di Santo Scalia

Santo2019

Era il 1972 ed io, con un paio di amici, avevamo contattato la Sezione del Club Alpino di Linguaglossa che aveva organizzato per quell’estate delle escursioni in montagna. Ci eravamo dati appuntamento ai piedi di Monte Baracca, lì dove finiva la strada Mareneve.

I due tronconi della strada Mareneve e Monte Baracca ( Da Cartina I.G.M. del 1969) 2
I due tronconi della prima strada Mareneve e Monte Baracca ( Da Cartina I.G.M. del 1969)

Sì, allora la Mareneve andava da Linguaglossa al Bosco Ragabo, dove tramite un bivio si poteva raggiungere il Piano Provenzana e la Capanna Puchoz, e si arrestava poi in prossimità di Monte Baracca. L’altro troncone della Mareneve, quello che partiva invece da Fornazzo, raggiungeva a 1741 metri il Rifugio Citelli; i due rami della provinciale però erano ancora separati, non era stato realizzato il collegamento che oggi ci permette di partire da Fornazzo, raggiungere il Citelli e quindi scendere fino a Linguaglossa, o di fare il contrario.

Come da nostra abitudine eravamo arrivati sul posto con una decina di minuti di anticipo e aspettavamo, nel silenzio rotto solo dal fruscio degli alberi, mossi dal vento, l’arrivo della nostra guida, il Presidente della locale Sezione del Club Alpino Italiano in persona.

Ad un tratto cominciò a sentirsi un ronzio lontano, come fosse una grossa ape o un calabrone. Poi il ronzio divenne ancora più intenso, e… con nostra grande sorpresa in fondo al rettilineo apparve la figura di un uomo minuto, in sella ad un ciclomotore!

Il Cavaliere Carmelo Greco
Il Cavaliere Carmelo Greco

Parcheggiò e si presentò: era lui, il Presidente, Carmelo Greco.

Fu un’escursione bellissima: dalla base di Monte Baracca su, verso i crateri del 1928 e poi a Rocca della Valle, a 2400 metri; quindi giù, verso la conca posta sulla sommità del Monte Frumento delle Concazze e poi, quasi “surfando” sui nostri stessi piedi, ancora giù sulle sabbie del grande cono fino al punto di partenza.

Facemmo fatica a stargli dietro!

Visto dagli occhi di noi, ventenni, quel distinto signore con la camicia a scacchi, la coppola in testa ed un vecchio zaino sulle spalle, era un anziano, seppure arzillo montanaro (avremmo poi appreso che aveva sessant’anni). Armato di cinepresa ci precedeva indicandoci cosa e dove guardare, a nord fino alle Isole Eolie, e poi fino alla visione sempre sorprendente della Valle del Bove, della Valle del Leone e delle colate da lì scaturite appena un anno prima, nel corso della terza fase della famosa eruzione del ’71, a quota 2300 m.

Incontrai di nuovo il Cavaliere Greco, casualmente, qualche mese dopo a Catania. Sempre distinto, sorridente e cortese, insistette per offrire un caffè. Lo raccontai in seguito a mio padre e con grande sorpresa seppi che non solo lui, linguaglossese, lo conosceva, ma anche che, da ragazzo, era stato suo compagno di svaghi.

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Alcuni biglietti inviati dal Cavaliere Greco, tra i miei ricordi più cari e preziosi

Lo andammo a trovare, insieme, molte volte a Linguaglossa. Era una certezza trovarlo FOTO 5 GRECOnella sede del Club, allora nei locali del Palazzo di Città, in Piazza Municipio. Ed ogni volta voleva che io accettassi qualcosa, una cartolina, una cartina topografica, una spilla del CAI o della Federazione Sci Alpino: tutti oggetti che custodisco ancora gelosamente.

Lo andai a trovare anche quando cominciai ad interessarmi alla triste storia di Angelino Samperi (vedi IlVulcanico del 2 agosto 2018), perito nel 1929 in prossimità del Cratere di Nord-Est: mi raccontò tutto ciò che ricordava del tragico evento, avvenuto quando lui era un giovane diciassettenne. Mi mostrò anche una fotografia, appesa ad una delle pareti della Sede, sul retro della quale lui aveva appuntato, di proprio pugno, notizie sull’avvenimento.

L’ultima volta che ho visto il Cavaliere non fu nei locali del C.A.I., ma a casa sua. Purtroppo problemi alla vista cominciavano già a tormentarlo. Carmelo Greco era nato il 7 luglio 1912. Nel 1945 fondò ufficialmente il C.A.I. linguaglossese, fu reggente della locale Sottosezione e nel marzo 1957 il Consiglio Centrale del C.A.I. deliberò che la Sottosezione di Linguaglossa si costituisse in Sezione, designando presidente proprio Carmelo Greco.

Nominato Cavaliere dello Sport, fu “il presidente” del Club Alpino Italiano di Linguaglossa fino all’età di 92 anni; poi ne fu presidente onorario fino alla scomparsa, avvenuta il 17 dicembre del 2005.

Il sistema delle bocche a bottoniera dell’eruzione dell’Etna  2002, con deliberazione della Giunta Municipale N.37 del 03/05/2007, è stato intitolato alla memoria del Cavaliere Carmelo Greco.

Vincenzo Greco, il nonno

A Linguaglossa il cognome Greco evoca però anche altri personaggi: Vincenzo, nota Guida dell’Etna, oltre che cugino del Cavaliere, fu una delle prime guide alpine sul vulcano e uno dei primi maestri di sci di fondo; per 40 anni esercitò la sua professione sul vulcano.

Vincenzo Greco il nipote
Vincenzo Greco, il nipote

Quasi diciotto anni dopo la sua morte ancora un Vincenzo Greco dà lustro alla cittadina etnea: infatti il giovanissimo nipote della nota Guida, Vincenzo per l’appunto, diviene la più giovane Guida Vulcanologica d’Italia (vedi ilVulcanico). Del nonno porta non solo il nome, ma anche la infinita passione per l’Etna.

Con il titolo: il Cavaliere Carmelo Greco a Rocca della Valle. Nella Fotogallery vengono riportate alcune immagini del Cavaliere tratte dall’Archivio Greco (grazie alla collaborazione di Antonio Cavallaro, amico e storico di Linguaglossa), dalla collezione di un altro amico di Linguaglossa, Salvatore Lo Giudice, e dalla mia personale collezione.