L’estranea: le madri e il patto con il diavolo

Pubblicato il da Antonella De Francesco - aggiornato il - Artisti, cinema, Cultura

L’estranea: le madri e il patto con il diavolo

di Antonella De Francesco

Il tema del grande “patto con il diavolo” è un classico della letteratura di tutti tempi, ma per Paolo Strippoli, autore e regista de L’Estranea (film selezionato per rappresentare l’Italia ai Premi Oscar 2027 nella sezione Miglior film internazionale) il “diavolo” è dentro di noi e, quel che è peggio, è dentro una madre, magnificamente interpretata da Jasmine Trinca! Un film a suo modo inquietante e geniale (non so quanto Horror) che abbraccia diversi generi filmici, impeccabilmente recitato e scandito in quattro tempi che segnano la caduta progressiva e irreversibile in una spirale di violenza, oscurità e progressiva disgregazione familiare. Noi madri riteniamo di rivestire, tra i tanti, un ruolo fondamentale all’interno della famiglie: quello di proteggerla sempre da ogni accadimento negativo. Vorremmo tutelare i nostri figli e custodirli virtualmente nel nostro grembo per sempre, preservandoli da ogni forma di dolore, da qualunque malefico pettegolezzo, auspicando per loro il meglio e nessuna delle sofferenze che sono toccate a noi.
Il regista Paolo Strippoli
Fin qui, direte voi, è tutto fisiologico! Ma il fatto è che alcune “madri “ più di altre sposano la missione, ne fanno il loro principale scopo di vita, fanno delle vite dei propri figli le loro “seconde opportunità” e tramano affinché i figli si conformino più alle loro malcelate ambizioni e ai loro schemi mentali che alle proprie inclinazioni. Ecco, di questo “diavolo” sopito in alcune madri, che delle volte le induce a compiere scelte scellerate in nome di una “ perfezione “ definita solo dai loro canoni, di un primato che non vorrebbero perdere, di un consenso sociale e di una visibilità a cui non possono rinunciare, fa un ritratto indimenticabile, (recitato ai massimi livelli da Valeria Bruni Tedeschi), il giovane regista Paolo Strippoli . Cosa c’è di più diabolico di una madre così? Nulla: e il film L’Estranea ve lo dimostrerà. Da vedere ————– “SE CHIUDI GLI OCCHI IL MALE E’ LONTANO”. NO, E’ SEMPRE VICINISSIMO di Gaetano Perricone “Respira forte, respira piano. Se chiudi gli occhi, il male è lontano”. A Facebook che mi chiede cosa sto pensando, dopo avere visto L’estranea mi viene di rispondere che questo film dovrebbe essere rigorosamente vietato a soggetti come me, con l’anima affaticata e desiderosi di relax mentale. Ma se da un lato questa sarebbe la risposta “di getto”, dall’altra mi viene di esprimermi in modo totalmente diverso. Quando vado al cinema, così come quando leggo, ho sempre bisogno di curiosità e stimoli intellettuali e l’opera di Paolo Strippoli ne offre a bizzeffe. La trama, che si sviluppa intorno a un patto scellerato tra una donna diavolo e la madre suo bersaglio, interpretate in modo più che magistrale dalle bravissime e bellissime Valeria Bruni Tedeschi, la diabolica estranea e Jasmine Trinca, nei panni di Anna madre iper protettiva dei figli e protagonista principale della storia, è una favola nerissima, estremamente inquietante, una specie di horror dai risvolti psicanalitici, che a me con maggiore raffinatezza estetica ricorda in qualche passaggio il miglior Dario Argento. Il male è sempre vicinissimo, non può essere allontanato neanche attraverso il patto con il diavolo. Il male, purtroppo, è stato in continua escalation nel periodo della storiaccia che ci racconta Strippoli, che comincia nel 1999, all’ingresso nel nuovo millennio e finisce nei nostri giorni. E dunque non fa mancare niente, “L’estranea”, ai cultori del genere, toccando con forza, grazie alla bravura di tutti gli attori (il papà Walter-Adriano Giannini marito di Anna e i figli Alice e Tobia, componenti di una ricca famiglia borghese “che tutti avrebbero voluto diventare” poi maciullata letteralmente dagli eventi) e al talento visionario del regista. Si comincia dalla terribile aggressione di un cane alla piccola padrona, si passa al bullismo più feroce, al rifiuto familiare dell’omosessualità, all’alcolismo, tutte grandi problematiche della società di oggi: dietro ogni disgraziato accadimento c’è la regia del diavolo, il destino con la faccia più cattiva, implacabile. E’ un film mozzafiato, che si segue scene dopo scena, grazie anche a una tecnica cinematografica affascinante e formidabile. Dunque non posso spoilerare un bel niente, ma se vi piace come a me lo stimolo forte davanti alle sequenze al limite del masochismo “L’estranea” è il film, a mio avviso interessantissimo, che fa per voi, non per tutti voi. Chiudo con l’ennesimo “chapeau” alla mia carissima amica Antonella De Francesco, ancora una volta eccellentissima per la sua recensione che ho pubblicato sul mio blog IlVulcanico.it. Alla quale aggiungerò umilmente anche queste mie riflessioni

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