di Santo Scalia

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“Il Blog INGVvulcani è un canale di comunicazione dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) nato nell’aprile 2018 per diffondere informazioni corrette e autorevoli sull’attività dei vulcani italiani e sui risultati degli studi e ricerche dell’INGV” (https://ingvvulcani.wordpress.com/chi-siamo/).

Qualche giorno fa, il 4 aprile, è stato pubblicato un interessantissimo articolo a firma di Maddalena De Lucia e Giovanni Pasquale Ricciardi, entrambi della Sezione di Napoli – Osservatorio Vesuviano, prontamente ripreso dal nostro blog IlVulcanico.it, sempre molto attento agli argomenti di storia, scienza e divulgazione.

Non è mia intenzione ripercorrere i momenti significativi e le fasi dell’eruzione, cosa egregiamente svolta dagli autori, ma di fornire ai nostri lettori una galleria di immagini relative all’eruzione ad integrazione ed estensione delle immagini già presenti nell’articolo citato. Ricordo solamente che l’eruzione, iniziata proprio il 4 aprile del 1906, causò la morte accertata di ben 226 persone, devastando l’economia di tutta la zona ed apportando notevolissimi danni ai paesi di Boscotrecase, Ottaviano, Torre del Greco, Torre Annunziata, San Giuseppe Vesuviano, Terzigno, Portici e anche a Napoli.

Tutte le immagini proposte nella fotogallery fanno parte della mia personale collezione di ephemera. Voglio aggiungere anche una breve collezione di titoli tratti da prime pagine di quotidiani e settimanali dell’epoca, oltre ad una breve rassegna di foto in essi presenti, per concludere con una immagine del Vesuvio oggi.

(Gaetano Perricone). Aggiungo solo due parole per dire che ci fa ancora una volta grande piacere, attraverso questa davvero eccezionale sequenza di immagini tratte dallo straordinario archivio del grande Santo Scalia, offrire il piccolo contributo del Vulcanico alla comunità scientifica vesuviana e non solo e ai tanti appassionati che amano i vulcani e che ci seguono con un interesse del quale siamo profondamente onorati. Ma è anche un modo, attraverso questa impressionante e inequivocabile documentazione, per ricordare che con queste formidabili macchine geologiche, come il Vesuvio, l’Etna e i grandi vulcani della Terra, che pure sono oggetto di attento e costante monitoraggio da parte di brillanti studiosi, non è il caso di scherzare, proponendo di tanto in tanto certe bizzarre iniziative che sembrano dimenticare di che luoghi stiamo parlando e di quale potenziale distruttivo sono capaci, facendo semplicemente il proprio “lavoro di vulcani”, se non vengono adeguatamente rispettati. La memoria storica ci deve aiutare a  capire e a riflettere …