di Giuseppe Riggio

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La segnatura del Sentiero Italia attraverso tutta la dorsale settentrionale della Sicilia (con variante verso l’Etna) è una gran bella notizia. Il Club Alpino Italiano con il suo attuale presidente, Vincenzo Torti, avvocato lombardo con il gusto delle sfide impegnative, lanciò il progetto l’anno scorso ed ha lavorato duramente per coinvolgere tutte le sezioni italiane dell’associazione. Negli scorsi mesi migliaia di volontari si sono messi in movimento per verificare la percorribilità di sentieri e mulattiere e per marcare segnavia rossi/bianchi su un itinerario che una volta completato sarà il più lungo del mondo: quasi 7 mila chilometri.

Grazie ai soci siciliani del Club Alpino (coordinati da Giambattista Condorelli ed Enzo Agliata), il Sentiero Italia è diventato percorribile sui monti di Palermo, sulle Madonie, sulla dorsale verde dei Nebrodi, intorno all’Etna ed infine sugli assolati rilievi dei Peloritani. Il tracciato che unisce il Paese è così arrivato su alcune delle terre più marginali della nostra regione.

Il folto gruppo di camminatori (guidato da Massimiliano Patricola), che  nel weekend della scorsa settimana ha percorso il tratto palermitano del Sentiero, non si era riunito solo per testimoniare che andare in montagna è piacevole e fa bene a chi pratica questa attività, ma ognuno di loro stava in realtà partecipando alla inaugurazione di una vera infrastruttura al servizio del “turismo verde”. Una sorta di autostrada dei passi lenti che anziché di guardrail è dotata di segnavia rossi e bianchi, anziché di stazioni di servizio di ameni posti tappa in cui sostare la sera.

Presto arriveranno anche tutti i tracciati elettronici del percorso da scaricare sui telefonini. Alla manifestazione inaugurale mancavano gli onorevoli, ma c’erano gli amministratori locali, i sindaci alle prese con i tagli ai bilanci, che sono stati felici di ricevere un regalo dal CAI. Ad alcuni di loro è stato ricordato che il Camino di Santiago in Spagna accoglie ormai stabilmente oltre 300 mila pellegrini l’anno, dei quali 27 mila italiani. Proprio così: trecentomila camminatori provenienti da tutto il mondo raggiungono annualmente il nord della Spagna e molti di loro restano sul tracciato per un intero mese solo per camminare o andare in bici!

Numeri impressionanti che dovrebbero far comprendere le potenzialità di un itinerario nazionale come il Sentiero Italia ed in particolare della sua parte siciliana, utilizzabile per gran parte dell’anno e che alla fine conterà 29 tappe. Per questo l’immagine dei soci del CAI in cammino sul nuovo S.I (rilanciato dopo 25 anni dalla sua ideazione) annuncia una gran bella novità alla Sicilia. Ancor di più quando i segnavia bianco/rossi conducono, com’è successo lo scorso weekend, viandanti con lo zaino in spalla ad attraversare terre un tempo note solo per la prepotenza mafiosa. Bentornato Sentiero Italia.

Nella gallery: i camminatori del CAI nella quarta foto sono a Cefalà Diana, nella quinta a Piana degli Albanesi, poi al “Pulpito del re” a Ficuzza, infine con un vitellino trovato sulla strada

 

Giuseppe Riggio

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