Quella Serie C che forse conviene a tutti, tranne che ai tifosi. Ricominciamo dal Palermo dei palermitani ?
Pubblicato il da Gaetano Perricone - aggiornato il - Opinioni, Sport
di Gaetano Perricone

Avevo deciso di lasciar perdere, di restare distaccato, di non scrivere nulla sulle ultime, tristi vicende del Palermo.
Ma ricordare che 17 anni fa come oggi, il 20 maggio del 2002, ci lasciava uno straordinario personaggio della storia rosanero di nome Renzo Barbera, il Gattopardo del calcio italiano, il nostro Presidente più amato, rivedere e pubblicare su feisbuc la nostra foto insieme nella sua “reggia” di Pantelleria ad agosto del 1981, mi ha fatto cambiare idea.
E allora, da tifoso dentro l’anima ma anche con l’esperienza e il cinismo di un ex cronista rosanero di altri tempi, scrivo quello che penso, espongo l’idea che mi sono fatto come sempre in assoluta libertà e senza giri di parole. Ignorando l’indignazione più o meno di maniera che trasuda dalle dichiarazioni di questi giorni “caldi” e la retorica dei comunicati stampa.
Ho riflettuto molto sul mancato ricorso al Tar contro le decisioni di Federcalcio e Lega di Serie B da parte della nuova società del Palermo. Ho letto con attenzione tutte le spiegazioni, molto tecniche e cavillose, che sono state date pubblicamente per spiegarne il perché, ma a parte il fatto che non le ho capite fino in fondo – forse perché non sono uomo di legge o forse perché sono diventato anziano e un po’ rimbambito – , francamente non mi hanno molto chiarito le idee. E allora ho definitivamente maturato una convinzione, che nella prima fase di questa triste storia era solo intuizione: ripartire dalla Serie C, al di là della retorica e delle prese di posizioni ufficiali alcune indiscutibilmente sincere, altre più o meno opportuniste, conviene a tutti, tranne che ovviamente ai tifosi del Palermo, tra i quali il sottoscritto, che dopo avere accarezzato il paradiso sportivo della promozione diretta in Serie A, si sono ritrovati nel giro di pochi giorno nell’inferno, nella migliore della ipotesi una insidiosa palude, della serie inferiore.
Certamente e innanzitutto conviene – anzi sarebbe convenuto, se fosse rimasto padrone del Palermo – a Maurizio Zamparini, che ha venduto la società e ha preso soldi e, beffardo paradosso, non è stato neanche deferito al tribunale del calcio nonostante la sequenza di imbrogli e impirugghi, pietosi spettacoli insieme con personaggi simili a fenomeni da baraccone, truffalderie penose anzi “farfanterie” dello “spregevole fiulano”, come lo hanno ribattezzato molti tifosi, che hanno portato alle conseguenze che vediamo oggi. Ricordo, solo per memoria storica, che proprio nel 2002, un paio di mesi dopo la scomparsa di Renzo Barbera, il facoltoso imprenditore Zamparini , molto addentro al mondo del pallone, divenne proprietario della società.
La “calata” del Palermo in Serie C non sembra per nulla sgradita e comunque non dispiace a Federcalcio, Lega di Serie B e altre società che, lo dico detestando il complottismo ma a fronte di varie prese di posizione chiarissime, non provano alcuna simpatia per il Palermo da anni, probabilmente perché non provavano alcuna simpatia per il vituperato e oggettivamente spesso più che sgradevole patron. Ripeto quanto ho scritto qualche giorno fa: provo infinito disgusto e grande indignazione per il plateale e ignobilmente antisportivo “tifo” contro il Palermo che ha caratterizzato pubblicamente l’ultima, dolorosa fase che ha preceduto la sentenza della giustizia sportiva e la imbarazzante pressione mediatica sugli organi federali da parte di tante altre società, che non si sono limitate ad aspettare in composto silenzio il verdetto della giustizia sportiva, ma si sono comportate da veri e propri “haters”, fetidi avvoltoi, a danno del club rosanero. Sarà molto difficile dimenticarlo per tifosi e appassionati rosanero.

