di Santo Scalia

SANTO AGHIOSHo provato – con l’ausilio di cartoline, fotografie, racconti e testimonianze – a riassumere la storia e l’evoluzione dell’edificio noto col nome di Casa Cantoniera (o più semplicemente Cantoniera), prima, e del Caffè Cantoniera, poi Ristorante Cantoniera ed infine ristorante La Cantoniera. Sicuramente restano delle lacune nelle informazioni che sono riuscito a reperire, ma resta pure il ricordo di ciò che con l’eruzione del 1983 è sparito per sempre. Correzioni, suggerimenti e nuove informazioni saranno di sicuro gradite.

Chi oggi percorre la strada provinciale 92 (da Nicolosi all’Etna, all’area ora denominata Nicolosi Nord) troverà le indicazioni relative al ristorante La Cantoniera. Tale nome, però, ha una storia che va oltre la mera attività della ristorazione, che investe la vulcanologia e l’escursionismo di tempi ormai lontani.

La Cantoniera dell’Etna, universalmente nota come la Casa Cantoniera, è stata uno dei punti di riferimento nel versante sud dell’Etna. Nel 1891 il Professor Annibale Riccò inviò al C.A.I. (Club Alpino Italiano) del quale era anche socio, un progetto per la realizzazione di un locale da utilizzarsi come tappa intermedia nella salita all’Osservatorio che si trovava quasi a quota 3000 metri. L’idea originaria era stata del Prof. Pietro Tacchini, astronomo dell’Osservatorio; l’area individuata, a quota 1880 m., di proprietà del madrileno Conte di Belchite, erede del nobile spagnolo Conte Sobradiel, fu concessa al Club per la realizzazione di una cantoniera meteorico-alpina.

Nel 1894, il 28 giugno, il Consiglio Direttivo del Club Alpino Italiano conferì l’incarico per la realizzazione della Casa Meteorico Alpina; la struttura, che poi sarà denominata semplicemente Casa Cantoniera, fu realizzata con i fondi messi a disposizione dalla sezione catanese del C.A.I. e con un sussidio del Ministero della Pubblica Istruzione (cfr. L’Osservatorio Etneo in rapporto al servizio meteorologico, pagine 25-33, di Annibale Riccò, in Atti dell’Accademia dei Lincei, Anno CCCIV, vol. XVI del 1907).

La Cantoniera ospitò quindi l’Osservatorio meteorologico, che condivideva con il Club Alpino l’uso dei servizi comuni. A ricordo della generosità del Conte di Belchite, nel 1897, il CAI appose una targa:

“LA SEZIONE CATANESE DEL C.A.I. EDIFICANDO QUESTA CASA NEL 1894 GRATA AL CONTE DI BELCHITE CHE GENEROSAMENTE IL TERRENO DONAVA IN RICORDO POSE NEL 1898″

La struttura, molto semplice, aveva la facciata rivolta a sud: un’unica porta, due finestre a piano terra e una finestra sopraelevata (come si può vedere nella foto con il titolo).

Successivamente, ad ovest della casetta, viene costruita un’altra struttura affiancata alla precedete: un’altra porta si apre sulla facciata, ed una nuova finestra. Le due costruzioni sono sormontate da tetti a capanna.

Foto del Prof. Gaetano Ponte (1920) GUSSONEA

Nella foto accanto, del Professor Gaetano Ponte, datata 1920, possiamo vedere la Cantoniera e l’attigua casa del giardino alpino “Gussonea”, oltre alla targa apposta nel 1897.

Foto del Prof. Gaetano Ponte (1920), prima dell’incendioSempre grazie alla passione per la fotografia del Professor Gaetano Ponte, e alla nota da lui apposta a margine dell’immagine, possiamo osservare il recinto riservato al giardino alpino Gussonea e l’insieme di strutture, arricchite, alle spalle, da un locale più piccolo.

Il 17 luglio 1922, con un breve telegramma, l’allora Capo delle Guide Cristoforo Montesanto comunicava alla Sezione l’incendio della Casa Cantoniera; nel maggio del 1924 – in una riunione del Consiglio Direttivo – il prof. Ponte suggeriva di utilizzare come rifugio la casetta dell’Orto Botanico, salvatasi dall’incendio.

FOTO PONTE RISTRUTTURAZIONEBisognerà aspettare il 1931 per poter procedere a dei lavori di ristrutturazione degli edifici: vengono eliminati i due tetti spioventi e unificate le due costruzioni (foto Ponte).La nuova struttura mantiene, nella facciata sud, le due porte e le tre finestre a piano terra, oltra a tre nuove finestre al primo piano.

Due anni dopo i lavori sono completati; grazie alla Rivista di storia e fotografia n.17 del 1993 dell’AFT (Archivio Fotografico Toscano) abbiamo delle immagini ed una descrizione dell’interno della Cantoniera:

Interno della Casa Cantoniera, dopo il restauro (A.F.T.) 1

INTERNO 2«Solamente nel 1933 grazie all’emanazione del Regio Decreto n.1179 fu apportata e resa esecutiva la convenzione per il mantenimento dell’Istituto di Vulcanologia nell’Università di Catania. L’istituto, all’epoca, costituiva la prima e unica struttura universitaria europea che avesse come finalità istituzionale lo studio dei vulcani. Gaetano Ponte assunse la direzione dell’Istituto, che oltre ad essere dotato di un museo e di una stazione sismica, comprendeva l’Osservatorio etneo e la Casa Cantoniera, localizzata a 1880 m, i quali dovevano diventare, secondo il progetto di Ponte, delle stazioni vulcanologiche di alta quota dove posizionare la strumentazione scientifica».

Nel 1934, il 12 gennaio, la custodia della Casa Cantoniera venne affidata alla Guida Vincenzino Barbagallo (a lui sono stati dedicati i due crateri nati nel corso dell’eruzione del 2002-2003, nel Piano del Lago).

Sempre nel 1934, il 21 ottobre, in occasione dell’inaugurazione della cosiddetta Autostrada dell’Etna (vedi il Vulcanico del 1 aprile 2018), Sua Maestà il Re Vittorio Emanuele III inaugurò solennemente la Casa Cantoniera, e a memoria dell’avvenimento venne posta una targa con la seguente dicitura:

CANTONIERA NUOVA INAUGURATA

Il 21 ottobre 1934 XII dell’Era Fascista Celebrandosi il V centenario dell’Università di Catania S.M. il Re Vittorio Emanuele III Solennemente inaugurava questi nuovi locali Costruiti dopo l’incendio del 1922 più ampii e più belli Dal benemerito Banco di Sicilia Il quale nel giorno stesso della inaugurazione Li restituiva alla R. Università perché  Dopo aver costituito in questi ultimi anni Elemento di propulsione turistica e sportiva Potessero diventare proficuo ed importante Istituto scientifico”

Milizie fasciste il giorno della visita di Mussolini.
Milizie fasciste il giorno della visita di Mussolini.

Nel 1936 la Sezione del C.A.I. rinunciò ad ogni diritto sulla Cantoniera, previo un indennizzo di 23.560,50 Lire; l’11 agosto 1937, dopo la visita di Benito Mussolini, vennero stanziate 200.000 Lire per ulteriori lavori di sistemazione.

Stazione etnea dell'Istituto vulcanologico – Ex Cantoniera – m. 1881 (Cartolina postale – collezione personale)
Stazione etnea dell’Istituto vulcanologico – Ex Cantoniera – m. 1881 (Cartolina postale – collezione personale)

Per molto tempo la Cantoniera fu la sola struttura dell’alto versante sud dell’Etna. La Casa del Bosco si trovava a quota notevolmente più bassa, il Rifugio Sapienza sarà inaugurato nel 1947 e la Funivia sorgerà alla fine degli anni ’50.

CANTONIERA E MONTAGNOLACon l’ausilio e la facilitazione data dalla nuova strada provinciale cominciò a delinearsi la vocazione turistica dell’area posta a quota 1900. Così, intorno al 1950, alla fine della Autostrada dell’Etna (1886 m.) sul lato a monte, nasce il Caffè Cantoniera. Nell’immagine accanto, tratta dalla mia collezione, si possono notare sia la Cantoniera (a destra), sia il Caffè Cantoniera, in prospettiva sotto la Montagnola.

Col tempo la Cantoniera perderà la sua funzione di luogo di ricerca meteorologica e vulcanologica e verrà pian piano trascurato. Servirà da postazione di primo soccorso medico nei fine settimana affollatissimi da turisti e sciatori.

1 La prima struttura del Caffè Cantoniera

2 Prima struttura Caffè CantonieraLe cartoline postali sono state un valido aiuto per ricostruire le vicende degli edifici denominati “Cantoniera”: possiamo così seguirne l’evoluzione da piccolo “caffè” a “ristorante”.

Il Caffè Cantoniera si allunga

Il monolocale iniziale man mano si allunga, per ospitare i sempre più numerosi ospiti che con le proprie vetture si recano nei campi di sci.

Il Ristorante Cantoniera (da www.ristorantelacantonieraetna.com)
Il Ristorante Cantoniera (da www.ristorantelacantonieraetna.com)

Intorno alla fine degli anni Sessanta il caffè si amplia ancora, aggiunge altre sale e diviene ristorante Cantoniera.

 

Le immagini che seguono, tratte da cartoline postali a colori della mia collezione, ce ne mostrano gli interni e gli arredi.

INTERNO CANTONIERA NUOVA 2 jpgINTERNO CANTONIERA NUOVA 1

 

 

 

28 marzo 1983 – la distruzione

La mattina del 28 marzo 1983 una frattura eruttiva interessò il versante meridionale dell’Etna ed una colata di lava si manifestò subito pericolosa per le strutture turistiche dell’area del Sapienza.

Prima pagina de La Sicilia del 29 marzo 1983A rischio, oltre al Rifugio, la stazione di partenza della funivia, i bar e le capanne di souvenir del piazzale, il vecchio edificio Cantoniera (che, come già detto, accoglieva anche il posto di primo soccorso per eventuali infortunati), il Ristorante Cantoniera, il Ristorante Corsaro e, poco più a valle, anche il Grande Albergo dell’Etna, in contrada Serra la Nave.

Come si temeva, la stessa sera, le prime “vittime” furono proprio la vecchia Cantoniera e l’omonimo ristorante.

Le foto della fotogallery, che potete visualizzare con il titolo, parlano da sole. In brevissimo tempo la struttura fu attaccata, squarciata ed abbattuta dalla furia della colata. Sono grato a coloro che mi hanno permesso di produrre le foto: i gestori del nuovo ristorante www.ristorantelacantonieraetna.com e l’amico di tante avventure, anche di quella indimenticabile notte del 28 marzo 1983 vissuta insieme, Giuseppe (Pippo) Scarpinati.

(Fonte delle foto della fotogallery: dalla pagina web sulla storia del Ristorante  www.ristorantelacantonieraetna.com e foto di Giuseppe Scarpinati, notte del 28 marzo 1983.

1985 – Rinasce La Cantoniera

ULTIMA CANTONIERA (Dalla pagina web sulla storia del Ristorante - www.ristorantelacantonieraetna.com – vedi Fotogallery)
Dalla pagina web sulla storia del Ristorante – www.ristorantelacantonieraetna.com

Dopo due anni, sopra una coltre di lava di oltre 50 metri, è già pronta la nuova costruzione, il ristorante La Cantoniera: sala ristorante da 350 posti, sala self-service da 100 posti, bar 90 posti più terrazzo da 130 posti.

I proprietari La Rosa e Carone, affrontando notevoli sforzi economici, riaprono la struttura – più grande ed accogliente di quanto non fosse prima – mantenendo vivo un nome caro a tutti gli amanti della Muntagna ed una tradizione pluridecennale.

Un dovuto e sentito ringraziamento, per le notizie e per le immagini relative alla Cantoniera, va a:

Archivio Fotografico Toscano (Rivista di storia e fotografia n.17 1993);
Ristorante La Cantoniera (www.ristorantelacantonieraetna.com );
Giuseppe Scarpinati (per le fotografie del 28 marzo 1983);
Club Alpino Italiano (http://www.caicatania.it/STO/10.html Storia della Sezione, di Giovambattista Condorelli)

Con il titolo: la Casa Cantoniera, tra ottocento e novecento. Fotografia presente negli archivi Alinari, nel Fondo Gaetano Ponte (AFT, I.N.G.V.) e in numerosissime versioni su numerose cartoline postali

(Gaetano Perricone). Mi sono quanto mai appassionato a questa bellissima storia etnea e molto divertito nella complessa impaginazione del formidabile corredo fotografico: è dunque grande e di vero cuore il grazie mio e del Vulcanico, ancora una volta insieme al più profondo apprezzamento, al bravissimo Santo Scalia e a tutti quelli che con lui hanno contribuito ad arricchire, con una magnifica e preziosa documentazione, questo articolo e tutto il blog. Grazie.