Marco%20small%20

di Marco Gambino

“Il cappuccino era rimasto fumante sul tavolo; se ne era bagnata appena le labbra. Non mi sento bene, dice a un certo punto. In quel momento, mi è sembrato di vedere uno spettro sul suo volto. Bianco, teso, spaventato… “

Parigi , 16 Settembre 1976.  Maria Callas muore nel suo appartamento di Parigi, al N.36 di Avenue George Mandel. Il grande soprano ha soltanto 53 anni. Accanto a lei quella mattina c’è soltanto il suo maggiordomo, Ferruccio Mezzadri.

“Maria Callas , the black pearl”, così s’intitola il monologo scritto da Federica Nardacci in cui a raccontarci  “la Divina sono i ricordi del fedele maggiordomo che la serve da vent’anni.

Ferruccio gioca a poker con Maria. L’accompagna  nei suoi viaggi. Le sta vicino durante gli ultimi anni parigini che trascorre dietro i vetri del suo appartamento, ad aspettare che il mondo che l’ha venerata si ricordi di Maria Callas anche solo per un istante.

Mi entusiasmo alla prima lettura. Quando Federica mi chiama per chiedermi se il testo mi piace e se ho voglia d’interpretare Ferruccio Mezzadri, le rispondo subito di sì. Raccontare Maria Callas é una tentazione troppo grande. Inizio subito a leggere le innumerevoli biografie, a guardare tutto il materiale possibile su di lei. Interviste, documentari, film. Per settimane penso solo a Maria, vedo solo Maria, sento solo Maria. Entro dentro la sua disperata solitudine, ma anche dentro la sua incomparabile tenacia, dentro quella fierezza che non tradisce mai debolezza. Nello stesso tempo cerco d’immaginarmi Ferruccio nel suo ruolo di custode di memorie, di guardiano fedele, di amante platonico vittima di un amore irraggiungibile eppure vicinissimo.

La regia di Sophie Aldred sposa la mia idea di minimalismo estremo. Il racconto si svolge tra una sedia ed il proscenio, mentre sullo schermo scorrono le immagini di Maria al colmo di una bellezza conquistata con fatica insieme a quelle della sua gioventù devastata da una madre padrona.

La musica incidentale di Claudio Di Meo fa eco alla voce di Maria, che cerco di trovare dentro di me in alcuni momenti del racconto. Quando Ferruccio s’incarna in lei. Dopo una convivenza durata vent’anni può succedere. Involontariamente ti muovi, pensi, parli come chi ti sta accanto. E se chi ti sta accanto è Maria Callas il gioco diventa ancora più accattivante.

In fondo questo è il mio mestiere. Entrare dentro un altro. Un altro che non ti somiglia. Un altro che  ha sofferto in maniera diversa. Un altro che ha avuto un coraggio diverso. Un altro che si è spento nel fiore degli anni o che ha vissuto troppo a lungo.

Ferruccio è tornato a Piacenza, la città in cui è nato e dove ad oggi vive. Ha 83 anni ed è di poche parole. Federica è riuscita a parlargli al telefono un paio di volte. Da lui ha ottenuto soltanto il lasciapassare per raccontare una storia che lui non avrebbe mai potuto raccontare. Per lui il ricordo di Maria, da quel lontano 16 settembre, vive nel silenzio il silenzio di Maria Callas. La conquista più grande di Ferruccio: la sua perla nera.

Mi sono chiesto molte volte cosa fosse. L’ho cercato disperatamente. Ho provato a cercarlo nella solitudine, nell’immobilità, nell’assenza…ora ho scoperto che esiste. Il silenzio esiste”

Maria Callas, the black pearl”                                         final_poster

di Federica Nardacci 

con Marco Gambino 

Regia di Sophie Aldred

Musiche di Claudio Di Meo 

Il monologo e’ stato presentato per la prima volta il 23 Febbraio 2018 al Teatro della Steiner School. King’s Langley ( Uk ). Prossima presentazione. 19 Marzo 2018. Tristan Bates Theatre. Londra. 

 

ENGLISH VERSION

by Marco Gambino

“ …That morning I left the steaming cappuccino on the table, but she only had one sip. I am not feeling very well she said. At that moment it was as if a ghost had appeared on her face …”
Paris, 16th September 1976. Maria Callas dies in her Paris apartment at N 36 Avenue George Mandel. The great soprano is only 53 years old. Ferruccio Mezzadri, her faithful butler, is beside her.

Maria Callas, the black pearl, is a theatre monologue by Federica Nardacci in which the “Divina”  comes alive through the memories of Ferruccio Mezzadri who served Maria Callas for twenty years.

Ferruccio plays poker with Maria. He accompanies her on her travels. He looks after her during the last years she spends behind the windowpanes of her apartment waiting to be remembered, even for one moment, by that same world which once adored her.

After a first reading I am taken.  When Federica calls me to ask if I like her script and if I want to play Ferruccio I immediately say yes. It’s an offer I cannot refuse. I immediately start reading numerous biographies on Callas. I watch whatever I can find on her : interviews, documentaries, films. For weeks I only think about Maria, I only listen to Maria, I only see Maria. I get inside her desperate solitude, but also inside her incomparable tenacity, inside  her pride which never betrays the slightest weakness. At the same time I try to imagine Ferruccio in his role of keeper of memories, of faithful guardian, of platonic lover, victim of an impossible love.

Sophie Aldred’s direction shares my idea of extreme minimalism. The story unfolds between a chair and the front of the stage whilst in the background images of Maria keep running showing her at the peak of a beauty conquered through amazing sacrifices and also as a young woman crushed by her mother’s vanity.

Claudio Di Meo’s incidental music echoes Maria’s voice which in some parts of the play resonates in me. At times in fact Ferruccio becomes Maria. After twenty years of coexistence that’s perfectly plausible.  Inadvertently Ferruccio moves like her, thinks like her, speaks with Maria’s words. A fascinating game.

That’s the essence of an actor’s work.  Becoming someone else.  Someone different from you. Someone who has suffered more deeply. Someone who has been more daring. Someone who died in the prime of life or lived for too long and so on.

Ferruccio went back to Piacenza, the town where he was born and where he lives today. He is 83 years old and doesn’t talk much. Federica spoke to him on the phone a couple of times. She got from him the green light to tell a  story he can’t tell.  Since16th September 1976, Maria’s memory lives in silence: Maria Callas’s  silence. Ferruccio’s biggest achievement : the black pearl.

“I have asked myself many times what it truly was. I have searched desperately for it. I have tried to find it in the solitude , in the immobility , in the absence …and I finally found it : Silence”.

The black pearl by Federica Nardacci

with Marco Gambino

directed by Sophie Aldred

Incidental music by Claudio Di Meo.

The monologue was presented for the first time at the Steiner school Theatre in Kings Langley on 23rd February 2018.

Next presentation on 19th March at the Tristan Bates Theatre. London.