di Santo Scalia

Santo2019

A Nicolosi Nord, tra il ristorante La Cantoniera ed il Rifugio Sapienza, a quota 1900 m., si trova un altare votivo dedicato alla Madonna della Neve. La sua ideazione risale al giugno del 1945: fu allora che, finita in pratica la Seconda Guerra mondialeAdolf Hitler era morto il 30 aprile ed il primo maggio le forze tedesche in Italia ricevettero l’ordine di cessare le ostilità – Nicola Cavallaro (allora presidente diocesano della GIAC catanese [Gioventù Italiana Azione Cattolica, ndr]) – lanciò l’idea di ricordare i caduti dell’associazione con un Altare dedicato alla Madonna della Neve, sull’Etna.

L’idea fu accolta con grande entusiasmo: i giovani della GIAC in pochissimo tempo raccolsero la cifra di 100.000 Lire; ciò permise di affidare all’Ing. Francesco Costarelli l’incarico di realizzare il progetto e al Prof. Francesco Juvara la realizzazione della statua.

Il monumento, in origine innalzato a circa 50 metri dal Ristorante Corsaro, aveva il tetto spiovente, mentre i due muretti laterali erano costituiti da blocchi squadrati di basalto etneo. Nel frontale, intonacato di bianco, si apriva una nicchia nella quale sarebbe stata ospitata la statua di Juvara, sormontata da una scritta in latino composta dal teologo e allora priore della cattedrale di Catania, Mons. Giovanni Maugeri: Alma Dei Mater nive candidior filios tuere siculos [“Madre Santa di Dio, più candida della neve, proteggi i tuoi figli di Sicilia”]. Ai piedi della nicchia si trovava un piccolo altare, sorretto da quattro colonne.

L’altarino, due anni dopo la sua costruzione, a pochi metri dal Ristorante Corsaro (cartolina postale coll. pers.)
L’altarino, due anni dopo la sua costruzione, a pochi metri dal Ristorante Corsaro (cartolina postale coll. pers.)

Il 2 settembre del 1945, domenica, un carro infiorato che trasportava la statua realizzata dal maestro Juvara partì da Catania alla volta dell’Etna; come descritto nel sito del FAI « […] il corteo di auto passò da Barriera, Gravina, Mascalucia, Tremestieri Etneo, San Giovanni la Punta, Trecastagni, Pedara e Nicolosi. La Madonna passò fra la gente dei Paesi etnei, salutata dal suono delle campane e dalle bande locali e accolta con spontanei lanci di fiori

Da una cartolina postale (collezione personale)
Da una cartolina postale (collezione personale)

La seconda domenica dello stesso mese, il 9, Mons. Salvatore Russo, Vescovo di Acireale, benedisse il tempietto e vi celebrò la prima Messa.

Nel corso degli anni successivi sul frontale del monumento furono apposte delle targhe: la prima, di forma rettangolare, fu posta a sinistra della statua nel primo decennale della sua realizzazione (1955) e riportava la seguente iscrizione:

“QUESTO TABERNACOLO QUASSU’ TRA LE NEVI VOLLERO CONSACRATO A MARIA I GIOVANI DELL’AZIONE CATTOLICA CATANESE PER RITROVARSI ACCANTO ALLA MADONNA PIU’ FORTI E PIU’ PURI. SETTEMBRE  1945 SETTEMBRE   1955”

A dieci anni dal primo incontro annuale di preghiera attorno all’edicola votiva della Madonnina delle nevi – tradizione iniziata nel 1951 – fu apposta una seconda targa, stavolta di forma quadrata e posta a destra della nicchia:

Le due targhe apposte nel 1955 e nel 1961, tolte nel corso dell’eruzione del 1983 (cartolina postale, collez. pers.)
Le due targhe apposte nel 1955 e nel 1961, tolte nel corso dell’eruzione del 1983 (cartolina postale, collez. pers.)

“PRIMO DECENNIO 6 – VIII – 1961 ITER PARA TUTUM”

La targa, in occasione del decimo anniversario, avvenuto il 6 agosto 1961, implorava “proteggi il nostro viaggio”, con le parole tratte dall’Ave Maris Stella, preghiera cattolica dedicata alla Beata Vergine Maria: “iter para tutum”.

Fra i visitatori illustri del monumento va annoverato l’ Arcivescovo di Cracovia Karol Wojtyła – futuro Papa Giovanni Paolo II – nel 1962.

Nel corso dell’eruzione del 1983, che devastò tutto il versante meridionale del vulcano, distruggendo la funivia e la maggior parte delle infrastrutture dell’area del Rifugio Sapienza, l’Altarino fu circondato dalla lava il 4 aprile, ma non sepolto completamente; la totale sparizione avvenne il 20 maggio dello stesso anno.

1 Tre momenti della distruzione dell’Altarino nel corso dell’eruzione del 1983

2 TRE MOMENTI3 TRE MOMENTI

 

 

 

 

 

 

Tre momenti della distruzione dell’Altarino nel corso dell’eruzione del 1983

In una recente pubblicazione (I Monti Silvestri di Giuseppe Mazzaglia, Algra Editore, 2019), viene riferito che la statua fu messa in salvo dai fratelli Nino e Filippo Corsaro, con l’aiuto di alcuni finanzieri, e, per un certo periodo, conservata presso la Chiesa Madre di Nicolosi.

L’Altarino di quota 1900
L’Altarino di quota 1900, ricostruito nel 2007 (Foto S. Scalia)

Nell’agosto del 2007, ventiquattro anni dopo la scomparsa, l’altarino è stato riedificato non nello stesso luogo nel quale si trovava prima dell’eruzione, ma circa 300 metri più ad est, in prossimità del Rifugio Sapienza, su un terreno donato da Orazio Nicoloso; il vecchio ed il nuovo altarino differiscono soltanto per foggia della croce a sovrastarli, per l’assenza nel più recente della lampada che era posta alla destra della nicchia e per la mancanza nello stesso delle due lapidi sopra descritte. L’ideatore del monumento, Nicola Cavallaro, è morto il 17 luglio 2015, all’età di 100 anni.

Per completezza d’informazione sento doveroso precisare che alcune tra le fonti consultate, come ecodelsud.over-blog.net, indicano come anno di costruzione dell’Altarino il 1946, mentre il settimanale catanese Prospettive (anno XXIX, n. 21, 2 giugno 2013) riporta il 1945, così come anche il sito fondoambiente.it.

Statua IUVARA 1
La statua del maestro Juvara (qui sopra prima dell’eruzione) e l’attuale statua (a sinistra) che raffigura Maria che tiene in braccio il Figlio mentre piega dolcemente il volto verso di Lui, che reca in mano una stella alpina.

Nonostante accurate ricerche non sono riuscito a stabilire se la statua attualmente presente nell’altarino di STATUA IUVARA 2quota 1900 sia la stessa che lì si trovava prima dell’eruzione oppure una copia successiva. Sarei felice se qualcuno dei lettori, qualora avesse notizie in merito, le condividesse con noi tutti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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