ROSARIO

di Rosario Catania

(Osservatorio Astronomico Amatoriale Etneo)

« Mea nox obscurum non habet, sed omnia in luce clarescunt ».La mia notte non conosce tenebre, tutto risplende di luce”
(San Lorenzo, Liturgia delle Ore, Vespri, 15 agosto)

10 agosto, una delle giornate storiche in cui si pensa all’astronomia, o comunque si guarda al cielo con interesse. Un po’ per tradizione, un po’ per passione, la notte di San Lorenzo richiama migliaia di persone verso cieli bui ed eventi correlati organizzati ad hoc.

Giusto per dare qualche informazione in più su ciò che realmente accade dal punto di vista astronomico e dare qualche cenno storico. Nell’anno 258, il 10 agosto, avvenne il martirio di Lorenzo, uno dei sette diaconi della Chiesa Cattolica,  per volere dell’imperatore Valeriano durante la persecuzione avviata nel 257 e quella sera, come racconta la tradizione, decine e decine di scie luminose attraversarono il cielo notturno alla vista incredula e sicuramente timorosa dei tanti osservatori, che associarono il fenomeno al martirio di Lorenzo che fu poi proclamato Santo dalla Chiesa Cattolica.

STELLE CADENTI

Da allora si tramanda questa straordinaria tradizione che oggi sappiamo essere legata ad un fenomeno astronomico altrettanto straordinario, lo sciame delle Perseidi. Uno sciame è una sequenza di eventi, in questo caso scie luminose, lasciate dai milioni di frammenti generati dalla Cometa 109P Swift-Tuttle, un corpo celeste che periodicamente visita il nostro sistema solare (ogni 135 anni circa) e che durante il suo avvicinamento al Sole lascia una scia di detriti (polveri granulari), che in questo periodo intersecano l’orbita della Terra, e che bruciando a contatto con l’atmosfera, generano appunto scie luminose. L’ultimo passaggio di questa cometa risale al 1992.

Poiché esiste un punto di ingresso in atmosfera di questi detriti, che corrisponde prospetticamente verso la costellazione di Perseo, lo sciame di questo periodo prende il nome di “sciame delle Perseidi”, che per alcuni meccanismi del moto planetario, fa prevedere il massimo di scie tra la notte del 12 e del 13 agosto. La complicità dell’ assenza di Luna (è Luna Nuova quindi invisibile la notte), e la comodità delle ore di osservazione, rendono la visibilità di quest’anno una occasione unica per osservare questo spettacolo della Natura.

Per trovare Perseo alleghiamo una mappa di riferimento con le costellazioni note dell’ Orsa Maggiore e Cassiopea e come trovarlo grazie a queste; e lì che bisogna osservare sotto un cielo buio, possibilmente in posizione comoda quindi sdraiati, e aspettare che prenda vita la scenografia!

mappa_perseidi_2016

Per chi vuole cimentarsi in fotografia astronomica, deve necessariamente munirsi di treppiede e macchina fotografica con la possibilità di fare pose lunghe ad otturatore aperto e ottiche molto luminose e alti valori di ISO, per registrare anche le più deboli tracce, che saranno ben distinte da quelle lasciate dalle stelle per via della rotazione terrestre; in tal caso si consigliano più pose da 25-30 secondi a 1600 iso e più, con obiettivi luminosi (f1.4 – f2.8). Se invece avete a diposizione una montatura motorizzata che compensa la rotazione terrestre potete scattare pose più lunghe registrando sia le scie meteoriche che le stelle, che saranno invece puntiformi, in tal caso si consiglia di scattare foto con un massimo di 300”, iso 400-800-1600, a f2.8.

Non ci resta che augurarvi cieli sereni e inviate i vostri scatti che saranno tutti pubblicati sul nostro album “Perseidi 2018”.

NOTTE STELLE

Osservatorio Astronomico Amatoriale Etneo – OAAE
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Con il titolo, la mappa delle costellazioni

Rosario Catania

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