SANTO AGHIOS

di Santo Scalia

“A pochi minuti dal più alto cratere d’Europa, m. 3342”. Così recitava la scritta sulla parete esterna della stazione di partenza, in prossimità del Rifugio Sapienza. Inaugurata alla fine degli anni ‘50, la prima Funivia dell’Etna era composta da due tronconi: il primo, che copriva un dislivello di circa 500 metri, dalla stazione di partenza portava a quota 2500 circa., alla stazione intermedia in prossimità della Montagnola; il secondo troncone raggiungeva la stazione terminale di quota 2930 in prossimità dell’Osservatorio Vulcanologico, ai piedi del Cono terminale del vulcano. Si trattava di una cabinovia con una fune portante ed una traente. Sulla prima, quella superiore, le cabine scorrevano tramite delle carrucole; per mezzo della la seconda veniva loro trasmesso il movimento.

La stazione di partenza nacque a qualche decina di metri dal Rifugio Giovannino Sapienza (per la storia del quale si può consultare il seguente link: ilVulcanico). La strada provinciale 92 (la Nicolosi-Etna) prima, e la provinciale da Zafferana poi, resero possibile di passare dalle spiagge dello Jonio ai tremilatrecento metri della sommità dell’Etna in poco più di un’ora!

Il Rifugio Sapienza, la cabina elettrica e la Stazione della Funivia
Il Rifugio Sapienza, la cabina elettrica e la Stazione della Funivia

La funivia dell’Etna ebbe in origine una sola coppia di cabine, una in salita ed una in discesa. Poi le coppie di cabine divennero due ed infine due “trenini da tre cabine ciascuno, come si può vedere nelle immagini (tratte dalla mia collezione personale di ephemera) proposte nella galleria fotografica a corredo di questa breve nota. Tutto finì nell’aprile del 1971: nella prima fase della storica eruzione che avvenne in quell’anno furono annientati l’Osservatorio Vulcanologico, la stazione superiore della funivia, i piloni del troncone superiore e la stazione intermedia.

Uno dei piloni abbattuti dalle colate del 1971 nel Piano del Lago
Uno dei piloni abbattuti dalle colate del 1971 nel Piano del Lago

Anni dopo la Funivia dell’Etna fu risistemata, ma rimase soltanto il primo troncone; da lì in poi a piedi, o con i mezzi fuoristrada della Società Industrie Turistico-Alberghiere Siciliane (S.I.T.A.S.). Il versante meridionale dell’Etna, statisticamente, è stato uno dei più esposti alle attività effusive del vulcano; così nel 1983 una nuova eruzione danneggiò seriamente la nuova funivia e nuovamente la stazione di arrivo fu ricostruita (stavolta a 2607 m.). Ma un’altra eruzione, nel 1985, ancora una volta danneggiò la funivia distruggendo la stazione di arrivo.

Ricostruita la stazione superiore, stavolta a 2495 m., la funivia subì ancora i danni delle eruzioni del 2001 e del 2002. Nel corso di quest’ultima eruzione, ancora una volta, la stazione della Montagnola venne distrutta dalle colate laviche. Dopo circa due anni (nell’agosto 2004) una nuova struttura: stavolta una cabinovia ad ammorsamento automatico su unica fune portante-traente – capace di gestire, secondo le necessità, fino a 72 cabine – fu realizzata sull’Etna ed è ancora oggi in piena efficienza. Le cabine, capaci di contenere 6 persone ciascuna, furono disegnate da Pininfarina e vengono immesse nel circuito solo quando il flusso turistico lo richiede. E in questi giorni è stato annunciato un nuovo, totale, restyling, con cabine modernissime a tecnologia molto avanzata, che secondo i programmi dovrebbe essere realizzato in un paio di anni.

Anche se non è più possibile raggiungere i 3000 metri in poco più di un’ora, resta sempre una caratteristica unica dell’Etna quella che si possa andare, nel medesimo lasso di tempo, dalla spiaggia ai 2500 metri della stazione alla base della Montagnola!