Michele Mammino
Michele Mammino

(Gaetano Perricone). Stamattina, 28 febbraio 2019, tra i preziosi ricordi di feisbuc ritrovo questo straordinario video pubblicato due anni fa su YouTube da Michele Mammino, popolarissimo e simpatico innamorato della Muntagna, protagonista di fantastiche ascese solitarie in vetta al vulcano grazie ad una particolare capacità di inerpicarsi e alla sua resistenza fisica, autore di foto e video di incredibile bellezza, che ci regala in continuazione. Il suo bellissimo soprannome, “lo stambecco dell’Etna”, è più che mai appropriato. Ritrovo questo video e mi emoziono moltissimo di fronte alla sempre stupefacente Potenza e Bellezza del “Mount Etna, World Heritage List”, Patrimonio Mondiale dell’umanità. E così, cari amici del Vulcanico, decido di riproporvelo, per goderci di nuovo insieme le immagini di questo meraviglioso spettacolo della natura, insieme alla descrizione di quella attività, che ho recuperato dal sito dell’INGV Osservatorio Etneo. Buona Etna di fine febbraio 2017 e grazie di cuore al grande Michele Mammino.

FONTE: INGV Osservatorio Etneo

Attività dell’Etna 27 febbraio-1 marzo 2017

Nel tardo pomeriggio del 27 febbraio 2017, l’attività stromboliana che era cominciata il 20 gennaio alla bocca posta sulla ex “sella” fra il vecchio e il nuovo cono del Cratere di Sud-Est (SEC) dell’Etna si è rapidamente intensificata, e un trabocco di lava ha alimentato una colata che si è riversata sul fianco meridionale del SEC.

Il trabocco lavico è incominciato poco dopo le ore 17:00 UTC (= ore locali -1) del 27 febbraio; inizialmente la colata è avanzata rapidamente sul ripido fianco del cono del SEC, però ha rallentato dopo aver raggiunto il terreno pianeggiante alla base del cono, espandendosi lentamente verso sud-sudovest, in direzione dell’antico cono di Monte Frumento Supino. Nella notte del 27-28 febbraio, l’attività era caratterizzata da frequenti esplosioni stromboliane, che hanno lanciato frammenti lavici incandescenti fino a 200 m di altezza sopra la bocca, mentre continuava il trabocco lavico (prima foto a sinistra).

Durante un sopralluogo effettuato da personale INGV-OE nella giornata del 28 febbraio, l’attività andava avanti con modeste fluttuazioni, e si notavano sporadiche emissioni di vapore e cenere marrone (materiale roccioso vecchio polverizzato) da più punti nel Nuovo Cratere di Sud-Est (NSEC), la cui ultima attività era avvenuta dal 6 all’8 dicembre 2015. La colata lavica stava lentamente avanzando sulla neve a monte di Monte Frumento Supino, con il fronte più distante a circa 2800 m di quota, avendo percorso circa 1.2 km dalla bocca eruttiva (seconda foto a sinistra). Intorno alla bocca eruttiva si stava formando un cospicuo cono piroclastico, che superava in altezza i punti più alti del SEC e del NSEC, a circa 3290 m.

L’attività continuava con caratteristiche sostanzialmente uguali durante l’1 marzo. Il fronte lavico più avanzato si era fermato a circa 2700 m di quota e poco più di 1.5 km di distanza dalla bocca eruttiva. Il nuovo cono piroclastico continuava a crescere rapidamente sia di altezza sia di larghezza, e la sua base orientale cominciava a riempire la depressione craterica del NSEC (terza foto a sinistra). In tarda serata, l’attività mostrava un netto decremento, accompagnata da una rapida diminuzione dell’ampiezza del tremore vulcanico.

http://www.ct.ingv.it/it/

 

Gaetano Perricone

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