COSTANZA E SCALFARO
Nella celebre foto (tratta dal libro) di Franco Lannino, Peppino Costanza in ospedale dopo l’attentato di Capaci riceve la visita del capo dello stato Oscar Luigi Scalfaro

di Gaetano Perricone

Da vecchio giornalista con l’anima del cronista, mi piacciono molto, in genere li preferisco, i libri che riescono a raccontare adeguatamente le storie, da quelle semplici a quelle importanti, che nessuno ha mai raccontato o lo ha fatto solo parzialmente. Soprattutto se sono storie che hanno lasciato una traccia indelebile per tutti, non solo per chi ne è protagonista.

STATO DI ABBANDONO

Ecco perché mi è piaciuto moltissimo, l’ho letteralmente “bevuto” nel giro di ventiquattr’ore, il  libro “Stato di abbandono. Il racconto di Giuseppe Costanza: uomo di fiducia di Giovanni Falcone” (Minerva edizioni), opera prima del 42enne scrittore di Forlì Riccardo Tessarini, che raccoglie e mette insieme in un racconto di grandissimo interesse  la intensa, dolorosa, appassionata, arrabbiata testimonianza  di  uno dei quattro sopravvissuti dell'”attentatuni” di Capaci del 23 maggio 1992, autista e appunto uomo di fiducia di Falcone negli ultimi otto anni della sua vita.

“Auspico che il lettore possa finalmente riconoscere e riabilitare il profilo professionale e sociale di Giuseppe Costanza per quello che credo sia stato: un fedele servitore dello Stato, un cittadino attivo e un uomo a cui il nostro Paese deve ancora molto”. Scrive così, Tessarini, a conclusione del suo lavoro. Senza anticipare nulla, senza entrare nel cuore e nel merito dei contenuti del libro, tutto da leggere senza fermarsi un attimo, debbo dire l’autore c’è perfettamente riuscito.

Ho trovato questo libro non solo prezioso, non solo fonte di arricchimento, ma addirittura fondamentale per conoscere e comprendere fino in fondo un terribile pezzo di storia della nostra terra e della nostra vita, ma anche alcune dinamiche burocratiche surreali, quasi  del tutto sconosciute, che condizionano la nostra quotidianità in questo strano Paese. Bravo, anzi bravissimo, Riccardo Tessarini, per essere riuscito, da forlivese, a scrivere (molto bene) e raccontare con grande chiarezza e profondità le cose che noi siciliani non abbiamo scritto e per avere restituito a un uomo coraggioso come Peppino Costanzacolpito da un dramma personale inenarrabile-  la dignità di grande persona e grande servitore dello Stato, anche se tardivamente e forse mai completamente è stato riconosciuto come tale.

PEPPINO NON GUARDA

Considero davvero un onore speciale avere conosciuto e abbracciato un “testimone della storia” come Peppino Costanza in occasione della emozionante e avvincente presentazione, davanti a un pubblico attentissimo, di “Stato di abbandono” nella libreria “Vicolo Stretto“,  costante scenario di iniziative culturali di prim’ordine nel cuore di Catania.  E’ stata una serata davvero speciale e un incontro che ha riscaldato il cuore di noi presenti con un testimone di una delle più grandi tragedie del nostro tempo, che nell’indelebile ricordo di Giovanni Falcone sta portando nelle scuole un fondamentale messaggio di legalità, contro tutte le mafie. Gli ho chiesto come sta, mi ha risposto: “ora un po’ meglio, in ogni caso vivo“, ma il suo sguardo malinconico e rivolto altrove mentre scorrevano in un video le immagini dell’attentato di Capaci mi ha fatto capire come stanno le cose dentro di lui.

Mi hanno incolpato per non essere stato alla guida al momento dell’attentato al posto del dottore Falcone. Magari fossi stato al suo posto, se fosse rimasto vivo lui oggi l’Italia sarebbe migliore“, sono state forse le parole più significative pronunciate  da Giuseppe Costanza , uomo pieno di coraggio e di determinazione, l’ultima persona ad avere parlato con il giudice Falcone vivo, che nel libro racconta in prima persona, affiancato da Riccardo Tessarini, gli inediti retroscena dei suoi otto anni accanto al magistrato e denuncia con grande amarezza e legittima rabbia, ma con dettagliatissima e documentata precisione, l’ostracismo burocratico dopo la strage di Capaci nei suoi riguardi di istituzioni e perfino di personaggi vicinissimi al magistrato assassinato. “Falcone diceva sempre che la mafia non è tanto la gente che ti spara, ma soprattutto quella che ti emargina, quella che ti lascia da solo“, ha aggiunto Costanza, costretto a dover convivere con un trauma terribile e con la “sindrome del sopravvissuto” senza avere riconosciuti per tanti anni il suo ruolo e il suo impegno per la legalità. Fino a quando, a partire dal 2014 e grazie ad alcune Istituzioni e alle persone che le rappresentano (Nadia Monti, assessore alla legalità del Comune di Bologna e Giovanna Boda, dirigente del Ministero dell’Istruzione), è stato coinvolto da protagonista in tante iniziative sulla legalità e in varie parti d’Italia, al punto da fargli dire nel libro “… posso solo dire di essere rinato da quando ho messo piede fuori dalla Sicilia. Ammetterlo mi fa male, perché è una terra che amo, ma purtroppo è così. In meno di un anno ho conosciuto più uomini e donne, soprattutto giovani, in giro per l’Italia, che non in tanti anni precedenti qui da noi. Gente che ci crede, che si batte per una società migliore a partire dal proprio territorio e dal rispetto delle regole”.

PEPPINO E RICCARDO
Peppino Costanza e Riccardo Tessarini

Mi piace concludere la mia riflessione su questo gran bel libro, dedicata a Peppino Costanza e ai sopravvissuti delle stragi di mafia, con queste significative parole, tratte dalla bellissima prefazione al libro di Ignazio De Francisci, valoroso magistrato antimafia vicinissimo a Falcone: “Che dire di queste pagine ? Sono aspre, a volte probabilmente troppo, e sono tristi, perché raccontano una Italia che non riesce a stare vicina ai suoi figli migliori. Raccontano di uno Stato che molti di noi, e tra questi Costanza, hanno servito con onore, ma che a volte risponde non come padre, ma come il più crudele dei patrigni”.

La presentazione del libro a Carania: da sinistra Giuseppe Costanza, Riccardo Tessarini e i giornalisti Katya Maugeri. che ha condotto brillantemente l'incontro e Francesco Santocono
La presentazione del libro a Carania: da sinistra Giuseppe Costanza, Riccardo Tessarini e i giornalisti Katya Maugeri. che ha condotto brillantemente l’incontro e Francesco Santocono

“Stato di abbandono. Il racconto di Giuseppe Costanza: uomo di fiducia di Giovanni Falcone“, un libro certamente di grande importanza per i ragazzi, ma da non perdere anche per gli adulti. Leggetelo.

Con il titolo, la mia foto-ricordo con Giuseppe Costanza alla libreria Vicolo Stretto di Catania

Gaetano Perricone

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