarato Giuseppe Riggio, presidente regionale di CAI Sicilia – per aver saputo sbloccare in pochi mesi l’utilizzo di una risorsa di fondamentale importanza per il turismo escursionistico etneo. Saremo impegnati, con la passione dei volontari ma avvalendoci anche della secolare esperienza del Club alpino italiano, a rendere disponibile questo prezioso fabbricato a quanti vogliono scoprire il versante più integro del Parco dell’Etna”.

Anche il presidente nazionale del Club alpino italiano, Antonio Montani, presente sull’Etna nei giorni scorsi, ha voluto andare a visitare la nuova struttura assegnata a CAI Sicilia insieme a Mario Vaccarella, componente del consiglio direttivo centrale del sodalizio: “Il CAI attraverso le sue strutture territoriali ha sviluppato competenze profonde nella gestione di circa 700 strutture montane – ha spiegato Montani  siamo ben felici che anche CAI Sicilia abbia un compatto, ma attrezzato edificio da dedicare all’accoglienza sul vulcano”.

L’importanza della “Casermetta di Monte Spagnolo” è legata al fatto che si trova lungo la pista forestale che circonda due versanti dell’Etna, per una lunghezza di circa 35 chilometri. La struttura potrà garantire il pernottamento lungo il Sentiero Italia CAI e come posto tappa del Gran Tour Etneo a circa 10 ospiti. Dal rifugio si può inoltre agevolmente accedere alla famosa Grotta del Gelo e alla splendida, circostante faggeta.

Presente al primo sopralluogo alla struttura anche il presidente del Gal terre dell’Etna e dell’Alcantara, Ignazio Puglisi, che ha sostenuto il Comune di Randazzo nel percorso di recupero della struttura e di restituzione alla pubblica fruizione, e i soci della Sottosezione CAI di Randazzo, con il suo reggente Stefano Castellana, che collaboreranno alla conduzione del rifugio. Nei pressi della Casermetta è operativo anche un bivacco forestale gestito dal Dipartimento sviluppo rurale della Regione Siciliana

Con il titolo: la Casermetta di Monte Spagnolo

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Pantelleria, l’isola che resiste: viaggio in un avamposto di vento, lava e umanità https://ilvulcanico.it/pantelleria-lisola-che-resiste-viaggio-in-un-avamposto-di-vento-lava-e-umanita/ Wed, 04 Feb 2026 06:01:45 +0000 https://ilvulcanico.it/?p=26149 di Marco Neri Pantelleria non si limita ad accoglierti: ti mette alla prova. Appena scendi dall’aereo, il vento ti sorprende di lato, improvviso e deciso, come un guardiano antico che ti ricorda chi comanda davvero. È un’isola lontana, geograficamente e simbolicamente, un avamposto italico alle porte dell’Africa, sospeso tra il blu profondo del mare e […]

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di Marco Neri

Pantelleria non si limita ad accoglierti: ti mette alla prova. Appena scendi dall’aereo, il vento ti sorprende di lato, improvviso e deciso, come un guardiano antico che ti ricorda chi comanda davvero. È un’isola lontana, geograficamente e simbolicamente, un avamposto italico alle porte dell’Africa, sospeso tra il blu profondo del mare e il nero della lava, tra la memoria di ciò che è stato e la tenacia di ciò che continua a essere.

Sono arrivato in occasione di un evento del Parco Nazionale, ma la sensazione è stata quella di entrare in un mondo a parte. Pantelleria non si concede subito: ti osserva, ti misura, ti chiede rispetto. La sua terra scura, aspra, modellata dal fuoco e dal vento, parla una lingua antica, più vicina alla geologia che all’uomo. La vegetazione è bassa, rada, piegata da un vento che non conosce tregua. In pieno inverno, il suo ululare diventa una presenza costante, una colonna sonora che accompagna ogni passo, ogni sguardo, ogni pensiero. Solo quando cambia direzione concede qualche ora di silenzio, come un respiro trattenuto.

Cartina di Pantelleria (dal sito del Parco Nazionale)

Il mare, pur onnipresente, rimane sullo sfondo. Pantelleria guarda verso l’interno, verso le sue colline scure, verso le sue contrade. Il porto è piccolo, essenziale, quasi timido. Non è il cuore dell’isola, ma un punto d’appoggio, un luogo di passaggio. La vera anima è altrove: nelle persone. Dirette, fiere, consapevoli. Non hanno bisogno di raccontarti quanto amino la loro terra: lo vedi nei gesti, nelle parole misurate, nella cura con cui parlano di ogni pietra, di ogni vigneto, di ogni sentiero. Cercano il contatto, fanno domande, vogliono capire e farsi capire. È una comunità che non teme il confronto, anzi lo desidera, forte della propria storia e del proprio carattere.

Anche la cucina racconta questa identità: non rincorre il sofisticato globale, ma si concentra sulla cura del prodotto locale. Usano ciò che la terra concede loro — capperi, uva zibibbo, erbe spontanee, pesce del giorno — e questo basta per appagare anche i sensi più esigenti. È una cucina che non vuole stupire, ma convincere. E ci riesce.

Foto di gruppo a conclusione del V Meeting delle Guide Ufficiali del Parco Nazionale Isola di Pantelleria

Le guide del Parco Nazionale sono un altro tesoro dell’isola. Giovani, entusiasti, colti, versatili, capaci di muoversi tra geologia, botanica, storia e tradizioni con naturalezza sorprendente. Hanno quella rara capacità di adattarsi ai contesti, di leggere le persone, di modulare il racconto senza mai perdere profondità. Sono estremamente disponibili, ricchi di risorse, innamorati di ciò che fanno e del suolo che calpestano con rispetto, senza mai profanarlo. Vederli all’opera significa osservare Pantelleria attraverso occhi che la conoscono e la custodiscono. La loro presenza conferma ciò che l’isola suggerisce in ogni suo angolo: Pantelleria è un laboratorio vivente di resilienza, un luogo in cui la natura non è un concetto astratto, ma una compagna esigente che richiede conoscenza, cura, attenzione.

Pantelleria è un luogo che, se non lo ami, ti respinge. Non per ostilità, ma per coerenza. Non si traveste, non si addolcisce, non cerca di piacere. È un muro di diffidenza per chi arriva distratto, ma diventa una porta aperta per chi sa ascoltare. E quando si apre, rivela un patrimonio umano e naturale che ha il sapore dell’antico: una comunità che ha imparato a vivere con il vento, con la lava, con la distanza, trasformando la fatica in identità.

Un’isola che non si lascia raccontare facilmente, ma che, una volta entrata, non ti lascia più. Un luogo che resta

Con il titolo: il porto di Pantelleria visto al decollo. Uno scorcio aereo che rivela l’essenza dell’isola: un approdo discreto incastonato tra terra vulcanica e mare profondo, dove l’architettura umana si adatta al paesaggio più che dominarlo. Un punto di partenza e di ritorno, simbolo della resilienza e dell’identità isolana

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L’eleganza dell’Etna, presenza viva e mutevole, negli scatti di Massimo Siragusa https://ilvulcanico.it/leleganza-delletna-presenza-viva-e-mutevole-negli-scatti-di-massimo-siragusa/ Sat, 29 Nov 2025 07:16:49 +0000 https://ilvulcanico.it/?p=25996 FONTE: comunicato stampa Con ETNA, il fotografo Massimo Siragusa firma un’opera edita da Cavallotto edizioni, che rompe gli schemi della narrazione visiva tradizionale e restituisce al lettore l’immagine autentica di un vulcano vivo, imprevedibile e in continua trasformazione. Il libro, con testi in italiano e in inglese, è appena arrivato in libreria ed è un […]

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Etna, Ferragosto 2025, emozioni forti. Il fuoco che cammina https://ilvulcanico.it/etna-ferragosto-2025-emozioni-forti-il-fuoco-che-cammina/ Sat, 16 Aug 2025 09:52:38 +0000 https://ilvulcanico.it/?p=25872 di Giovinsky Aetnensis  Per la gioia di lettori e visualizzatori del Vulcanico.it, ecco un altro strepitoso video della bravissima Giovinsky Aetnensis che ancora una volta ci regala emozioni forti con immagini semplici, bellissime, di grande forza evocativa della colata lavica di Ferragosto 2025. Il fuoco che cammina, lo scruscio della lava che scorre, la meravigliosa […]

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di Giovinsky Aetnensis 

Per la gioia di lettori e visualizzatori del Vulcanico.it, ecco un altro strepitoso video della bravissima Giovinsky Aetnensis che ancora una volta ci regala emozioni forti con immagini semplici, bellissime, di grande forza evocativa della colata lavica di Ferragosto 2025. Il fuoco che cammina, lo scruscio della lava che scorre, la meravigliosa macchina geologica del vulcano Patrimonio Mondiale dell’umanità che si manifesta in tutta la sua affascinante potenza. Null’altro da aggiungere, solo guardare. Grazie sempre alla cara Giovinsky per la disponibilità e soprattutto per il preziosissimo lavoro divulgativo (Gaetano Perricone) 

Poche, ma belle e sentite le parole di Giovinsky: “Caro Gaetano, con le parole non riesco ad esprimere quelle emozioni che provo quando sono in quota a seguire la mia amata Etna, credo che non esistano aggettivi e parole per descrivere quello che sento dentro di me. Posso solamente provare a dirti che in un scatto o ripresa video cerco di catturare le sensazioni, i profumi di quel momento; per poterle riviverle in qualsiasi altro momento”.

Per la descrizione scientifica, ecco l’ultimo comunicato dell’INGV-OE (Osservatorio Etneo), delle ore 16,46 del 15 agosto 2025

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che l’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza e satellitari e le osservazioni vulcanologiche, indicano che il flusso lavico alimentato dalla bocca eruttiva posta alla quota stimata di 2980 mt s.l.m. è ancora attivo. In particolare, alle ore 08:00 GMT di oggi, il flusso lavico aveva un’estensione stimata di 500 mt e si stava propagando in direzione Sud. Il fronte più avanzato si attestava alla quota di 2770 mt s.l.m.. Continua con intensità variabile la modesta attività esplosiva al cratere di Sud-Est con episodica produzione di cenere che si disperde rapidamente in area sommitale.
Il tremore vulcanico si è mantenuto nella fascia dei valori medi con ampie oscillazioni, solo occasionalmente ha raggiunto di poco i valori alti. Le localizzazioni delle sorgenti ricadono tra i 2800 e i 3000 metri di quota in una zona compresa tra cratere di Sud Est e cratere di Nord Est. L’attività infrasonica è moderata con eventi localizzati al cratere di Sud Est e al cratere di Nord Est in entrambi i casi l’ampiezza degli eventi è bassa. Il conteggio e la localizzazione degli eventi infrasonici potrebbero essere influenzati dalle condizioni meteorologiche. I segnali delle reti di monitoraggio delle deformazioni del suolo non mostrano variazioni significative

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Nasce “Etna Social Hub”. Per un ambiente digitale più sano https://ilvulcanico.it/nasce-etna-social-hub-per-un-ambiente-digitale-piu-sano/ Sun, 27 Jul 2025 05:08:48 +0000 https://ilvulcanico.it/?p=25797 di Antonio De Luca Trattare l’Etna sui social è un fronte su cui sono impegnato ormai da svariati anni. Quando ho visto nascere i primi siti per la condivisione di immagini e notizie, ho capito subito le enormi potenzialità di questa nuova tecnologia, tuttavia non mi ero ancora imbattuto nel suo lato più negativo: la […]

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di Antonio De Luca

Trattare l’Etna sui social è un fronte su cui sono impegnato ormai da svariati anni. Quando ho visto nascere i primi siti per la condivisione di immagini e notizie, ho capito subito le enormi potenzialità di questa nuova tecnologia, tuttavia non mi ero ancora imbattuto nel suo lato più negativo: la disinformazione, l’allarmismo e la discordia che aleggiano tra i vari utenti che vivono il web. Un nemico subdolo che può creare dei danni enormi.

Ma i social non hanno colpa propria, sono semplicemente uno strumento neutro, la cui efficacia è determinata dall’uso che se ne fa. Ho iniziato il mio progetto Passione Etna nel 2009, inizialmente con le idee poco chiare, il primo video voleva raccontare più un’escursione tra amici che altro, ma poi ha preso i connotati di un vero e proprio documentario, ancora acerbo, ma che mi ha spinto a rafforzare l’impegno verso la divulgazione, perseguendo una comunicazione sempre più responsabile.

Con il tempo la mia speranza di poter contribuire a un ambiente digitale più sano è rimasta una costante. Non sempre è facile, a volte abbiamo assistito, proprio a causa dei social, a delle vere e proprie valanghe mediatiche di grande impatto, che hanno fatto male all’Etna e alla sua fruizione. Valanghe da cui mi sono spesso sentito travolgere, ma mai abbastanza da rimanerne sepolto. In fondo, proprio grazie ai social ho conosciuto anche tante persone che condividono la passione verso l’Etna con me e che hanno un modo di vedere questo vulcano che sento in linea con il mio.

Con alcuni di questi amici è nata l’idea di organizzare un evento che mettesse insieme quel che di buono lega questo vulcano con i social e con le persone che curano le tante pagine ad esso dedicate. Si chiamerà Etna Social Hub, proprio perché sarà un punto di incontro, dal vivo, di tutte le persone che si impegnano ogni giorno alla diffusione di informazioni corrette sul nostro vulcano e il cui merito va riconosciuto. L’incontro si svolgerà domenica 28 settembre 2025 presso l’Ecomuseo del Castagno dell’Etna di Fornazzo, una struttura con significative potenzialità ancora non pienamente valorizzate.

Sono previsti interventi, proiezioni ed aree espositive che arricchiranno vari momenti della giornata. I diversi partecipanti racconteranno il vulcano attraverso le loro attività: ci saranno sia divulgatori che artisti; tutte persone che stimo per il loro operato e che potranno mostrare un lato dell’Etna particolare, personale, quindi unico. Il nostro obiettivo è chiaro: dimostrare il potenziale dei social media come strumenti efficaci di divulgazione, capaci di rendere le informazioni sul territorio più accessibili e coinvolgenti, in armonia con i canali ufficiali. Aspetto determinante di questa iniziativa infatti è riconoscere nel lavoro istituzionale dell’Università e della Ricerca la fonte primaria da cui attingere informazioni, sottolineandone sempre il valore.

Il nostro è un evento che considero “aperto”, in continuo divenire, con la speranza che possa ripetersi in futuro e magari coinvolgere a rotazione tutte le persone che nutrono un legame con l’Etna, perché da tutti c’è qualcosa da imparare. Inoltre ci sarà tanto spazio anche per i ragazzi, con attività che partiranno la mattina e si concluderanno con la premiazione del miglior cortometraggio dedicato al vulcano. Chissà, magari il primo di una lunga serie.

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La fiamma eterna dell’Etna giovedì 24 luglio si accenderà a Manhattan https://ilvulcanico.it/la-fiamma-eterna-delletna-giovedi-24-luglio-si-accendera-a-manhattan/ Tue, 22 Jul 2025 06:20:16 +0000 https://ilvulcanico.it/?p=25786 FONTE: https://www.ingv.it/stampa-e-urp/stampa/comunicati-stampa Il 24 luglio l’Etna arriva a Manhattan con un evento che unisce arte, scienza e territorio Negli spazi della galleria d’arte contemporanea TOTAH, nel cuore di New York, il prossimo 24 luglio si terrà il finissage di “Etna Eternal Flame”, progetto internazionale promosso e curato dall’associazione culturale Basaltika, che per oltre un anno ha trasformato il […]

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FONTE: https://www.ingv.it/stampa-e-urp/stampa/comunicati-stampa

Il 24 luglio l’Etna arriva a Manhattan con un evento che unisce arte, scienza e territorio

Negli spazi della galleria d’arte contemporanea TOTAH, nel cuore di New York, il prossimo 24 luglio si terrà il finissage di “Etna Eternal Flame”, progetto internazionale promosso e curato dall’associazione culturale Basaltika, che per oltre un anno ha trasformato il vulcano attivo più alto d’Europa in un palcoscenico di arte “site-specific” e ricerca geologica.

Al centro dell’evento il contributo dell’Osservatorio Etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV – OE), con l’intervento del Direttore Stefano Branca, chiamato a raccontare come si sono evoluti nel tempo i metodi di rappresentazione delle eruzioni storiche dell’Etna a partire dal XVI secolo fino all’avvento della fotografia al pubblico newyorkese e a portare la voce della ricerca italiana oltreoceano:

Il coinvolgimento dell’INGV”, spiega Branca, “ha dato profondità scientifica e autorevolezza al progetto. L’Etna non è solo uno spettacolo naturale, ma un laboratorio a cielo aperto di fenomeni geologici che meritano di essere compresi e valorizzati anche attraverso l’arte contemporanea”.

Il progetto Etna Eternal Flame, avviato tra il 2023 e il 2024 sull’Etna Sud a quota 1980 metri, ha visto la partecipazione di quattro artisti di fama internazionale: lo scultore newyorkese Aleksandar Duravcevic, l’artista tedesco Johannes Pfeiffer, la pittrice siciliana Samantha Torrisi e la fotografa Oriana Tabacco, presidente di Basaltika e docente di Storia dell’Arte.

Le opere, installate nel teatro lavico dell’eruzione del 2001, hanno dialogato con il paesaggio vulcanico per oltre un anno, diventando un raro esempio di arte contemporanea su un vulcano attivo.

L’evento newyorkese, curato da Ysabel Pinyol Blasi della Monira Foundation e sostenuto dalla Fondazione Orestiadi di Gibellina, rappresenta la conclusione simbolica di questo percorso.

Durante l’incontro verrà presentato anche un video documentativo dell’intero progetto, introdotto da Oriana Tabacco, che sottolinea: “Il nostro intento era portare il vulcano oltre i suoi confini geografici, renderlo simbolo di rinascita, trasformazione e bellezza. L’arte è stato il mezzo, la scienza il fondamento”.

L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sui canali social ufficiali di Basaltika, consolidando l’obiettivo di diffusione internazionale del progetto.

Etna Eternal Flame è stato realizzato con il patrocinio del Parco dell’Etna, dell’INGV – OE, del Comune di Nicolosi e dell’Associazione Italiana di Vulcanologia (AIV).

Infowww.basaltika.it

Link utili:

Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)

Parco dell’Etna

Comune di Nicolosi

Associazione Italiana di Vulcanologia (AIV) 

Con il titolo: l’installazione “Prometheus 2023” di Johannes Pfeiffer (foto dal web)

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Etna, cosa pensi di noi umani? Lo sapremo al Festival Vulcani 2025, dal 27 al 29 giugno a Trecastagni, alla scoperta di terre indimenticabili https://ilvulcanico.it/etna-cosa-pensi-di-noi-umani-lo-sapremo-al-festival-vulcani-2025-dal-27-al-29-giugno-a-trecastagni-alla-scoperta-di-terre-indimenticabili/ Wed, 25 Jun 2025 04:39:03 +0000 https://ilvulcanico.it/?p=25721 di Giuseppe Riggio* Siamo arrivati alla terza edizione continuando a seguire la stessa ispirazione: donare all’Etna un Festival che racconti il mondo dei vulcani. Siamo gli unici in Italia ad avere inventato una manifestazione con questo filo conduttore. E del resto dove farla se non sull’Etna, su uno dei vulcani più attivi al mondo? Quest’anno […]

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di Giuseppe Riggio*

Siamo arrivati alla terza edizione continuando a seguire la stessa ispirazione: donare all’Etna un Festival che racconti il mondo dei vulcani. Siamo gli unici in Italia ad avere inventato una manifestazione con questo filo conduttore. E del resto dove farla se non sull’Etna, su uno dei vulcani più attivi al mondo?

Quest’anno proviamo a comunicare agli spettatori che ci troviamo di fronte a “terre indimenticabili”, che per altre ragioni abbiamo già definito “in movimento”, ma anche “straordinarie”. Chi è ammaliato da crateri e colate sa di cosa stiamo parlando. Per la terza edizione del Festival Vulcani – organizzato dalla Fondazione Trecastagni Patrimonio dell’Etna, presieduta da Giovanni Barbagallo dal 27 al 29 giugno a Trecastagni– abbiamo provato a immaginare anche una intervista all’Etna, per dare la parola alla sua anima femminile e chiederle cosa ne pensa di noi umani che ne abitiamo le pendici, delle nostre ossessioni e delle nostre paure.

Il programma del Festival Vulcani 2025

Ci saranno, ovviamente, nel corso della manifestazione momenti di alta divulgazione scientifica curati da INGV (il suo direttore Stefano Branca insieme al professor Luigi Ingaliso presenteranno una nuova e lussuosa edizione di una storica opera di Sartorius Von Walterhausen, mentre Eugenio Privitera spiegherà i sistemi di allertamento precoce di Etna e Stromboli), da parte sua Marco Viccaro, docente universitario e presidente dell’Associazione Italiana di Vulcanologia, coordinerà per la prima volta un corso di introduzione al vulcanismo che si terrà nella sede della Fondazione organizzatrice, rivolto innanzitutto ai giovani.

Dalla prima edizione del Festival, nel 2023

Come di consueto, verrà aperta una finestra sul mondo degli “altri” territori segnati dalla lava. Quest’anno sarà la volta di Pantelleria, che verrà raccontata da Antonietta Valenza, Francesco Ciancitto e da Marco Marcialis, wine ambassador di Cantine Nicosia. Del resto, sono molteplici le strategie di avvicinamento ai “camini della Terra”. Ognuno può scoprire una chiave per scoprirne originalità e caratteri distintivi. Maria Teresa Moscato indagherà ad esempio le tematiche del mito, che da sempre ha avuto un riferimento privilegiato con i luoghi “infernali”.  Daniele Musumeci offrirà le sue competenze di biografo di Alfred Rittmann, uno dei più grandi vulcanologi del Novecento di origine svizzera, ma venuto a morire in Sicilia, dopo avervi lungamente abitato. Rosario Fichera, giornalista e divulgatore, racconterà il suo viaggio a piedi e in bicicletta dalle Dolomiti all’Etna in nome dell’inclusione, unendo due siti Unesco e due luoghi fondamentali della sua vita.

Nella prima edizione, uno spazio fu dedicato anche a questo nostro blog

Siamo convinti che ancora una volta le terre vulcaniche non mancheranno di stupire. Il programma del Festival Vulcani 2025 si rivolge innanzitutto a chi abita sull’Etna, per aiutare gli etnei ad avere consapevolezza delle caratteristiche naturali e antropologiche di questa parte di universo, ma intende ovviamente rivolgersi anche ai turisti desiderosi di scoprire la vera essenza del luogo che vengono a visitare. Nei tre giorni della manifestazione, quest’anno ospitata nell’elegante centro storico di Trecastagni, ci sarà spazio anche per citare Franco Battiato, nella proposta della brava Rita Botto. Solo qualche brano per richiamare il suo modo di abitare il vulcano, la speciale sensibilità verso la terrà da cui Battiato partì e dove poi decise di ritornare.

*Direttore Festival Vulcani 

Con il titolo: eruzione dal cratere di Sud Est, 19 giugno 2025  (la bellissima foto di Giovinsky Aetnensis) 

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Etna, 11 aprile 2025: magia di una notte https://ilvulcanico.it/etna-11-aprile-2024-magia-di-una-notte/ Sat, 12 Apr 2025 18:39:30 +0000 https://ilvulcanico.it/?p=25512 (Gaetano Perricone) Godiamoci senza troppe parole le meravigliose immagini, piene di infinita bellezza e potenza dell’attività eruttiva dell’Etna della serata dell’11 aprile 2025, che ancora una volta la bravissima e appassionatissima Giovinsky Aetnensis, con questo breve ma intenso video, ha reso pubbliche su Youtube per la gioia di chi ama in ogni parte del mondo il […]

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(Gaetano Perricone) Godiamoci senza troppe parole le meravigliose immagini, piene di infinita bellezza e potenza dell’attività eruttiva dell’Etna della serata dell’11 aprile 2025, che ancora una volta la bravissima e appassionatissima Giovinsky Aetnensis, con questo breve ma intenso video, ha reso pubbliche su Youtube per la gioia di chi ama in ogni parte del mondo il Vulcano sito naturale del Patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco. Con l’ennesimo grazie di vero cuore a Giovinsky a  nome anche dei lettori del Vulcanico.

Vale la pena, per completezza d’informazione, riportare una parte del testo del comunicato dell’INGV Osservatorio Etneo delle 23,59 dell’11 aprile, che descriveva così l’attività già conclusa: “L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che dalle telecamere di sorveglianza si osserva un flusso lavico da tracimazione dal cratere di sud-est, contestualmente continua l’attività stromboliana alimentata dallo stesso cratere con un regime ed intensità variabile. Dal punto di vista sismico, il tremore vulcanico ha mostrato dopo le 17:30 UTC una fase di decremento mantenendosi tuttavia ancora su valori alti. La localizzazione delle sorgenti del tremore permane in corrisponde Cratere di Sud-Est ad una quota di circa 2900 metri s.l.m”

 

 

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Etna, natura straordinaria non da “consumare”, ma da rispettare e proteggere https://ilvulcanico.it/etna-natura-straordinaria-non-da-consumare-ma-da-rispettare-e-proteggere/ Tue, 11 Mar 2025 08:57:27 +0000 https://ilvulcanico.it/?p=25446 di Itala Calabrese Oggetto dell’attività: escursione sull’Etna con visita al fronte lavico spento Partenza dal primo sentiero dell’ Etna, creato nel 1991, “Monte nero degli Zappini” e arrivo alla pista Altomontana interrotta dal fronte lavico, fermo dal 20 febbraio 2025. Compito principale della guida ambientale escursionistica, è quello di accompagnare, informare e sensibilizzare i gruppi […]

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di Itala Calabrese

Oggetto dell’attività: escursione sull’Etna con visita al fronte lavico spento

Partenza dal primo sentiero dell’ Etna, creato nel 1991, “Monte nero degli Zappini” e arrivo alla pista Altomontana interrotta dal fronte lavico, fermo dal 20 febbraio 2025. Compito principale della guida ambientale escursionistica, è quello di accompagnare, informare e sensibilizzare i gruppi di escursionisti durante le escursioni, favorendo una fruizione consapevole e sicura dell’ambiente naturale. Le responsabilità includono vari aspetti, tra cui

•Sicurezza: conoscenza del territorio e delle condizioni meteo.
•Educazione ambientale: fornire informazioni dettagliate sulla flora, fauna, geologia, storia e cultura del territorio, stimolando il rispetto per l’ambiente.

•Gestione del gruppo: assicurarsi che tutti siano adeguatamente equipaggiati e che nessuno venga lasciato indietro. •Rispetto dell’ambiente: non disturbare la fauna, non lasciare rifiuti e camminare solo su sentieri segnati per evitare danni alla vegetazione e al suolo.

Riflessioni di una Guida ambientale escursionistica AIGAE 
Noi apparteniamo alla Natura, ma lo abbiamo dimenticato. Vivere in città ci ha sicuramente allontanato da una connessione diretta e profonda con l’ambiente naturale, facendoci perdere di vista il rispetto e la cura che dovremmo avere per esso. La Natura è la nostra casa comune, e dovremmo trattarla con la stessa attenzione che riserviamo alla nostra casa, prevenendo danni o incidenti. Purtroppo, spesso trattiamo la Natura come se fosse un parco giochi, un luogo da esplorare senza un vero rispetto delle sue regole e dei suoi rischi. La non conoscenza del territorio, l’uso di attrezzature inadeguate o il sottovalutare le condizioni atmosferiche sono solo alcuni degli errori che possono mettere in pericolo chi si avventura senza la dovuta preparazione. La natura non è un luogo da conquistare, ma un ambiente di cui far parte in armonia, comprendendo i suoi ritmi e rispettandone i limiti.
Vorrei sollevare una questione, un’attenzione fondamentale sul cambiamento del rapporto che le persone, soprattutto i siciliani, hanno con l’Etna. “A muntagna” è sempre stata un simbolo di maestosità e un’opportunità di avventura per tutti, senza restrizioni particolari, il che ha reso l’Etna un luogo facilmente accessibile e amato da tanti. Tuttavia, con il passare degli anni, si è perso un po’ il senso del rispetto e della consapevolezza che dovremmo avere nei confronti di un fenomeno naturale così potente e imprevedibile. Il cambiamento, cioè un approccio meno rispettoso e più superficiale alla montagna e alle sue eruzioni, è purtroppo un fenomeno comune in molte aree naturali. L’accesso facilitato e l’abbondanza di informazioni ha portato molte persone a sottovalutare i rischi o a trattare la montagna come una semplice attrazione turistica. Questo, unito alla mancanza di un adeguato messaggio educativo sul rispetto della natura, ha contribuito a una gestione poco armoniosa e talvolta irresponsabile.
La mia osservazione su quest’ultima eruzione, vista da parecchie persone perché a portata di mano e facilmente accessibile, è un esempio concreto di come la gestione della sicurezza e dell’informazione possa risultare inefficace, soprattutto quando manca un corretto coordinamento tra le autorità e una chiarezza sui ruoli delle guide professioniste. In effetti, la presenza di confusione e polemiche alimenta solo incertezze e comportamenti poco consapevoli, mettendo a rischio la sicurezza di tutti. È indispensabile un impegno maggiore per educare alla responsabilità e promuovere un’idea di Natura che non sia solo da fruire, da “consumare”, ma da rispettare e proteggere. Noi siamo Natura, ci nutriamo di Natura, respiriamo Natura, in un equilibrio molto delicato, un tempo rispettato, oggi rotto dalla smania consumistica dell’uomo moderno. Pur essendo noi parte del Pianeta Terra, ne siamo diventati predatori.
Le foto sono di Itala Calabrese

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Etna in eruzione: gestione, sicurezza, approccio responsabile. Un evento straordinario e le sue implicazioni https://ilvulcanico.it/etna-in-eruzione-gestione-sicurezza-approccio-responsabile-un-evento-straordinario-e-le-sue-implicazioni/ Sat, 08 Mar 2025 05:45:07 +0000 https://ilvulcanico.it/?p=25431 di Vincenzo Greco L’ultima eruzione dell’Etna ha rappresentato uno degli eventi più seguiti e condivisi dell’epoca moderna, grazie alla grande accessibilità della colata lavica e alla diffusione virale delle immagini sui social media. Questo fenomeno ha generato una forte attrazione per escursionisti, appassionati e semplici curiosi, ma al tempo stesso ha evidenziato importanti criticità nella […]

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di Vincenzo Greco

L’ultima eruzione dell’Etna ha rappresentato uno degli eventi più seguiti e condivisi dell’epoca moderna, grazie alla grande accessibilità della colata lavica e alla diffusione virale delle immagini sui social media. Questo fenomeno ha generato una forte attrazione per escursionisti, appassionati e semplici curiosi, ma al tempo stesso ha evidenziato importanti criticità nella gestione dell’afflusso di persone, nella sicurezza e nella percezione del rischio. L’Etna, come tutti i vulcani attivi, presenta dinamiche imprevedibili e situazioni che possono variare anche nel giro di poche ore. Per questo motivo, l’approccio corretto all’ambiente vulcanico non può essere improvvisato, ma deve basarsi su conoscenza, preparazione e consapevolezza. Tuttavia, l’ampia diffusione di video e immagini ha portato molte persone ad avvicinarsi al fenomeno senza un’adeguata preparazione, generando situazioni di potenziale pericolo sia per chi era presente, sia per chi successivamente ha emulato comportamenti rischiosi. È stato questo, più di ogni altra cosa, a spingere le autorità a intervenire con ordinanze restrittive, limitando l’accesso all’area. Ma il problema non è mai stato chi, come le guide o gli appassionati esperti, conosce e rispetta il vulcano. Il vero nodo della questione è stato l’approccio incontrollato di chi si è avventurato senza preparazione, mettendo a rischio sé stesso e indirettamente influenzando le decisioni istituzionali

Il ruolo delle guide vulcanologiche: tra responsabilità e sicurezza. Le guide vulcanologiche sono figure professionali riconosciute da una legge regionale e nazionale. Abbiamo scelto questo mestiere per passione, formazione ed esperienza, esattamente come chiunque sceglie una professione nella propria vita. Accompagniamo le persone in sicurezza, trasmettiamo conoscenze, valutiamo i rischi e, quando la situazione lo richiede, siamo i primi a decidere di non avvicinarci se il pericolo è elevato. L’idea che le ordinanze siano state fatte per “favorire” le guide è una percezione errata e fuorviante. Non siamo noi a stabilire le restrizioni, ma le autorità competenti, sulla base delle evidenze e delle criticità emerse sul campo. Emerge però una questione importante: se il rischio non è tale da giustificare un blocco totale, perché impedire a professionisti certificati di fare il loro lavoro? Allo stesso tempo, se un appassionato esperto e consapevole sa come muoversi, perché non permettergli di vivere il vulcano nel rispetto delle regole e della sicurezza? Le guide non sono un ostacolo, ma un punto di riferimento. Nell’ultima eruzione, oltre a svolgere il nostro lavoro, abbiamo fornito assistenza a numerose persone impreparate: escursionisti senza attrezzatura adeguata, gruppi disorientati che si sono uniti ai nostri tour per non perdersi, persone in difficoltà a causa del freddo o del terreno accidentato. Abbiamo agito per senso di responsabilità, oltre che per dovere professionale. Tuttavia, questo ha generato discussioni anche all’interno dei gruppi accompagnati, con clienti che si sono chiesti perché parte del nostro tempo fosse dedicato ad aiutare estranei in difficoltà. La risposta è semplice: davanti a una situazione di rischio, il dovere morale e umano viene prima di tutto.

I social media e l’effetto emulazione: un problema da affrontare. L’epoca digitale ha reso l’Etna più visibile che mai, ma ha anche favorito un fenomeno preoccupante: l’emulazione di comportamenti rischiosi. Quando sui social si vedono persone avvicinarsi alla lava, cucinare sopra le colate, lasciare segni indelebili sul terreno, si trasmette un messaggio distorto: quello di un ambiente privo di pericoli, dove chiunque può muoversi liberamente senza conseguenze. Ma la realtà è ben diversa. Chi si è trovato sul campo nei giorni dell’eruzione sa quanti interventi di soccorso sono stati necessari per persone che si sono spinte oltre il limite, senza avere le competenze per gestire l’imprevisto. E non è solo una questione di sicurezza personale: gli atteggiamenti superficiali hanno portato a decisioni istituzionali che hanno penalizzato anche chi avrebbe potuto vivere l’evento in modo consapevole e rispettoso.

Gestire le eruzioni future: una proposta per un approccio più equilibrato. L’Etna continuerà a eruttare, e il problema non si risolverà semplicemente con divieti e ordinanze. È necessario un cambio di mentalità e di gestione, che tenga conto delle esigenze di tutti: ✅ Presidi di controllo nei punti di accesso, con figure che possano monitorare e fornire informazioni. ✅ Distinzione tra chi è preparato e chi no, per evitare restrizioni indiscriminate. ✅ Collaborazione tra guide, enti di ricerca e protezione civile, per garantire sicurezza senza eccessi di rigidità. ✅ Regolamentazione chiara dell’uso dei social media, con campagne di sensibilizzazione per evitare la promozione di comportamenti rischiosi. ✅ Educazione e informazione sul vulcano, per creare una cultura del rispetto e della consapevolezza. L’obiettivo non deve essere quello di impedire l’accesso, ma di permettere a chi è preparato di vivere il vulcano in sicurezza, evitando al tempo stesso che il fenomeno venga banalizzato o spettacolarizzato senza coscienza.

Conclusione: un invito alla coerenza e alla responsabilità. L’Etna è un patrimonio straordinario, ma anche un ambiente che richiede rispetto. Non è una competizione tra guide, appassionati e istituzioni: è una questione di gestione intelligente e di approccio responsabile. Nessuno deve essere messo contro nessuno. Non esistono “caste” o privilegi, ma ruoli e competenze che devono essere riconosciuti e valorizzati. Il messaggio è chiaro: non basta limitare, bisogna educare. Non basta vietare, bisogna fornire alternative sicure. E, soprattutto, non si può permettere che le decisioni prese in emergenza diventino la norma per il futuro. L’Etna continuerà a offrirci spettacoli incredibili. Sta a noi scegliere se viverli con consapevolezza o con superficialità.

Con il titolo e nell’articolo: le spettacolari foto dell’eruzione di Vincenzo Greco

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