Rosario

di Rosario Catania

Ci sono luoghi, che conservano la memoria, dove il fuoco, ha forgiato opere d’arte e la Natura ha messo radici, così profonde, da reggere il peso del Mondo.
Dedicato alla Giornata della Terra 2018.

Quando la montagna chiama io devo andare e ovunque vada porto con me indietro, sempre qualcosa di nuovo.

Ma alcuni luoghi conservano la storia, di un vulcano tanto violento quanto prezioso, con la Vita che nasce dalla distruzione. Luoghi carichi di elettricità, che brillano, trasmettendo quella scarica di adrenalina capace di accendere anche il più distratto visitatore.

Altri invece sono carichi di magia, avvolti da un velo misterioso che gli conferisce potere e attrazione fatale. Monte Egitto, tempio dei patriarchi arborei, è un esempio. Custodisce secoli di storia, troneggia tra colate laviche devastanti e conserva la verde memoria delle querce più belle dell‘Etna.

BOSCO QUERCE

Un luogo, bello come tanti sull’Etna, ma unico per gli scenari che offre, dai ripidi pendii del versante ovest, alle immense distese di lava, a fatica colonizzata dalle specie pioniere, con aperture nelle colate che mostrano la potenza di una eruzione vulcanica con pozzi profondi da scatenare la fantasia di chi ci si avvicina, vere e proprie porte verso gli inferi.

Luoghi che la mitologia vuole appartengano ad Efesto forgiatore delle profondità e di ciclopi, guerrieri senza tempo, che scagliano fuori l’ira del vulcano, forme morfologiche  che ricordano volti, cannoni, maschere, archi, pagode, ferri di cavallo, buchi di serratura, lingue di pietra, corde intrecciate, bombe, croste di pane, lastre di vetro, altari, panettoni.

Etna, figlia della Terra, generatrice di altra Terra, camino dell’inferno, trono verso il cielo, nei secoli divinità da temere e rispettare, oggi in lotta con un mondo che cambia, poco attento alla Natura, ma che di essa vive, un mondo chiamato Uomo, che ferisce ma perisce, che ama e odia ciò che gli ha permesso di esistere.

Vulcano e Uomo, un libro scritto e riscritto una infinità di volte, le cui pagine hanno colori diversi, ma che non finiranno mai…

Adesso vado, la montagna mi chiama, e io devo andare…

Innamorarsi di un luogo visto una sola volta, come un colpo di fulmine, mi è successo tre volte in tutta la mia vita. In ogni occasione in cui ho provato questa rara sensazione di appartenenza totale, ho cercato di accoglierla come un dono, una fortuna insperata, e di conservarla per poterla rinnovare anche semplicemente con il ricordo di questi miei luoghi dell’anima, che sono lì per tutti, ma che appartengono solo a me ogni volta che li ripenso.

(Gaetano Perricone). Per rendere ancora meglio l’idea della straordinaria Bellezza di questo luogo, mi piace molto aggiungere alla emozionata ed emozionante riflessione di Rosario Catania questi brani dallo splendido testo di Agata Puglisi, grande ex collega del Parco dell’Etna, che di questo suo “luogo del cuore” parla così nel libro a più mani – tra le quali le mie-  “Etna Vulcano del mondo” (2013, Villaggio Maori Edizioni”: “Monte Egitto, in zona A del Parco dell’Etna, comune di Bronte, si trova all’incirca all’incrocio con la pista forestale che attraversa i coni secondari di Monte Capre, in direzione di Monte Lepre. Pochissimi sanno dell’esistenza di questo bosco di settantatré esemplari di Roverella (Quercus pubescens), dei quali cinquantasei sono di grandi dimensioni e di età secolare …  per me il bosco di Monte Egitto è un luogo magico. Basterebbe già la vista di uno solo di questi monumenti vegetali per giustificare un viaggio, ma qui si tratta di un intero bosco di querce, che ti accoglie e ti circonda, ti fa sentire tutt’uno con la terra, il tempo, il sole, l’Etna, la pioggia, gli animali, il sottobosco. E la sensazione si rafforza al pensiero che queste maestose querce sono sopravvissute per secoli, scampate a tantissime colate laviche, anche vicinissime”

Rosario Catania

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