(Gaetano Perricone) Scrivo solo due parole, prima di lasciarvi alla galleria con alcuni dei disegni, a mio avviso molto belli e affascinanti, decisamente particolari, di Klaus Dorschfeldt: credo che la storia di questi lavori, che propongo ai lettori del Vulcanico come storia della domenica, sia una esemplare, autentica, dolcissima testimonianza d’amore per l’Etna Patrimonio Mondiale dell’Umanità.  Il protagonista è un amabile, a mio avviso quanto mai talentuoso ragazzo catanese di 30 anni che, con il suo computer che sa usare mirabilmente, racconta i paesaggi e le eruzioni del Vulcano con fantasia e passione straordinaria, realizzando disegni che sembrano splendide foto. Che in tanti abbiamo scambiato per vere foto.

Klaus (al centro). tra gli amici Giovanni Tomarchio e Antonio De Luca
Klaus (al centro). tra gli amici Giovanni Tomarchio e Antonio De Luca

L’ultimo disegno della gallery, che s’intitola proprio “Gaetano e la lava”, è un omaggio di Klaus a me. L’altro giorno gli ho raccontato delle infinite emozioni  e del senso di piccolezza che ho provato più volte nei miei anni etnei guardando da molto vicino il fronte lavico di una colata. Lui, che non ha mai vissuto questa straordinaria esperienza, si è talmente immedesimato … che ha fatto diventare disegno, anche questo bellissimo, il mio racconto. E mi ha commosso …

Lo ringrazio di cuore per avere dato a questo blog l’opportunità di pubblicare i suoi preziosi lavori e per il suo infinito amore per la Muntagna, simile a quello di tanti altri ragazzi che ne adorano la Grande Bellezza e soprattutto la Grande Anima. Spero che il futuro regali a Klaus e a tutti loro ciò che meritano.

E adesso leggiamo le sue parole e guardiamo i suoi disegni. Quello in homepage, particolarmente emozionante, s’intitola “Val Calanna” e si riferisce all’eruzione del 1991-93.

di Klaus Dorschfeldt

Mi chiamo Klaus Dorschfeldt, nonostante il nome e il cognome che trarrebbero in inganno, sono nato e vivo a Catania.

Fin da piccolo, come molte persone che abitano e che amano il nostro splendido vulcano, mi sono appassionato al nostro Etna, unendo la passione per questa straordinaria montagna e per le immagini.

Da sempre, si può dire, ho filmato l’Etna per come ho potuto e per quelle che sono state le mie possibilità e capacità, ma non sono mai riuscito a vivere gli eventi eruttivi per come avrei voluto veramente. Essi sono stati solo un lontano miraggio, talvolta vissuto un po’ più vicino, ma nulla più. Erano un miraggio e tuttora lo sono.

Spinto proprio da questo aspetto, ho iniziato a pensare a cosa avrei potuto vedere se solo fossi stato più vicino all’evento. Che emozioni avrei provato, come sarebbe stato?

Da qui nascono i miei lavori.

Io non sono stato mai bravo a disegnare, non ne ho mai avuto le capacità, il che è assurdo visto che alcuni disegni che realizzo sembrano vere e proprie foto…eppure è così. Ho iniziato a mettere mano a Photoshop (il programma che utilizzavo già da anni) ed ho cominciato ad abbozzare qualcosa imparando e creando delle tecniche di disegno totalmente dal nulla; il motore che però mi aiuta tuttora è la fantasia.

Come nasce quindi un mio disegno? Sembrerebbe complicato per chi non potrà capire, ma per me è molto naturale. Non avendo mai vissuto in prima persona determinati eventi, alcuni paesaggi o una situazione particolare, immagino come questa possa essere e applico colori e sfumature prendendo spunto da quel poco che ho visto da lontano.

Quando disegno passano ore e mi assento dal mondo circostante; vedo il disegno prendere forma e nascono delle emozioni che (penso) siano quelle che proverei nella realtà e mentre sviluppo il progetto, vivo la situazione che disegno, insomma, è come se fossi davvero lì a immortalare quell’istante. Ogni disegno rappresenta ciò che io sto vedendo e chi lo guarda sta guardando attraverso i miei occhi.

Alla fine si rompe questa sorta di incantesimo e il disegno è lì, finito. Davanti a me.

Magari chi legge queste mie parole potrà prendermi per folle o altro, ma questo è quello che provo.

Mi rispecchio molto con la figura del mitico Novecento (protagonista del film di Giuseppe Tornatore “La leggenda del pianista sull’Oceano), che non mise mai piede sulla terra rimanendo sulla sua nave, ma la terra l’aveva girata tutta. Insomma, riesco a disegnare luoghi, eventi e altro immaginandoli, pur non avendoli mai visti di presenza.

Quasi tutti i disegni che realizzo partono totalmente da zero; ho un foglio bianco davanti, nessun ricalco, solo memoria e ricordi personali. E’ così quindi che nascono tramonti, albe, luoghi immaginati, ma soprattutto i disegni dell’Etna, con eruzioni vere, altre immaginate, luoghi del passato e anche luoghi futuri…

Ovviamente non sempre i risultati sono quelli sperati, ma ci sono volte in cui le ore di lavoro vengono ripagate ampiamente da una bella veduta, seppur virtuale.

Piccola precisazione tecnica. I disegni sono realizzati solo col mouse. Non uso tavoletta grafica. Sono disegni a mano libera col mouse.

 

 

 

 

 

 

Klaus Dorshfeldt

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