di Gaetano Perricone
La copertina del manuale, con lo splendido disegno di Riccardo La Spina
La copertina del manuale, con lo splendido disegno di Riccardo La Spina
Domani, sabato 19 novembre, alle ore 17,  appuntamento davvero speciale nell’antica e fascinosa  sede del Parco dell’Etna, l’ex Monastero Benedettino di San Nicolò La Rena a Nicolosi  (Via del Convento 45): sarà presentato il volume “Etna patrimonio dell’umanità. Manuale raccontato di vulcanologia e itinerari” di Salvo Caffo e Sergio Mangiameli, Giuseppe Maimone Editore.
Avrò personalmente il piacere e il privilegio di condurre l’incontro.  Interverranno Marisa Mazzaglia, presidente del Parco dell’Etna; gli autori Salvo Caffo e Sergio Mangiameli; Riccardo La Spina, illustratore; l’editore Giuseppe Maimone. Letture scelte a cura degli studenti: Stefania Jasmine Basile, II Cs, Liceo classico Mario Cutelli, Catania; Marco Russo, III C, Liceo classico Gulli e Pennisi, Acireale; Giorgia Sciuto V E, Liceo scientifico Archimede, Acireale.
Sarà presente, ad arricchire la serata con la sua “esplosiva” e super premiata foto dell’eruzione del 4 dicembre 2015 e con una rassegna di altre immagini speciali della Muntagna, il bravissimo fotoamatore Giuseppe Famiani.
FAMIANONE
Il Vulcanico, grazie alla grande disponibilità degli autori e dell’editore che ringrazio di cuore, ha voluto raccogliere in anteprima le bellissime, intense, profonde, personalissime testimonianze-riflessioni firmate da tutti protagonisti di questo emozionante lavoro, destinato a diventare un cult per l’educazione ambientale e la conoscenza dell’Etna Patrimonio dell’Umanità nelle scuole, ma anche una preziosa, per certi versi insostituibile guida per gli adulti, i “diversamente ragazzi”.
Completa il quadro l’appassionata prefazione al libro della presidente del Parco dell’Etna Marisa Mazzaglia.

 

1 – Geo: l’idea originaria

di Sergio Mangiameli

Sergio Mangiameli
Sergio Mangiameli

L’idea “Etna Patrimonio Unesco – Manuale raccontato di vulcanologia e itinerari” è nata nella mia immaginazione circa due anni fa, sulla scia del successo dell’iniziativa “Storie sotto il vulcano” dell’editore Maimone.  Il coinvolgimento dei ragazzi in un progetto creativo basato sul territorio non solo stimola, ma forma per l’impronta emozionale che obbligatoriamente lascia nelle loro coscienze. Raccontare la propria terra attraverso parole e immagini è la base di una nuova disciplina che si chiama “interpretazione naturalistica”, l’evoluzione dell’educazione ambientale. In sostanza, dare nozioni precise, conoscere a menadito la montagna di casa, serve a poco, se non si va a toccare la corda profonda dell’emozione, che riesce a far compiere imprese impossibili a noi uomini in nome della passione.

Ho immaginato così il Manuale, del formato esatto che potesse entrare nella tasca dei jeans dei nostri ragazzi. Ho immaginato che contenesse dentro una storia naturale di avventura e conoscenza dell’Etna, la nostra e loro terra, oggi riconosciuta dal mondo intero così preziosa, da meritare il logo Sito Naturale Patrimonio dell’Umanità.

E allora, siccome da soli non si va da nessuna parte, ho condiviso questa mia visione con Salvo Caffo, vulcanologo, mito di conoscenza di noi studenti universitari di geologia. In un tempo successivo, da adulto, in un’indimenticabile escursione sull’Etna, ho poi conosciuto l’anima di Salvo, e la sua interpretazione della vita, e ho scoperto che è molto vicina alla mia. Dunque, quando sono andato a proporre collaborazione al Manuale visionario, sapevo quel che stavo facendo. E infatti, ci siamo capiti al volo.

Salvo, ho in mente qualcosa di mai tentato prima. Dobbiamo raccontare ai ragazzi una storia che rimanga nelle loro teste per scioltezza e scenda al cuore, emozionandoli. Se riusciremo a farli alzare dalla sedia con gli occhi puntati sulla montagna, e le gambe in subbuglio per andare a scoprire e capire e conoscere, avremo fatto qualcosa di bello. T’immagini, potremmo svegliare un prossimo Rittmann! E comunque, qualcuno che potrà conoscere, studiare e amare l’Etna per passione”.

Dissi più o meno così. E lui, come se il discorso fosse vecchio, rispose: “Come se nella storia io fossi Vulc e tu Geo…”.

Telefonai a Monica Maimone e le tracciai i contorni di questa cosa, che le piacque subito, tanto che dopo pochi giorni ci ritrovammo attorno a un tavolo per discuterne con suo padre, Puccio Maimone. Che, entusiasta, applaudì l’idea.

Partimmo con la storia di Vulc e Geo per un indimenticabile, avventuroso week-end sull’Etna, in cui fui lasciato assolutamente libero di scrivere. Nel frattempo, iniziammo tutti la ricerca dell’illustratore adatto al Manuale, e alla fine, seguendo il suggerimento di mia moglie Roberta, indicai a Monica e a Salvo, Riccardo La Spina, il “Giotto di Trecastagni” che disegna con la biro e non fa brutte copie.

In ultimo, il fiocco introduttivo ufficiale, è stato scritto con slancio da Marisa Mazzaglia, presidente del Parco dell’Etna (l’ente che ha voluto, perseguito e raggiunto il prestigioso riconoscimento per la Zona A del territorio protetto), innamorata di questo Manuale.

Nel Manuale, oltre a un linguaggio scorrevole e a toni colloquiali, in cui Vulc e Geo trovano anche modo di pizzicarsi, oltre agli itinerari precisi, in cui ha collaborato Orazio Distefano guida del Parco, oltre agli schemi stratigrafici e alle ultime datazioni dei siti, grazie a Stefano Branca vulcanologo dell’INGV sez. di Catania, abbiamo voluto insistere sull’obbligo di utilizzo di nomi appropriati. Fumo e fuoco dell’Etna spieghiamo perché non esistono e sono, di più, fuorvianti nella corretta interpretazione del territorio. Spieghiamo che l’Etna distrugge e crea, che è l’espressione attraente e repulsiva della Terra, che è solo un giovane pianeta ancora ricco di energia. C’è anche modo di stuzzicare certi limiti di pensiero, nel Manuale, come in un passaggio, che Puccio Maimone ha scelto per la quarta di copertina:

“La Luna stava salendo in cielo con una certa premura, come se avesse fretta per un appuntamento. Nessuno di loro due si ricordò quanto tempo dovette transitare prima che la notte s’inchinasse a una fontana di lava che raggiunse un chilometro di altezza, e che durò un’ora e mezza di getto continuo di terra alle stelle. Si sentiva solo un rombo basso, costante, senza flessioni notevoli: il tamburo rotante della terra che festeggiava la rinascita di se stessa. Fu qualcosa di sconvolgente per potenza e grandiosità. Un idrante geologico sparato verso Dio, che da lassù dovette per forza affacciarsi e sorridere. Vulc e Geo si guardarono con la bocca aperta. Quello che stava accadendo non lontano da loro andava al di là di ogni loro possibile, sperata attesa. La Luna illuminava il primo spettacolo del mondo, più vecchio di lei, e che s’era persa”.

E allora, buona lettura attiva, con le gambe pronte all’uso, a tutti i ragazzi e i diversamente ragazzi!

PS: Quando un nonno, che fa l’editore, e che si chiama Puccio Maimone, ha la premura di regalare la prima copia del suo ultimo libro prodotto alla nipote adolescente, con un dedica precisa e in equilibrio tra energia, singolarità e poesia, vuol dire solo una cosa: che tanto lontani dal centro non siamo andati.

2- Vulc: il sogno di sempre

CAFFO

di Salvo Caffo

Le cose accadono e spesso non riusciamo a coglierne immediatamente il senso, finché non abbiamo una visione completa che si va delineando quando i vari pezzi del puzzle della vita si compongono.

Da bambino ho avuto il privilegio di poter ascoltare il prof. Alfred Rittmann, scienziato di levatura internazionale, che raccontava storie fantastiche sull’Etna, mentre provava le scarpe che mio padre gli realizzava, su misura, nella bottega in cui ho trascorso la mia infanzia.

Aspettavo con ansia che quel signore elegantissimo e la sua splendida moglie venissero a trovarci per poter assistere al rito delle storie che lui non disdegnava di spiegare a mio padre, calzolaio, e al suo giovanissimo figlio. Con parole dosate e misurate, ma dense di conoscenza, spiegava a noi, entrambi con cultura elementare, concetti veramente fuori dalla portata delle nostre conoscenze, riuscendo ad alimentare in entrambi la passione per l’Etna e per la Vulcanologia.

Non c’era domenica che, con la mitica 600, non si partisse da Catania, insieme a mia sorella, ai miei genitori e alla nonna materna, per andare alla Pineta di Linguaglossa. Un vero e proprio viaggio che, per evitare di sentirmi male, trascorrevo con la testa fuori dal finestrino avendo modo così di memorizzare il percorso e il paesaggio.

Nel 1971, durante l’eruzione laterale che colpì l’abitato di Fornazzo (avevo solo 11 anni e su questo episodio, Sergio Mangiameli, bontà sua, ci ha scritto una breve e toccante storia) ho seguito di nascosto il prof. Rittmann, senza che i miei genitori lo sapessero!

Ho trascorso gli anni della formazione scolastica e universitaria andandomene in giro con i miei amici in escursione sull’Etna e imparando a conoscere questo straordinario territorio e soprattutto a vincere la paura di essere solo e lontano da casa. Sin da studente universitario, ho sentito l’esigenza di trasmettere le emozioni che si provavano nel conoscere il mondo dei cristalli, delle rocce, dei fossili degli invertebrati, insomma, di quanto apprendevo circa i temi relativi al Pianeta su cui viviamo.

Il mio pensiero è stato sempre rivolto al prof. Rittmann di cui ho cercato di seguire le orme.

E’ stato quasi naturale studiare Scienze Geologiche, conseguire il Dottorato di Ricerca universitario in Petrologia magmatica, diventare professore di Scienze Naturali e infine Vulcanologo del Parco dell’Etna: quasi una nemesi. Raccontare tutto questo durante incontri, convegni, conferenze rappresentava certamente un momento importante nel misurare la mia preparazione accademica, ma non mentirei se dicessi che ho sempre privilegiato il coinvolgimento emotivo per spiegare concetti e teorie del tutto avulse dalla nostra quotidianità.

Ho scritto centinaia di articoli sull’Etna ed ho preso parte alla stesura di molti testi a livello nazionale ed internazionale ma scrivere questo manuale è stato un mio desiderio da tempo e devo ringraziare Sergio Mangiameli per averlo reso possibile. Infatti, quando due anni fa Sergio Mangiameli mi propose di scrivere una storia che potesse rimanere nella mente dei ragazzi e addirittura riuscire a farli emozionare per poi magari, un domani, condurli a studiare Geologia per passione, compresi che stava completandosi il puzzle relativo alle mie diverse esperienze intorno all’Etna.

Avrei potuto ripercorrere il sogno che mi aveva accompagnato sin da bambino e che aveva condizionato e guidato la mia vita: rendere partecipi i ragazzi e anche gli adulti e soprattutto farli riflettere circa il nostro rapporto con la grande madre Terra.

Nacque l’idea di raccontare le esperienze durante un viaggio avventuroso di tre giorni e due notti alla scoperta dell’Etna, attraverso due personaggi, Geo e Vulc, che altro non sono che gli Avatar di Sergio e mio. Abbiamo cercato di trasporre le emozioni che noi stessi proviamo nei luoghi in cui si colgono i segni dell’evoluzione del complesso vulcanico. Il piccolo volume: “Etna Patrimonio dell’Umanità – Manuale raccontato di vulcanologia e itinerari”, attraverso una comunicazione diretta tra Geo e Vulc., fornisce nozioni di geologia dell’Etna quanto più precise possibili, anche grazie alle illustrazioni realizzate da Riccardo La Spina che descrivono minuziosamente i sentieri in cui è possibile osservare le pagine rocciose di questa storia naturale. Tutto ciò consente di capire perché, dal giugno del 2013, l’Etna è Patrimonio dell’Umanità proprio per gli aspetti geologici.

Personalmente spero di aver concorso a quella visione descritta da Vulc in risposta ad una delle tante domande poste da Geo: “ noi crediamo di essere fondamentali in questo mondo, e siamo appena arrivati. Le proporzioni sono sbalorditive e ci fanno capire il rapporto tra l’uomo e la terra….siamo solo animali evoluti, da pochissimo…quanta Storia c’è stata senza di noi…”

Desidero ringraziare il collega Stefano Branca, primo ricercatore dell’I.N.G.V. sezione di Catania – Osservatorio Etneo, che ha supervisionato il testo del manuale e condiviso con Sergio e me importanti aggiornamenti di ricerca scientifica, fornito utili ed apprezzabili consigli e fornito la carta geologica schematica e lo schema stratigrafico e delle datazioni dell’Etna, mettendo il sigillo scientifico ad un lavoro che speriamo possa soprattutto suscitare emozioni oltre che rappresentare una corretta sintesi dello stato delle conoscenze scientifiche sull’Etna.

3-Uno scrigno di speranze per il futuro

di Giuseppe e Monica Maimone

Giuseppe Maimone tra le figlie Simona e Monica

L’idea di libertà è il filo conduttore e il principio ispiratore del progetto Storie Sotto il Vulcano. I ragazzi raccontano, che “Giuseppe Maimone Editore” ha ideato e promosso per festeggiare i 30 anni di attività editoriale. Si è voluto mettere al centro dell’attenzione il talento degli studenti dell’area etnea, invitandoli a cimentarsi in produzioni letterarie e artistiche, partendo dalla conoscenza e rispetto del territorio e dalla promozione della realtà in cui vivono, attraverso la loro creatività.

Andando controcorrente – in un tempo in cui sembra non si riesca più a riconoscere “dignità alla fatica, rinunciando alla funzione di trasmettere sapere e far emergere attitudini a favore di una cultura del ‘facilismo’, del ‘tutto dovuto’, del ‘risultato a costo-zero” – è venuta fuori una narrazione rappresentata da racconti, saggi, disegni e fumetti che trova linfa nel gran palcoscenico storico e naturale del territorio, e che rivela nella simbologia del Vulcano la cifra identitaria più pregnante e ancestrale.

Questo Manuale raccontato di vulcanologia e itinerari dal titolo “Etna patrimonio dell’umanità” nasce e si inserisce nel seno di questo progetto educativo, intrapreso a favore dei giovani studenti, con l’intento di suscitare in loro la radice di “quell’essere parte” di una comunità umana, naturalistica, paesaggistica, storico culturale, da cui trarre stimoli per la formazione della loro identità, che li sosterrà nel difficile confronto con il mondo globale.

Il connubio delle competenze degli autori, quelle scientifiche e geologiche del vulcanologo Salvo Caffo e quelle narrative dello scrittore Sergio Mangiameli, arricchite dalle accurate illustrazioni di Riccardo La Spina, hanno contribuito a rendere questa nuova e inedita pubblicazione sull’Etna, rivolta prevalentemente ai ragazzi ma non solo, un nuovo scrigno di speranze per il futuro.

Perché la società civile ha bisogno di guardare con attenzione alle nuove generazioni e sostenerle, suscitando loro curiosità e interesse, fornendo ampie chiavi d’interpretazione. Perché i ragazzi hanno bisogno di bellezza e passione, prima di spiccare il volo verso le alte vette della loro vita e delle loro scelte future, hanno bisogno di esplorare il territorio con mano attraverso esperienze concrete e personali, di uscire dalle aule e mettersi in viaggio; hanno bisogno di incontrarsi e confrontarsi, per indagare il passato e il presente per poter immaginare e costruire il mondo con occhi nuovi.

E in viaggio si mettono i protagonisti del libro “Vulc e Geo”, un viaggio emotivamente coinvolgente e avventuroso, rendendo poetici gli argomenti di rilevanza scientifica, in linea con lo spirito di sfida che la ns. casa editrice da sempre, e soprattutto in questi ultimi anni, attraverso il progetto Storie Sotto il Vulcano, ha aperto intraprendendo così un dialogo con i ragazzi, rendendoli promotori, oltre che fruitori di cultura!

Questo libro è un invito e una speranza, una freccia che lanciamo per loro affinché possa determinare la crescita della conoscenza e della passione per il luogo in cui vivono, le uniche forze che muovono i veri cambiamenti! Siamo davvero orgogliosi e felici di questo progetto editoriale, fiduciosi che la lettura possa innescare fra i nuovi etnei, futuri protagonisti di questa terra vulcanica, lo spirito di “libertà” a proseguire i “Racconti” e le “Storie Sotto il Vulcano”!

Citiamo, per chiudere, Michele Mangione, Sindaco di Randazzo, che nella Premessa ai volumi “Storie Sotto il Vulcano” II edizione, a nome dei 32 Sindaci dell’area etnea che hanno sostenuto il progetto, riassume l’augurio e la speranza che i ns. ragazzi sapranno cogliere: “ Se l’Etna è annoverato, a ragione, tra i luoghi UNESCO per i suoi crateri, le lave, la fauna e la flora di sconvolgente bellezza, vi sono, insieme, questi ragazzi: il nostro vero patrimonio di umanità – più che dell’umanità – i quali, (…), sono sicuro, sapranno fare meglio di noi”.

Un vivo apprezzamento va al Presidente del Parco dell’Etna, Dott.ssa Marisa Mazzaglia, che firma la Prefazione al volume, e con la quale condividiamo fermamente lo spirito che anima tutti i progetti volti alla salvaguardia del Parco dell’Etna e dei valori culturali e pedagogici rappresentati dal ns. Vulcano, “uno dei più emblematici e attivi al mondo”.

4- Esperimento educativo di straordinaria valenza

di Marisa Mazzaglia

MARISELLA

Il 21 giugno del 2013, a Phnom Penh, capitale della Cambogia, il Comitato del Patrimonio Mondiale UNESCO ha inserito l’Etna nella lista dei beni Patrimonio dell’Umanità definendolo uno dei vulcani “più emblematici ed attivi al Mondo”, ma soprattutto citandone la lunga tradizione di documentazione scritta che risale ad oltre 2.700 anni fa.
Si scrive da millenni attorno all’Etna, sembra ribadire l’UNESCO, e la sua importanza scientifica nonché i suoi valori culturali e pedagogici sono di rilevanza mondiale.
E’ per questa ragione che ogni nuova ricerca, studio, pubblicazione sull’Etna è un evento di straordinaria valenza culturale che, nel caso dello splendido volume “Etna patrimonio dell’umanità. Manuale raccontato di vulcanologia e itinerari”, scritto a due mani dal vulcanologo del Parco dell’Etna Salvo Caffo e dal giornalista-geologo Sergio Mangiameli, con le eleganti illustrazioni di Riccardo La Spina, diventa anche una innovativa operazione educativa attraverso un linguaggio trasversale, a metà tra il racconto ed il manuale, che stimola la curiosità e suscita l’interesse del lettore.
In questa chiave si comprende il grande interesse che l’Ente Parco dell’Etna, gestore del Sito Unesco “Mount Etna”, ha per questo manuale/racconto che si propone come strumento di educazione all’ambiente e come leva strategica per promuovere lo sviluppo sostenibile, cioè la ricerca di un nuovo equilibrio tra l’uomo e la natura. Siamo grati all’Editore Giuseppe Maimone per la grande sensibilità dimostrata nel promuovere un interessante esperimento educativo e di racconto dell’Etna, Patrimonio dell’Umanità.

Etna patrimonio dell’umanità. Manuale raccontato di vulcanologia e itinerari di Salvo Caffo e Sergio Mangiameli, Giuseppe Maimone Editore. Euro 13,00

 

 

 

 

Gaetano Perricone

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