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Cristina Scalia

Cristina Scalia, in arte “Pesce Rosso”, nasce a Catania nel 1991. Diplomatasi dapprima presso il liceo Artistico F. Brunelleschi di Acireale, nel 2010, ha successivamente conseguito il diploma di primo livello in arti visive, sezione pittura, nel 2018, presso l’Accademia di Belle Arti di Catania. Ha partecipato a diverse collettive ed esposizioni pittoriche, ed opera attualmente nella sua città natale.

La sua ricerca artistica interessa ciò che lei meglio conosce: i suoi pensieri. Spazio atemporale, ricco di riflessioni, emozioni nate ed alimentate da qualsiasi input con il  quale lei venga a contatto. Il risultato è un’immagine, plasmata ed adattata ad un supporto. Piccoli frammenti della sua intimità trovano così spazio nel reale, e dunque condivisi con l’esterno. La dimensione tematica è ampia e trattata con tecniche differenti: dal genuino e schietto segno della grafite, alle pennellate della pittura ad olio, all’acrilico delle illustrazioni.

La propria visione personale si fa specchio, questa volta, della varietà dei paesaggi etnei: boschi, fauna, neve e cime. Testimonianza delle sue stesse impronte lasciate su quei luoghi e del suo amore per il vulcano Etna.

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Con il titolo: “Dalle viscere, nuova vita”. Etna, eruzione del 25 agosto 2018. Olio su tela 28×35

Lo “statement” di Cristina Scalia ci sembra molto interessante per comprendere il suo sentire e la sua passione per la natura:  “Madre terra è un’entità superiore, che permette la vita insieme ad un’azione combinata con altre entità. Se dovessi dare ad essa una forma, sicuramente penserei in termini “geologici”, e come un bambino alle elementari, guarderei attonita il tipico disegno del pianeta terra, suddiviso in vari strati terrestri, al cui centro si trova una strana palla rossa soprannominata “magma”. Allora, facendo un paragone con il corpo umano, arriverei alla conclusione che la palla in questione corrisponderebbe al cuore.  Riflettendoci, pulsa ed emette un suono, e come un uomo che può sentire il battito del cuore di un altro, anche questo è possibile udire. Il vulcano è una finestra diretta all’ascolto del cuore della Madre terra – continua Cristina – La sua forza viene giudicata come distruttrice e malevola, soprattutto quando essa si riversa sulla nostra quotidianità. Aspetto importante, ma che tende totalmente ad oscurare l’azione benevola che comporta: il ripascimento dell’ atmosfera e dell’ idrosfera oltre la genesi della crosta terrestre, e la creazione di paesaggi straordinari. Quello che appare come un lento fiume di distruzione, nasconde in realtà ben altro. Il magma, il fuoco è azione, è vita ed in essa dunque si cela il principio primo della genesi stessa, e cioè ciclo vitale, cambiamento. Morte e vita sono strette l’una all’altra, sorelle, e come tale anche qui tutto viene riproposto. La lingua di fuoco che riduce in polvere quello che ostacola il suo passaggio, diverrà sì cimitero di silenzio e sassi, ma diverrà anche ospite di nuova vita. La roccia nera farà da culla al verde dei pini e al giallo della ginestra, e si ripopolerà presto di altre innumerevoli presenze. Ringrazio il fotografo Gianluca Musmeci per la concessione del suo scatto”.

Nella gallery, altre illustrazioni di luoghi della Muntagna: 1) Etna nord-est, salita Piano Provenzana; 2) Schiena dell’Asino; 3) Monte Gemmellaro; 4) Monte Fontane; 5) Ilice di Carrinu; 6) vista monte Primo; 7) volpe; 8) ancora “Dalle viscere, nuova vita”; 9) Cristina in escursione

 

Gaetano Perricone

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