ECCO AGHIOS

di Santo Scalia

Il nome Cagni, per i moltissimi escursionisti che hanno battuto e battono la pista del versante sud dell’Etna tra il piazzale del Rifugio Sapienza e la Montagnola, riporta alla memoria un monumento, semplice nella sua struttura consistente di un alto cilindro sormontato da una croce. Il monumento, per tutti il “monumentino Cagni”, si trova a lato della pista sterrata che conduce alla sommità del vulcano, intorno alla quota di 2150 metri. Fu eretto in memoria di Giovannino Cagni Trigona,  socio della sezione catanese del C.A.I. (Club Alpino Italiano), che qui trovò la morte esattamente 90 anni fa, il 9 febbraio del 1928, nel corso di una tormenta.

1954, monumentino Cagni (foto dal web)
1954, monumentino Cagni (foto dal web)

Il monumentino stesso, durante l’eruzione del 1983, rischiò di scomparire: fu infatti abbattuto dalla colata lavica che però non lo seppellì, la colata proprio in prossimità del monumento di divise in due rami. Poco tempo dopo, finita l’eruzione, fu rimesso in piedi a pochi metri dalla posizione originale.

La targa apposta al monumento recita:

A GIOVANNINO CAGNI TRIGONA

CHE QUI IL 9 FEB. MCMXXVIII

TRAVOLTO DALLA TORMENTA

CADEVA

Il ricordo di questo triste evento è tenuto vivo dai soci del CAI di Catania: ogni decennio, infatti, nell’occasione della ricorrenza viene organizzata una ciaspolata che ha come meta proprio il monumentino. Quest’anno, ricorrendo il 90° anniversario, la ciaspolata al monumento è in programma domenica 11 febbraio.

CAI Cagni 037-10

Ecco i dettagli dell’escursione, dal sito web del CAI di Catania:

11 Febbraio – Ciaspolata “Cagni”, 90° anniversario

Tipologia: Escursionismo in Ambiente Innevato

Direttore: Gigi Sciacca 328.4589043

Escursione dedicata al ricordo di Giovanni Cagni, scomparso tragicamente il 09 febbraio del 1928 durante una violenta tormenta sull’Etna, la montagna che amava. Con le racchette da neve, raggiungeremo il luogo ove sorge il “Monumentino Cagni” eretto in sua memoria.

Area geografica: Etna. Grado di difficoltà: EAI – Medio. Dislivello: 450 m. Terreno: Innevato. Tempi di percorrenza: 6 ore circa. Quota massima: 2150 m s.l.m.

(Gaetano Perricone). Al ricordo, come al solito puntuale e preziosissimo, del caro amico Santo Scalia, mi piace aggiungere a titolo di curiosità, ma anche per fare ulteriormente comprendere quanto dolore generale hanno causato nel tempo le rare vittime dell’Etna, questo breve brano del mio libro “La mia Etna. Dialogo con la Muntagna. Luoghi, storie, personaggi” (Giuseppe Maimone Editore, Catania, dicembre 2004),  tratto dalla commovente chiacchierata che riuscii a fare, prima che morisse, con Nino Carbonaro, vecchia guida e ultimo Capo Mulattiere vivente. Eccolo: ” … Cagni, una delle più famose e in fondo rare vittime dell’Etna, scomparso improvvisamente il 28 febbraio del 1956 durante una troppo audace ascesa verso l’Osservatorio Etneo, mentre era in corso una violenta tempesta di vento. Le ricerche furono intense e sempre più angosciose: intervennero perfino i militari, ma Cagni fu trovato morto, dopo novanta giorni, in una zona nei pressi di Bronte. Capii subito, cara Muntagna, dalla tristissima espressione del signor Nino, quanto questo doloroso evento, del quale peraltro non fu diretto protagonista, lo avesse turbato: era molto difficile per lui, che ti ha amato tanto, accettare l’idea che al tuo nome rimanesse per sempre legata una storia luttuosa”.

Io riportai allora integralmente  nel libro il racconto del vecchio Carbonaro, ma in realtà si trattava di un ricordo confuso e fallace, a causa dell’età avanzata del narratore. In effetti, dopo la tragica morte di Cagni, come riporta il sito del CAI di Catania un altro episodio avvenne nel 1952: il diacono tedesco Wolfgang Friedrich scomparve sulla via dell’Osservatorio Vulcanico in una giornata di grande maltempo (i suoi due compagni d’avventura si salvarono) e fu ritrovato, ormai decomposto, nel 1955 in territorio di Adrano. A trovarlo fu la guida Giovanni Carbonaro. Come si può ben comprendere, nel ricordo dell’ex mulattiere ci sono elementi molto vicini alla realtà dei fatti. Fu in ogni caso un ricordo tristissimo.

Con il titolo e all’interno, foto dalla ciaspolata del 2008 (dal sito del Club Alpino Italiano di Catania)

 

 

 

Gaetano Perricone

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