(Salvo Caffo). Ciao Gaetano, non è un grande articolo quello che ho scritto circa la ricorrenza del 500° anniversario della morte di Leonardo da Vinci, quanto piuttosto un monito contro il Dogmatismo e allo stesso tempo un endorsement verso la Conoscenza che ci rende liberi. Non so se sono riuscito nell’intento di rappresentare il Sommo Genio quale Uomo disprezzato dall’Accademia Universitaria che lo denigrava per la sua mancanza di Cultura letteraria derivante dagli scritti latini e greci. Ho timidamente cercato di raccontare come questo ragazzo, praticamente vissuto senza madre, avesse saputo con la sola forza della Ragione, sconfiggere millenni di immobilismo derivanti dall’Ipse Dixit aristotelico e soprattutto dall’idea che attraverso le scritture teologiche si potesse interpretare la complessità del mondo. Per questo mi sono servito del piccolo contributo della Geologia Leonardesca.

di Salvo Caffo

CAFFO

Quando Gaetano Perricone mi chiese se avessi voluto scrivere un articolo per il suo Blog Ilvulcanico.it sulla ricorrenza del Cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci, ho risposto che ci avrei pensato e che gli avrei fatto sapere. Mi dicevo, pensando tra me e me: su Leonardo è stato scritto e detto di tutto, cos’altro mai avrei potuto aggiungere che non si sapesse circa i suoi apporti nelle più disparate discipline oggetto di apprendimento e conoscenza da parte di una sola mente umana ?

Poi, pensai ad uno degli aspetti del suo immenso sapere, la Geologia, di cui nessuno ha mai parlato se non sporadicamente e incidentalmente per descrivere i paesaggi presenti nelle sue opere pittoriche e mi sono detto, magari posso scrivere un piccolo articolo che potrà tornare utile ai ragazzi di età liceale, spiegando come si possa essere rivoluzionari con la sola potenza del pensiero, dell’osservazione, della verifica animata dal dubbio e così ho risposto a Gaetano, si, ci provo ed eccomi qui con questo breve scritto che pur non aggiungendo molto all’enorme mosaico di un Genio assoluto, costituisce una piccola tessera dell’immensa possibilità offerta dalla conoscenza, frutto di un sapere che non si accontenta del sentito dire o dell’Aristotelico Ipse Dixit!

Scrivo dunque questo piccolo tributo ad un Uomo che ha trascorso le tantissime vicissitudini della sua agitata esistenza, osteggiato da un mondo accademico che lo ha sempre disprezzato, definendolo in vita, con prosopopea:Omo Sanza Lettere”

Ricorre quest’anno, in questi giorni, il cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci. Il 29 aprile 1519 faceva testamento; morì tre giorni dopo.

All’interno della Cappella del Castello Cloux di Amboise, Loira, Francia si trova la lapide del sommo Genio rinascimentale, indagatore, volutamente solitario, che rivoluzionò sia le arti figurative sia la storia del pensiero e della scienza,  morto a 67 anni, il 2 maggio del 1519.

NIENTE LEONARDO

<<Niente può essere amato o odiato se non è prima conosciuto>>

Inizia così la mostra su Leonardo da Vinci: “Disegnare il futuro” presso il Palazzo Reale di Torino, che ho recentemente avuto il piacere di visitare insieme a mio figlio, filosofo della Scienza e che deve il suo nome proprio alla mia passione per Leonardo da Vinci.

Guardare da vicino l’autoritratto di se stesso, da vecchio, evocante Platone, filosofo Greco (Atene 428/427 a.C. –  Atene 348/347 a.C.), è davvero un viaggio nella profondità dell’animo di questo straordinario Genio senza confini.

Una mostra con oltre cinquanta opere che racconta le ricerche tra scienza e arte di Leonardo, attraverso lo strumento del disegno. Il percorso ruota intorno al nucleo di disegni autografi di Leonardo conservati alla Biblioteca Reale di Torino, che documentano la sua attività dalla giovinezza alla piena maturità. Alcuni disegni sono in relazione con opere note e celebrate: i nudi per la Battaglia d’Anghiari, i cavalli per i monumenti Sforza e Trivulzio, lo straordinario studio per l’angelo della Vergine delle Rocce, noto come Volto di fanciulla. Oltre all’unicum, il celeberrimo Ritratto di vecchio, ritenuto l’Autoritratto di Leonardo. L’itinerario è suddiviso in sette sezioni dedicate ad altrettante possibili chiavi di lettura dell’opera del Genio rinascimentale: l’eredità dell’arte antica; l’esplorazione dell’anatomia e delle proporzioni del corpo umano; il confronto tra arte e poesia; l’autoritratto; lo studio dei volti e la sfida della rappresentazione delle emozioni. Infine, gli studi sul volo.

Nel Medioevo la scienza si era affidata non tanto all’osservazione diretta dei fatti quanto alla lettura di testi autorevoli: nella Bibbia o nell’opera del filosofo greco Aristotele (384-322 a.C.) si rintracciavano le spiegazioni dei fenomeni naturali. Leonardo, artista, e altissimo esempio di genialità scientifica e ingegneristica, cercò invece una spiegazione razionale e sperimentale dei fenomeni naturali che cadevano sotto la sua osservazione elaborando progetti e macchine che avrebbero aperto orizzonti sconosciuti nella progettazione di opere di architettura, nella pittura e nella scultura, nella scenografia, nell’ingegneria militare e idraulica, nello studio della fisica, delle scienze naturali, nella geologia, nella botanica, nella cartografia, nell’anatomia umana.

11 LEONARDO

I Fossili ad esempio, al tempo di Leonardo, erano ancora considerati come curiosità della natura e coloro i quali, come Leonardo da Vinci, ne davano una spiegazione diversa, come l’esistenza di forma di vita antiche, diverse da quelle del mondo contemporaneo, sollevavano preoccupate obiezioni di natura teologica. Dalla constatazione che le ossa e le conchiglie fossili erano effettivamente i resti di organismi animali, Leonardo giunse alla conclusione che un tempo il mare si trovava dove c’era la terra cosiddetta ferma, deducendo che il Diluvio universale di cui si parla nella Genesi non bastasse a spiegare i fenomeni da lui osservati. Lì dove solevano nuotare i pesci oggi troviamo i monti, ammoniva Leonardo. Come potevano animali sedentari come le ostriche o i coralli, nei tradizionali quaranta giorni del Diluvio, trovarsi dal mare ai monti? L’osservazione dell’alternanza di strati contenenti fossili a quelli privi, gli parve escludere che il Diluvio fosse stato uno solo.

Nato a Vinci il 15 aprile del 1452 al tempo di Lorenzo, detto il Magnifico, fu il figlio illegittimo del notaio ser Piero, di Vinci e di Caterina che, successivamente, si sarebbe sposata con un contadino.

Nella Natura Leonardo studia di rapporti razionali (“ragioni”), esattamente calcolabili e misurabili, che possono essere colti dall’uomo per mezzo dell’esperienza e della ragione, aprendo la via a una conoscenza diretta della natura, libera dall’autorità della tradizione. Leonardo soleva dire che la ragione coglie nei fenomeni la legge che li regola poiché “la natura è costretta dalla ragione della sua legge, che in lei infusamente vive”.

In Geologia, oltre a riaffermare l’origine organica dei fossili, indagò acutamente i processi di sedimentazione e di erosione e formulò le leggi delle acque correnti, dedusse il continuo mutare nel tempo dei limiti fra terra e mare, dimostrò infine la sufficienza delle cause attuali per spiegare i fenomeni geologici avvenuti in passato. Le sue geniali intuizioni non poterono però diffondersi ed essere conosciute tra i suoi contemporanei, poiché i codici leonardeschi che più da vicino riguardano questioni di geologia sono stati fatti conoscere solo in epoca recente e così, gli accademici hanno dovuto attendere centinaia di anni, prima di poter apprendere ciò che l’ “Omo Sanza Lettere” aveva scoperto nella sua infinita genialità, condivisa solamente con la solitudine che sempre accompagna i Geni!

Con il titolo: Ritratto di Vecchio, ritenuto l’Autoritratto di Leonardo Da Vinci. Nella gallery, scatti dalla mostra su Leonardo “Disegnare il futuro”, al Palazzo Reale di Torino