SANTO AGHIOSdi Santo Scalia

I collezionisti di cartoline postali distinguono tra “‘formato piccolo” (prodotte fino agli anni ’50 del secolo scorso) e “formato grande” (prodotte a partire dagli anni ‘30), tra cartoline “viaggiate” (cioè affrancate, scritte e correttamente indirizzate) e non. Ci sono poi le cartoline “animate”, cioè quelle che riproducono persone, quelle commemorative, le regionali, pubblicitarie, militari, di propaganda, sportive e di altre mille tematiche ancora.

Tra le tante della mia collezione personale, due – entrambe viaggiate ­– oltre che per i soggetti raffigurati, mi sono particolarmente care per i nomi illustri di chi le ha spedite e di chi le ha ricevute.

Annibale Riccò
Annibale Riccò

Si tratta di due cartoline olografe scritte da Annibale Riccò, Direttore del Reale Osservatorio di Catania ed Etneo, inviate rispettivamente al Professor Eduard Suess, geologo, a Vienna ed al Signor Giovanni Verga a Catania.

La prima raffigura gli edifici dell’osservatorio astronomico e della “cantoniera” meteorica nella città di Catania. Vi è indicato l’edificio principale, dotato della cupola girevole che conteneva lo strumento più importante dell’osservatorio, il telescopio rifrattore Merz (realizzato a Monaco di Baviera), il locale contenente il cannocchiale dei passaggi, utilizzato per misurare esattamente il passaggio degli astri al meridiano, e altri due strumenti ottici su montatura equatoriale denominati equatoriale Cooke (rifrattore di produzione inglese) ed equatoriale fotografico.

La sede del primo osservatorio catanese si trovava alle spalle del Monastero dei Benedettini; l’edificio cilindrico e la cupola metallica erano ben visibili dalla Piazza Giovan Battista Vaccarini e dalla, per l’appunto, Via dell’Osservatorio fino a circa mezzo secolo fa.

La cartolina (del tipo con retro indiviso, in uso dal 1890/95 circa al 1906), propria del «R. Osservatorio di Catania ed Etneo», è un ringraziamento al professore viennese : «Tanti ringraziamenti per il giornale favoritomi. Suo devotissimo A Riccò». Da notare che all’epoca nel verso del cartoncino era permesso indicare esclusivamente il destinatario ed il relativo indirizzo. Eventuali comunicazioni, data e saluti si potevano invece apporre nel lato con l’illustrazione.

La seconda cartolina, raffigura l’edificio dell’Osservatorio Astronomico Vincenzo Bellini, realizzato quasi a quota 2940 m. sull’Etna. Completato intorno al 1880 fu dotato di un obiettivo da 33 cm. di diametro, realizzato anch’esso da Merz. L’osservatorio rimase attivo fino al 1925 e fu poi assegnato all’Istituto Vulcanologico dell’Università di Catania.

Giovanni Verga
Giovanni Verga

Il cartoncino, indirizzato allo scrittore Giovanni Verga a Catania, fu spedito da Nicolosi il 10 novembre 1907 ed è del tipo con retro diviso, con la barretta verticale di divisione spostata verso sinistra, in uso dal 1906 fino al 1910.

«Illustre Signore, La prego di gradire vive congratulazioni e sinceri ringraziamenti per le sue belle e generose parole, riguardo alla penosa questione del Nord e del Sud d’Italia. Colla massima considerazione, Suo devotissimo A.Riccò ».

Il quadro di Sciuti nella Casa Museo Verga (foto del Polo Museale di Catania)
Il quadro di Sciuti nella Casa Museo Verga (foto del Polo Museale di Catania)

L’indirizzo del destinatario è «Via St.Anna N. 8», a Catania; ed è proprio in Via Sant’Anna, al numero 8, che si trova oggi la Casa Museo Giovanni Verga, già Monumento Nazionale dal 1940 ed ora Museo Regionale. Di questo luogo si è già parlato, a proposito del quadro del pittore Giuseppe Sciuti sull’eruzione etnea del 1852 (http://ilvulcanico.it/etna-leruzione-del-1852-e-quel-magnifico-dipinto-di-giuseppe-sciuti/) che si trova lì esposto.

Un particolare non sfuggirà ad un attento osservatore: la data riportata nella prima cartolina è curiosamente il «18 gennaio 1989»; si tratta evidentemente di una svista, forse una inversione di cifre, voleva essere 1889 o 1898? Purtroppo il timbro postale apposto dall’ufficio Catania-Ferrovia non aiuta a dirimere il dubbio.

Particolari delle due affrancature
Particolari delle due affrancature

Un’altra curiosità si può notare nei costi dell’affrancatura: la prima, spedita qualche anno prima dell’inizio del XX secolo, pur indirizzata Particolari delle due affrancature 2all’estero è affrancata con un francobollo da 5 centesimi mentre la seconda, inviata nel 1907, ha un francobollo da 10 centesimi!

Di Annibale Riccò si è già parlato su questo blog (http://ilvulcanico.it/leruzione-etnea-del-1910-raccontata-dalle-cartoline-postali/): nato a Modena il 14 settembre del 1844, già primo astronomo aggiunto dell’Osservatorio di Palermo, fu il primo direttore del Regio Osservatorio di Catania e ricoprì la prima cattedra di Astrofisica istituita in Italia, a partire dal primo novembre 1890.

Riccò fu attento osservatore dell’eruzione etnea del 1910 della quale pubblicò relazioni sulla rivista Natura ed Arte, sul Bollettino dell’Accademia Gioenia di Catania e sulla prestigiosa Nature di Londra. Morì a Roma il 23 settembre 1919. A lui è stata dedicata la sede cittadina dell’Osservatorio Astrofisico di Catania (sulla collina di Santa Sofia).

Eduard Suess
Eduard Suess

Eduard Suess, geologo e paleontologo, come già detto, è il destinatario della prima delle due cartoline, indirizzata in Afrikanergasse 9, vicino al Prater. Nato a Londra nel 1831 da genitori austriaci si trasferì a Vienna nel 1846, dove dal 1862 insegnò Geologia all’università. Tra le sue opere più note c’è The Face of the Earth (in tre volumi, pubblicati nell’arco temporale 1883-1909). Fu autore di una notissima teoria sulla struttura interna della Terra: ipotizzò infatti una struttura a strati concentrici, denominati SiAl (silicio e alluminio), SiMa (silicio e magnesio) e NiFe (nichel e ferro); tale teoria era ancora correntemente insegnata nelle scuole superiori negli anni sessanta del secolo scorso.

Membro di quasi tutte le accademie europee, del Consiglio del Museo geologico dell’Università di Vienna, Suess fu anche Vicepresidente della Società zoologica e botanica. Morì a Vienna nel 1914.

Il destinatario dell’altra delle due cartoline descritte sopra non ha bisogno di presentazione: è Giovanni Verga, riconosciuto come il più autorevole esponente del verismo nella letteratura italiana.

Con il titolo: la cartolina inviata da Annibale Riccò a Eduard Suess. Nella fotogallery: la stessa cartolina, con il lato con l’illustrazione e il verso; i due lati della seconda cartolina, inviata da Annibale Riccò a Giovanni Verga; la cupola dell’osservatorio e quella di S.Nicola l’Arena; la vecchia sede dell’Osservatorio Astronomico. Ancora una volta con i più sentiti ringraziamenti del Vulcanico a Santo Scalia per questa nuova “chicca”, bellissima e di rilevante valore storico, considerati i protagonisti