Oggi, 25 ottobre, sono più di ottanta, non diciamo quanti, non è necessario.

E’ importante invece ricordare che di questi, più di settanta sono già trascorsi da quando la vocazione per la vulcanologia prese corpo nella sua mente di giovane studente: «Cependant ma vocation volcanologique n’a vraiment démarré qu’en juin 1949 avec une éruption du Stromboli et, en décembre de la même année, une autre de l’Etna». “Tuttavia, la mia vocazione vulcanologica non iniziò veramente fino al giugno 1949 con un’eruzione dello Stromboli e, nel dicembre dello stesso anno, un’altra dell’Etna“.

Con queste parole, il Professore Jean Claude Tanguy [dell’Institut du Globe de ParisObservatoire de Saint-Maur], ci racconta la sua “folgorazione” per i vulcani nel suo Mémoires volcanologiques del 2006.

E di questi settanta, più di sessanta sono stati dedicati, in massima parte, allo studio del nostro vulcano, delle sue eruzioni e alla datazione delle colate con i metodi dell’archeomagnetismo.

E allora, ancora una volta, tanti auguri Jean-Claude!

Gaetano Perricone e Santo Scalia 

 

Con il titolo: Jean-Claude Tanguy osserva il complesso del Cratere di Sud Est, sull’Etna, nel 2012. Sopra: il professore nel 2018, poi nel 2002 e nel 1984 Le foto sono di Santo Scalia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gaetano Perricone

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