di Santo Scalia

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Tifone (Τυϕῶν) – o Tifeo (Τυϕωεύς) – da sempre è la mitica personificazione dei terremoti e delle eruzioni vulcaniche, così come anche il gigante Encelado. Secondo il drammaturgo greco Eschilo, Tifone è sepolto sotto l’Etna, dove fu relegato, colpito dal fulmine di Zeus e sprofondato sotto la vetta del vulcano; ciò è la causa dei movimenti tellurici e delle eruzioni.

Lasciando ciò che ci tramanda la mitologia e passando alla letteratura, troviamo citazioni e descrizioni dell’Etna già in periodo greco.

Pindaro (Πίνδαρος), poeta greco antico, visse tra il 518 a.C. (alcuni dicono il 522) ed il 438 a.C. Scrisse la prima Pitica nel 498, quando aveva solo una ventina d’anni circa, e in essa rievoca il mito di Tifone, che come già detto fu sprofondato sotto la vetta dell’Etna, dalla quale faceva uscire fiumi di fuoco ardente e colonne minacciose di fumo. Con bellissimi versi, nella sua celeberrima ode, Pindaro parlò della montagna:

«[…] lo grava [Tifone n.d.t.] una colonna celeste, la nevosa Etna, che per tutto l’anno alimenta la gelida neve; dal suo interno si riversano sorgenti purissime di fuoco inaccessibile, fiumi che scorrono spandono compatti fumi infuocati; nell’oscurità la rossa fiamma rotola le rocce con fragore fino alla profonda pianura del mare. È lui [Tifone n.d.t.] che fa risalire le terribili sorgenti di Efesto, portento impressionante a vedersi, meraviglioso anche nel racconto di chi vi ha assistito, come giaccia tra le vette dell’Etna dai neri fogliami e la terra; e il giaciglio gli lacera e logora tutto il dorso costretto». [traduzione I. e S. Scalia]

Sono state realizzate numerosissime traduzioni dal greco dei versi di Pindaro; oltre a quella già esposta (realizzata cercando di dar conto del contenuto letterale del testo, anche a scapito della resa artistica) voglio proporne una seconda, a mio parere più poetica:

L’Etna e la Sicilia nel Mundus subterraneus di Athanasius Kircher (1678)
L’Etna e la Sicilia nel Mundus subterraneus di Athanasius Kircher (1678)

«L’Etna nevoso, colonna del cielo                                       

d’acuto gelo perenne nutrice;

mugghiano dai suoi recessi

fonti purissime d’orrido fuoco,

fiumi nel giorno riservano

corrente fulva di fumo

e nella notte ròtola

rocce portando alla discesa

profonda del mare, con fragore.» (da https://etnatao.com/it/aforismi/)

 Strabone (Στράβων) fu storico e geografo greco, vissuto tra il 63 a.C. ed il 23 d.C. Nella sua opera Geografia (Γεωγραϕικά o ῾Υπομνήματα τῆς γεωγραϕίας), in 17 libri, descrive le regioni conosciute del mondo intero. In particolare nei libri V e VI descrive l’Italia, e parlando dell’Isola di Sicilia fa cenno all’Etna e ad alcune sue caratteristiche:

L’Etna e la Sicilia nella Cosmographiae Universalis di Sebastian Münster (1550)
L’Etna e la Sicilia nella Cosmographiae Universalis di Sebastian Münster (1550)

«L’Etna è situato un po’ all’interno, quasi sopra a Catania, e questa città è in effetti quella che risente di più dell’attività dei crateri. Infatti le colate di lava scendono giù fino al territorio di Catania e passano assai vicino alla città. […] Secondo Posidonio, quando il vulcano è in azione, i campi dei Catanesi sono coperti da uno spessore consistente di lava. […] Quando infatti la massa di roccia si liquefà nei crateri e poi ne esce fuori, il liquido che viene su straripando dalla cima è un fango nero, che scorre giù per il monte, poi, diventato solido, diventa pietra da macina […]». (Traduzione di Anna Maria Biraschi, 1988).

1520 Ptolémée (Collezione La Gumina)
1520, Ptolémée (Collezione La Gumina)

Lo storico arabo al-Bait al-Muqaddas, meglio conosciuto come al-Muqaddasî (nato a Gerusalemme nel 945) così descrive il nostro Monte: «La Siqillîah [la Sicilia n.d.a.] è isola vasta e bella. […] È in Sicilia un monte, dal quale sgorga un fuoco per quattro mesi alla volta ogni dieci anni e tutto il resto del tempo ne vien fuori del fumo. Fuorché il cratere, tutto il monte è ammassato di neve.» (traduzione di Michele Amari).

 

La Tabula Rogeriana di Edrisi: particolare dell’area mediterranea (da Konrad Miller). Nell’originale il nord è in basso.
La Tabula Rogeriana di Edrisi: particolare dell’area mediterranea (da Konrad Miller). Nell’originale il nord è in basso.

Abû ‘Abd Allâh Muhammad ibn ‘Abd Allah ibn Idrîs al-Ṣabti (per noi semplicemente Edrisi, o Idrisi), fu un geografo e viaggiatore arabo, giunto in Sicilia nell’anno 1139. Qui si trattenne per circa venti anni, e nella sua monumentale opera descrittiva del mondo allora conosciuto, raffigurato anche in una celebre carta geografica (nota come la Tabula Rogeriana), accennò al nostro vulcano.

Particolare della Sicilia nella Tabula Rogeriana di Edrisi (da B.N.F.) – Il nord è in basso
Particolare della Sicilia nella Tabula Rogeriana di Edrisi (da B.N.F.). Il nord è in basso

Il testo, dal titolo La delizia di chi desidera attraversare la terra, noto come il Libro di Ruggero (Kitab Rugar), fu tradotto da Michele Amari, nella sua Biblioteca arabo-sicula; in esso troviamo le seguenti parole:

«[…] Aci è terra marittima di antica civiltà. […] A ponente di questo paese si erge il monte chiamato Gabal ‘an nâr (il “monte del fuoco”, Mongibello)».

Ibn Jubayr (Abû l-Ḥusayn Muḥammad ibn Aḥmad al-Kinânî) fu un viaggiatore e letterato musulmano, originario della regione spagnola dell’Andalusia (Valenza 1145 – Alessandria 1217). Sbarcato a Messina nel 1184 nel corso di uno dei suoi viaggi in pellegrinaggio alla Mecca, ebbe modo di ammirare e descrivere l’Etna: «[…] La mattina del dì primo di questo mese [ramadan n.d.a.] vedemmo di faccia a noi il Monte del fuoco ossia il celebre vulcano di Sicilia»; e qualche pagina dopo aggiunge: «Quest’isola è lunga sette giornate di cammino e larga cinque. In essa si trova il Monte del vulcano di cui si è già parlato, che per la sua altezza straordinaria è ammantato di nubi e porta un turbante di neve, inverno ed estate continuamente» (dal resoconto di viaggio Riḥla, cioè “Viaggio”, traduzione di Celestino Schiaparelli).

~1693 – particolare dalla carta di David Funke (Collezione La Gumina)
1693, particolare dalla carta di David Funke (Collezione La Gumina)

Ho voluto corredare questa rassegna di brani tratti dalle opere di poeti, storici e geografi dell’antica Grecia e del mondo arabo con delle riproduzioni di particolari delle carte geografiche che abbracciano l’arco temporale che va dal XV secolo al XIX. Tra di esse non si può trascurare la pregevole raffigurazione della Sicilia che si può ammirare nella famosissima Galleria delle carte geografiche dei palazzi Vaticani, oggi inclusa nella visita dei Musei Vaticani.

Il Monte Etna, particolare da foto di G. Perricone
Il Monte Etna, particolare da foto di G. Perricone

La Galleria, realizzata tra il 1580 e il 1585, contiene quaranta carte geografiche affrescate sulle pareti, che raffigurano le regioni italiane e i possedimenti della Chiesa all’epoca di papa Gregorio XIII (1572-1585). Lungo la parete occidentale del corridoio (che misura ben 120 metri) si trovano rappresentate le regioni bagnate dai mari Ligure e Tirreno, con le isole maggiori; nella carta della Sicilia (anch’essa con il nord geografico in basso, come nella carta di Edrisi), si possono apprezzare il Monte Etna e le altre due montagne di fuoco siciliane, Vulcano e Stromboli.

L’Etna, Vulcano e Stromboli, particolare da foto di S. Scalia
L’Etna, Vulcano e Stromboli, particolare da foto di S. Scalia

Nelle due immagini a destra e sinistra, particolari dalla Carta geografica dell’Isola di Sicilia, dalla Galleria delle Carte Geografiche dei Musei Vaticani

Ove non indicato diversamente, le rappresentazioni cartografiche della Sicilia – ed in particolare dell’area etnea – incluse nella fotogallery, sono tratte dalla Mostra carte geografiche antiche della Sicilia della Collezione La Gumina (esposizione permanentemente presso il complesso Le Ciminiere di Catania). In queste carte geografiche il vulcano viene indicato in vari modi: Ætna Mons, Mont Ethna, M. Etna, Monte Gibello, Mongibello.

Ma per noi è, e sarà sempre, a Muntagna!

Con il titolo: l’Etna nella carta della Sicilia di Joannis a Montecaliero (1649), Collezione La Gumina