di Vincenzo Greco
Vincenzo Greco sulla colata emessa durante il parossismo del Cratere di Sud Est il 16 febbraio
Mi viene da dire soltanto una cosa : immensamente potente !
Come sempre, sull’Etna si vivono sensazioni difficili da descrivere a parole. Ciò che si percepisce è qualcosa di profondamente estremo, rimani a guardare, alzi lo sguardo in alto, segui le scorie incandescenti volare via spinte dalla violenta pressione dei gas , indossi il casco, ti siedi e osservi l’evolversi degli eventi. Rassicurato, cerchi di cogliere ciò che genera in te sensazioni forti, speranzoso di renderle eterne ma consapevole che non sarà mai come viverlo in prima persona. Mentre l’aria vibra piena di energia, riconosci che il vulcano ha la necessità di fare tutto questo, fa parte di sè, del suo essere, questo è il suo carattere.  Il vulcano non vive di tranquillità, non può farlo. L’uomo per sua natura aspira alla tranquillità perché dà sicurezza!. Il vulcano no! Ci si abitua alla tranquillità e ci si affida alla speranza che rimanga tale per più tempo possibile. Nasce così il concetto di natura immobile, stabile, ma che in realtà ha estremo bisogno di palesare quella veemenza latente da noi descritta come nefasta e spaventosa.

IL VIDEO. Attività parossistica al Cratere di Sud Est ripresa da Serra delle Concazze. Le prime avvisaglie si sono palesate la sera del 22 febbraio 2021 alle ore 22 con esplosioni stromboliane via via sempre più energetiche, poi culminate con il parossismo vero e proprio alle ore 00:10​ circa del 23 febbraio. Questo risulta essere il 9° episodio parossistico della serie partita il 13 dicembre 2020. Le fontane di lava hanno raggiunto i 1000 metri di altezza con imponenti getti di quasi 1500 m.t. oltre l’orlo craterico. Tale attività è stata comunque più debole in termini di durata rispetto al parossismo precedente avvenuto la notte del 21/02