L'articolo L’estranea: le madri e il patto con il diavolo proviene da Il Vulcanico.
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L'articolo L’estranea: le madri e il patto con il diavolo proviene da Il Vulcanico.
]]>L'articolo Alla scoperta di Etna Social Hub: come raccontare l’Etna attraverso il talento tecnologico e l’uso corretto della “rete” proviene da Il Vulcanico.
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C’era Vincenzo Greco, il mio carissimo amico Vincenzino, Guida Vulcanologica di Etna Nord, figlio e nipote d’arte. Bravissimo e ricercatissimo, in tanti vorrebbero lui per guidarli alla conoscenza del vulcano Patrimonio mondiale dell’umanità, ma non può accontentarli tutti. Gli ho mandato per visitare l’Etna alcuni miei amici palermitani illustri personaggi, ne sono rimasti entusiasti. Lo cito per primo, tra i protagonisti di Etna Social Hub a Fornazzo di Milo, perché ho avuto il piacere di “lanciarlo” pubblicamente proprio qui, su questo blog, con un articolo che raccontava della più giovane Guida Vulcanologica d’Italia, etnea, era lui, Vincenzo. Che oggi è anche un eccellente comunicatore, impeccabile con i suoi post a indirizzare al meglio i visitatori.

C’era Klaus, Klaus Dorschfeldt, più noto come Kd Etna con la sua pagina social. Conobbi anche lui tanti anni fa, fui uno dei suoi scopritori. Di non molte parole, ma di tanta intelligenza profonda, Klaus è un vero talento, come del resto tutti gli altri ragazzi che hanno animato l’evento che vi sto raccontando: possiede una genialità e una sensibilità non comune, assoluta per me che sono di un’altra generazione, nel creare partendo da foto o frame video immagini di enorme suggestione, con il loro sfondo che definirei rosso Etna, capaci di raccontare storie e personaggi del vulcano di ieri e di oggi stimolando emozioni. I suoi miti sono due grandi maestri dell’Etna e due amici speciali come Salvo Caffo e Giovanni Tomarchio: li ha definiti i suoi “due padri”, io sono molto contento di essere stato considerato “uno zio”.

E c’era Grazia Musumeci, donna dolcissima come il suo nome di battaglia social “Mismisha”, che vuol dire in arabo albicocca. Anche lei conobbi più o meno al tempo di Klaus, quando ero addetto stampa del Parco. Donna combattente e combattiva, tanto, per le giuste cause, dotata di ottima scrittura, ha una mano molto talentuosa di brillantissima fumettista. Le sue vignette, con deliziosi disegni e battute incisive e ricche di ironia nel “balloon”, hanno come protagonista assoluta l’Etna, la nostra Muntagna, alle prese con interlocutori diversi a seconda dei temi di attualità legati non soltanto all’attività del vulcano. E’ proprio brava, Grazia, penso che i suoi disegni farebbero eccellente figura nelle ormai tante rassegna varie di comics.

E poi c’era lei, la carissima, formidabile, preziosissima Giovanna, per tutti Giovinsky Aetnensis. A mio avviso una vera e propria regina delle foto e dei video sull’Etna, autrice di piccoli capolavori che entrano nell’anima di chi ama il vulcano. Sempre pronta, sempre in campo, sempre sul pezzo quando il vulcano chiama. Con entusiasmo incredibile, sempre crescente, sempre rinnovato, al cospetto delle meraviglie di quella fenomenale macchina geologica che è l’Etna. I suoi lavori, in qualche caso e come si è visto nella sua rassegna personale a Fornazzo, possono essere considerati opere d’arte. Hanno un livello di perfezione, nel loro magnifico realismo, da surclassare i falsi clamorosi, le fake dell’Intelligenza Artificiale, che oggi impazzano sul web. Non ho mai fatto e mai farò a Giovanna, pardon Giovinsky, le classiche domande: dov’eri, come ha fatto, che tecnica hai usato, eccetera. Mi basta godere della bellezza semplice e spesso sublime delle sue foto e dei suoi video, che spesso hanno trovato posto in questo blog.

C’era anche Cristina Scalia, Pesce Rosso il suo nome social. Bravissima disegnatrice e illustratrice: mano aggraziata, elegante, nitida e precisa, le sue opere a tema principalmente Etna e natura in generale riescono a volte ad incantare. E alcune sono diventate splendide stampe. E’ una vera artista, Cristina. Molto brava con i più piccoli, direi che fa parte a pieno titolo di questo gruppo di figure giovani, ma già con esperienza e produzione consolidata, che ha reso i social un bel posto da vedere e seguire con attenzione dagli amanti del vulcano, distinguendosi nettamente dal marasma spesso disordinato e presuntuoso.

E c’era anche il mitico Rosario Catania, vecchio e caro amico, lo conobbi come geniale e preziosissimo collaboratore di tante iniziative del Parco. Lavora alla ST Microelectronics, è appassionato di astronomia e astrofisica con il Comitato Cepes e il Gruppo Astrofili Etnei con cui era presente all’evento, ma soprattutto ha messo in piedi con la profonda e formidabile conoscenza delle nuove tecnologie informatiche una serie di attività di monitoraggio dell’Etna “fiancheggiatrici” dell’INGV, a cominciare dal bellissimo ERO (Etna Radio Observatory). Ultima prodezza, realizzata insieme a un team di ricerca di prim’ordine e illustrata in un articolo su questo blog, una sperimentazione d’avanguardia pubblicata sulla rivista scientifica Remote Sensing: la prima applicazione terrestre di un radiometro a microonde passivo per il monitoraggio continuo delle aree crateriche di un vulcano.

Dulcis in fundo, c’erano ovviamente gli organizzatori: Antonio De Luca, una volta e ancora oggi per molti Tony Etna, soprattutto Passione Etna, la nota pagina social nella quale raccoglie le sue accurate riflessioni sul vulcano che amiamo e – è la sua forza, il talento per cui si è fatto molto conoscere nell’ambiente etneo – i suoi documentari, di eccellente qualità per immagini e testi, sulla natura e sulla geologia dell’Etna. Insieme alla vulcanica, mai come in questo caso e contesto è termine appropriato, compagna Elvira Di Stefano e a Graziano Lucio Massimino, si prodiga da due anni a questa parte per organizzare in maniera precisa, direi encomiabile, con fatica ed entusiasmo, con spirito di aggregazione e di servizio, Etna Social Hub, un progetto come ho potuto constatare con i miei occhi molto significativo, che mette insieme, come dice lo stesso nome, risorse valide, importanti, preziose per la conoscenza del vulcano Patrimonio dell’umanità con un uso molto corretto e brillante delle nuove tecnologie e del mondo social.
E’ stata davvero molto bella e interessante la mia visita all’Ecomuseo del Castagno di Fornazzo di Milo, che ospitava la seconda edizione dell’evento. Ho avuto il piacere di rincontrare e riabbracciare gli eccellenti talenti del mondo web innamorato dell’Etna, che conobbi giovanissimi e ripassare i loro geniali lavori. Il filo che li unisce, la parola magica che mette in connessione i ragazzi di cui ho scritto qui (da molti di voi certamente conosciutissimi), che li aggrega con la sua potente forza vitale, è passione: volutamente non l’ho usata descrivendo i singoli personaggi che hanno animato Etna Social Hub, avrei dovuto ripeterla per ciascuno di loro o peggio avrei gravemente sbagliato se l’avessi omessa per qualcuno. E invece ne parlo per tutti quanti: è il meraviglioso comune denominatore, l’amore infinito, struggente, per l’Etna, anche con le sue disagevoli colonne di cenere, che fanno parte del suo lavoro di vulcano.

Chiudo con due considerazioni importanti e con un augurio affettuoso. Prima considerazione: con rarissimo e grandissimo merito, spero di non sbagliare, Etna Social Hub non ha avuto padrini né potenti ammuttate, spinte, politiche. Solo qualche sponsor e basta. La politica famelica, a cominciare da quella locale, si nutre solo di ciò che porta consenso, voti. Più che mai in questa fase storica. Questo evento porta solo bellezza, passione, amore per la natura: e dunque, meglio così, non può interessare la politica e non può che essere snobbato dai tanti domineddio del territorio. Seconda considerazione: credo, invece, che i valori e i contenuti umani, artistici, anche culturali nel più alto senso educativo di Etna Social Hub, vale a dire l’uso più corretto dei social e delle loro potenzialità per raccontare in modo semplice ed efficace un bene naturale che è patrimonio del mondo intero, meritino attenzioni e sostegni importanti nelle prossime edizioni. Ed è proprio questo il mio carissimo augurio, di vecchio giornalista che da tanti anni l’Etna e il suo mondo lo racconta anche fuori d’Italia: un meritato percorso di crescita importante, di autentica valorizzazione, per Etna Social Hub e i suoi protagonisti.
Doverose e bellissime le mie foto ricordo, che illustrano anche nella gallery il mio racconto. Con il titolo: Giovinsky Aetnensis e le sue foto
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]]>L'articolo Non partecipo al “tiro all’Ulisse” proviene da Il Vulcanico.
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Mi unisco al commento positivo sul film di Gaetano Perricone e aggiungo qualche mia ulteriore, personale riflessione.
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]]>L'articolo Le visioni, i colori, il talento di Monarc proviene da Il Vulcanico.
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]]>L'articolo Muori, Amore mio. Quell’ossessione fatale proviene da Il Vulcanico.
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]]>L'articolo Una battaglia dopo l’altra, dei diritti contro il potere che prevarica proviene da Il Vulcanico.
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]]>L'articolo La fiamma eterna dell’Etna giovedì 24 luglio si accenderà a Manhattan proviene da Il Vulcanico.
]]>Il 24 luglio l’Etna arriva a Manhattan con un evento che unisce arte, scienza e territorio

Negli spazi della galleria d’arte contemporanea TOTAH, nel cuore di New York, il prossimo 24 luglio si terrà il finissage di “Etna Eternal Flame”, progetto internazionale promosso e curato dall’associazione culturale Basaltika, che per oltre un anno ha trasformato il vulcano attivo più alto d’Europa in un palcoscenico di arte “site-specific” e ricerca geologica.
Al centro dell’evento il contributo dell’Osservatorio Etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV – OE), con l’intervento del Direttore Stefano Branca, chiamato a raccontare come si sono evoluti nel tempo i metodi di rappresentazione delle eruzioni storiche dell’Etna a partire dal XVI secolo fino all’avvento della fotografia al pubblico newyorkese e a portare la voce della ricerca italiana oltreoceano:
“Il coinvolgimento dell’INGV”, spiega Branca, “ha dato profondità scientifica e autorevolezza al progetto. L’Etna non è solo uno spettacolo naturale, ma un laboratorio a cielo aperto di fenomeni geologici che meritano di essere compresi e valorizzati anche attraverso l’arte contemporanea”.
Il progetto Etna Eternal Flame, avviato tra il 2023 e il 2024 sull’Etna Sud a quota 1980 metri, ha visto la partecipazione di quattro artisti di fama internazionale: lo scultore newyorkese Aleksandar Duravcevic, l’artista tedesco Johannes Pfeiffer, la pittrice siciliana Samantha Torrisi e la fotografa Oriana Tabacco, presidente di Basaltika e docente di Storia dell’Arte.
Le opere, installate nel teatro lavico dell’eruzione del 2001, hanno dialogato con il paesaggio vulcanico per oltre un anno, diventando un raro esempio di arte contemporanea su un vulcano attivo.
L’evento newyorkese, curato da Ysabel Pinyol Blasi della Monira Foundation e sostenuto dalla Fondazione Orestiadi di Gibellina, rappresenta la conclusione simbolica di questo percorso.
Durante l’incontro verrà presentato anche un video documentativo dell’intero progetto, introdotto da Oriana Tabacco, che sottolinea: “Il nostro intento era portare il vulcano oltre i suoi confini geografici, renderlo simbolo di rinascita, trasformazione e bellezza. L’arte è stato il mezzo, la scienza il fondamento”.
L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sui canali social ufficiali di Basaltika, consolidando l’obiettivo di diffusione internazionale del progetto.
Etna Eternal Flame è stato realizzato con il patrocinio del Parco dell’Etna, dell’INGV – OE, del Comune di Nicolosi e dell’Associazione Italiana di Vulcanologia (AIV).
Info: www.basaltika.it
Link utili:
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)
Associazione Italiana di Vulcanologia (AIV)
Con il titolo: l’installazione “Prometheus 2023” di Johannes Pfeiffer (foto dal web)
L'articolo La fiamma eterna dell’Etna giovedì 24 luglio si accenderà a Manhattan proviene da Il Vulcanico.
]]>L'articolo “Sotto le foglie”, quand vient l’automne, nessuno dice mai tutta la verità proviene da Il Vulcanico.
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L'articolo “Sotto le foglie”, quand vient l’automne, nessuno dice mai tutta la verità proviene da Il Vulcanico.
]]>L'articolo Parthenope, che viene dal mare e prende a morsi la vita proviene da Il Vulcanico.
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L'articolo Parthenope, che viene dal mare e prende a morsi la vita proviene da Il Vulcanico.
]]>L'articolo Dalla Germania a Pedara per accostarsi al canto lirico con Lara e Michael, tedeschi dell’Etna. Von Deutschland nach Pedara, um sich dem Gesang zuzuwenden, mit Lara und Michael, Deutsche vom Ätna proviene da Il Vulcanico.
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Ho due passioni nella mia vita: il canto lirico e la terra dell’Etna. La prima è la mia professione e quella include non solo fare concerti, nonostante mi piaccia tantissimo esibirmi, ma anche insegnare il canto fa parte del mio amato lavoro. Vedere crescere gli allievi, accompagnare il loro sviluppo sia ai primi passi, sia da un punto avanzato, mi riempia il cuore.
Da dieci anni al campo concertistico posso congiungere le due passioni, sempre in estate, presentando, insieme col mio accompagnatore, il rinomato direttore d’orchestra Maestro Michael Hoyer, i nostri programmi nei Paesi Etnei. Ogni volta che racconto dai miei soggiorni qui e spedisco le foto di questa terra meravigliosa ai miei allievi, si stupiscono.

Finalmente, in questa primavera del 2024, posso offrire a loro la possibilità di apprendere di persona entrambe le mie passioni. Dal 21 al 28 marzo avrà luogo un corso di canto a Pedara e quattro ragazzi tedeschi verranno a partecipare. Iniziando con un bel concerto inaugurale, eseguito da noi stessi, presentando esempi del Lied tedesco di Franz Schubert, canzoni italiani di Ruggero Leoncavallo ed arie liriche di Verdi e Wagner, spenderemo insieme una settimana piena di allenamento al canto e di dolce vita siciliana. Ovviamente scenderemo a Catania per visitare il Teatro Bellini e la casa Bellini, senza dimenticare il Duomo, dove si trova la tomba del grande compositore catanese e l’elefante di fronte. Ma saliremo anche al Rifugio Sapienza per scalare i crateri Silvestri e godere il panorama unico. E son certo che tutti noi mangeremo benissimo e anche troppo! Alla fine, il giorno 28, avrà luogo un concerto finale, nel quale gli allievi avranno l’occasione di dimostrare tutto quello che avranno imparato.

Ma non solo i tedeschi parteciperanno a questo corso, che è anche aperto a tutti coloro che sono interessati di prendere un assaggio del canto lirico. Il corso di accostamento al canto lirico permette un percorso didattico base sui primi approcci. Organizzato dall’Assessorato arte e spettacolo del comune di Pedara daremo a tutti la possibilità di iscriversi e scoprire la propria voce. Così potremo anche mettere i ragazzi tedeschi in contatto con i pedaresi e dare un contributo all’intesa fra i popoli della Westfalia e della Sicilia. Sono molto grata di avere questa possibilità di congiungere entrambe le mie passioni.
A SEGUIRE LA TRADUZIONE IN TEDESCO
Ich hege zwei große Leidenschaften: den Gesang und das Land um den Ätna. Die erste habe ich zu meinem Beruf gemacht, und dieser umfasst nicht allein den Auftritt bei Konzerten – wenngleich ich zugeben muss, dass es mir außerordentlich zusagt, mich dem Publikum zu präsentieren – sondern auch Gesang zu unterrichten. Die Schüler an ihren Aufgaben wachsen zu sehen und sie bei ihren ersten Schritten oder in ihrer weiteren Entwicklung zu begleiten, erfüllt mich mit Freude.

Seit nunmehr zehn Jahren kann ich, was den Bereich der Konzerte angeht, meine beiden Leidenschaften miteinander verbinden, indem ich, zusammen mit meinem Begleiter, dem Kapellmeister Michael Hoyer, unsere Programme in den Paesi Etnei vorstelle. Jedesmal, wenn ich meinen Schülern von meinen Aufenthalten hier berichte und ihnen Fotos von diesem wunderbaren Stück Erde sende, sind sie davon fasziniert. In diesem Frühjahr nun kann ich ihnen endlich eine Gelegenheit bieten, meine beiden Leidenschaften selbst mitzuerleben.
Vom 21. bis zum 28. März veranstalten wir einen Gesangskurs in Pedara, und vier meiner Schüler reisen an, um daran teilzunehmen. Eröffnet wird er mit einem Konzert, in dem Michael Hoyer und ich Lieder von Franz Schubert, italienische Canzonen von Ruggero Leoncavallo sowie Opernarien von Verdi und Wagner vortragen. Anschließend folgt eine Woche voller Gesangsübungen und Literaturstudien, aber auch mit dolce vita alla siciliana. Natürlich fahren wir nach Catania, um das Opernhaus und das Geburtshaus Bellinis zu besichtigen, aber gleichfalls auch den Dom mit dem Grab des berühmten cataneser Komponisten und die Säule mit dem Elefanten gegenüber. Aber wir fahren auch zum Rifugio Sapienza, um die Crateri Silvestri zu ersteigen und von dort das einzigartige Panorama zu genießen. Und ich bin sicher, wir werden alle ausgezeichnet und viel zu viel essen.
Am 28. März findet dann ein Abschlusskonzert statt, in welchem die Schüler zeigen können, was sie gelernt haben. Doch nicht nur deutsche Schüler werden an diesem Kurs teilnehmen, vielmehr steht er allen offen, die Interesse daran haben, sich im Operngesang zu erproben. Der Kurs zur Annäherung an den Operngesang bietet einen didaktischen Erstzugang zu dieser Materie. Organisiert wird er vom Assessorat für Kunst und Kulturveranstaltungen der Stadt Pedara und bietet jedem die Möglichkeit, sich einzuschreiben, um die eigene Stimme zu entdecken. Auf diese Weise werden auch unsere deutschen Schüler in Austausch mit den Pedaresi treten und, sodass wir einen Beitrag zur „Völkerverständigung“ zwischen Sizilianern und Westfalen leisten können. Für die Möglichkeit, meine beiden Leidenschaften verbinden zu können, bin ich überaus dankbar.
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