Paolo Martinez
Paolo Martinez

di Paolo Martinez

Per arrivare a comprendere come, da “cittadino”, sia arrivato alla campagna e qui mi sia così tanto appassionato alle “succulente” ed ai frutti esotici, è necessaria una premessa.

Nel 1968 decisi di trasferirmi a Milano, seguito dalla moglie, per dedicarmi esclusivamente all’arte pittorica e cercare lì la risposta alla domanda: diventerò un buon pittore ?

Dopo quattro anni vissuti a Milano in pieno fervore sessantottino, stimolato dai progressi ottenuti, mi sono determinato a proseguire la ricerca pittorica a Parigi. Ragionando con la mia compagna, sulle difficoltà insite in tale scelta, siamo arrivati alla conclusione che bisognava liberarsi dei “bagagli” che ci seguivano (mobili, libri, fossili, ed altre cianfrusaglie) e sorse spontanea la domanda: in quale regione comprare un piccolo appartamento adatto allo scopo?

Dopo un elaborato excursus mentale, che ha attraversato tutta l’Italia, abbiamo deciso per la Sicilia, il che non indicava un ”ritorno”, ma un “andare”! Durante le vacanze estive ci siamo dedicati alla ricerca.

Un giorno percorrendo la nazionale, verso Messina, fermi ad un semaforo, alla mia sinistra, mi colpì la segnaletica “Linera”: forse il nome di una ninfa? Fascinato da quella immagine, come un automa, imboccai la strada. Il percorso in salita ed arricchito da infinite curve: sembrava un viaggio verso gli “inferi”; ma, la “ninfa “Linera”, invece, ci condusse alla casa dei desideri.

Nel settembre del 1970, mollato tutto in un deposito, ci siamo trasferiti. “Accampati” in quelle due stanze, “abbracciate” da un piccolo terreno “pietroso”, abbiamo iniziato a renderle abitabili.

Presa coscienza che quel luogo stimolava la mia creatività l’ho chiamato: “Parigi”. Essendo il terreno senza “terra” abbiamo sentito la necessità di farlo diventare “campagna” con gli opportuni miglioramenti che ci consentissero di avere un piccolo orto, qualche pianta da frutto e dei fiori; cosa privilegiare?

Avevamo ottenuto il collegamento elettrico, quello telefonico; ma non l’acqua. Potevamo contare solo sulla piccola cisterna che, di volta in volta, bisognava rifornire con le autobotti. Tale difficoltà ci ha fatto propendere nella scelta delle piante esotiche, in quanto gli altri frutti li trovavamo in loco. Per quanto concerne i fiori siamo passati alle piante grasse, meno esigenti di acqua.

Ed ecco una piccola fotogallery del mio giardino, una parte molto importante della mia vita.

Ps del Vulcanico: Paolo Martinez, che oggi inizia la sua preziosa collaborazione con questo blog, è un formidabile artista di ottant’anni con una vita quanto mai interessante e tantissime energie. Ho avuto estremo piacere nel coinvolgerlo, ci racconterà delle sue piante, della sua arte, ma anche delle sue avventure in barca a vela …