ECCOMI-QUA-237x300di Gaetano Perricone

Antonio Nicoloso, nicolosita, classe 1933,  scomparso il 14 dicembre 2007, fu probabilmente la più leggendaria e carismatica guida dell’Etna e ancora oggi, per i tanti di noi che hanno avuto il piacere e l’onore di conoscerlo e per quelli dopo di noi che sentono in continuazione parlare di lui, è un mito assoluto della Muntagna“Un vero fuoriclasse – scrive con orgoglio il Gruppo Guide Alpine Etna sud, di cui Antonio fu esponente di punta e presidente – che resterà nella storia per l’impresa epica compiuta nel 1974, primo uomo al mondo ad essere sceso giù all’interno del Cratere Centrale. Maturò la sua esperienza esplorando svariati vulcani della terra ed attraverso la lunga collaborazione con i più grandi vulcanologi del mondo, tra cui Haroun Tazieff”.

Oggi, prima domenica d’estate del 2018, voglio fare conoscere meglio ai … 25 lettori del Vulcanico,  condividendo con voi questo magnifico e spettacolare collage video storico, un formidabile documento realizzato dal grande Giovanni Tomarchio, – il giornalista e carissimo amico che ha lavorato nella TGR Sicilia e che più e meglio di ogni altro ha raccontato al mondo l’Etna con la sua telecamera -, che ritrae alcune delle più grandi imprese compiute da Antonio Nicoloso sul più alto vulcano attivo dell’Europa continentale. Il video è stato pubblicato su youtube dal Gruppo Guide Etna Sud  grazie alla concessione della “Turistica Mongibello”  del fratello Orazio Nicoloso.

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Nel mio archivio personale, ho ritrovato un paio di piccole cose, che però servono a rendere chiaro il mio personale e bellissimo ricordo del mitico Antonio. La prima è un breve passaggio sul libro La mia Etna, che pubblicai a novembre del 2004 con Giuseppe Maimone Editore quando lui era ancora vivo e lavorava alla grande sulla Muntagna, laddove a pagina 36 parlo delle figure delle Guide: Tra di loro c’è il grande vecchio, uomo di poche parole ma di enorme esperienza, diventato un mito per essersi calato dentro uno dei crateri, sempre gagliardamente sulla breccia”.

E poi c’è un articolo che scrissi sulla rivista nella rubrica “Personaggi” della rivista Catania Provincia Euromediterranea, per raccontare una bellissima serata di cui fui protagonista nell’estate 2008 a Nicolosi, proprio per ricordare pubblicamente la figura di questo grande uomo scomparso l’anno precedente. Eccolo:

Per uno come me, che vive e lavora sull’Etna da soli 11 anni ma è stato già ampiamente sedotto dal fascino del vulcano, è stato davvero un grandissimo onore condurre la “Serata vulcanica”, organizzata dal Comune di Nicolosi e dalla Provincia di Catania, in memoria di Antonio Nicoloso.

Figlio illustre di Nicolosi, leggendaria guida dell’Etna e per lungo tempo presidente del Collegio regionale delle Guide alpine vulcanologiche, stroncato da un male incurabile alla fine dello scorso anno all’età di 74 anni, Antonio ha lasciato un ricordo indelebile ed un grande vuoto nel mondo degli addetti ai lavori e degli appassionati della nostra “Muntagna”.

Il mio ricordo personale di Antonio Nicoloso è quello di un uomo gentile e sempre disponibile, profondo conoscitore del vulcano in tutti i suoi aspetti, personaggio estremamente carismatico nonostante la sua semplicità e sobrietà. Quanto basta per conservarlo nello scrigno dei miei ricordi come un vero “maestro” per la scoperta dell’Etna e dei suoi straordinari segreti, ma soprattutto come un grande uomo della montagna, un “testimonial” assoluto della sua bellezza.

NICOLOSO

Con la sua esperienza ed il suo lavoro, Antonio Nicoloso ha veicolato nel mondo l’immagine migliore dell’Etna e del suo territorio. La sua figura resterà scolpita nell’immaginario collettivo per la grande impresa del 24 settembre 1974, allorchè – primo uomo al mondo – si calò all’interno del Cratere centrale per scopi scientifici.

Credo che tutti coloro che operano sull’Etna e vivono l’Etna debbano, dobbiamo qualcosa a questa straordinaria figura, assolutamente simbolica di quello che è il rapporto più autentico tra l’uomo e la bellezza, i valori e la potenza della natura”.

Voglio degnissimamente concludere questo doveroso e sentito omaggio al grandissimo e indimenticabile Antonio Nicoloso, con questa sua affascinante e indelebile testimonianza, dal racconto di Marinella Fiume Il padrone del fuoco, da Storie d’aria, di terra, d’acqua e di fuoco, a cura di E. Chiavetta e S. Fernandez, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2007.

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Quando scesi nel cratere…

«Sono nato sull’Etna e sull’Etna ho vissuto tutta la mia vita. Capii qual era la mia strada quando, bambino di cinque anni, mio padre mi legò con una corda piccola e mi portò con sé insieme a mio fratello Orazio, di quattro anni più grande di me, in una spedizione al cratere centrale a dorso di mulo. Arrivati là ci affacciammo tutti, noi e i forestieri, nella bocca fumante del cratere centrale e mio padre mi disse: “U vidisti? Ora nô vidi cchiù!”.

Mio padre cominciò a sedici anni come portatore, sotto la scuola di suo padre, che era a sua volta guida. Era un mestiere antico che si tramandava da secoli questo di condurre viaggiatori, scienziati e turisti e per gli impervi sentieri di una montagna sempre diversa. Quando scesi nel cratere centrale quel 24 settembre del 1974, non ci credeva nessuno che io l’avrei fatto davvero, le guide mi deridevano, mi prendevano per pazzo, lo stesso vulcanologo francese Tazieff non pensava mi spingessi a tanto. I contadini dissero poi che ero stato io il colpevole delle minacce portate della lava ai loro campi coltivati, perché ero sceso nel ventre del vulcano, dove nessun uomo era mai sceso prima e la “montagna” si vendicava della mia temerarietà. Ma neanche io ci avevo mai pensato prima e forse neanche allora pensavo che l’avrei fatto. Non è durata che sessanta minuti l’immane esperienza, ma che significato ha il tempo nella dimensione del fuoco?”

Per il video, grazie a www.etnaguide.eu .  Nella foto con il titolo, in primo piano accanto ad Antonio Nicoloso il fratello Orazio, che ringraziamo per la gentilissima autorizzazione anche per l’altra meravigliosa foto di Antonio Nicoloso con la valigia

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by Gaetano Perricone

Antonio Nicoloso, from Nicolosi, born in 1933, passed away on December 14, 2007, was probably the most legendary and charismatic guide of Etna and still today, for the many of us who have had the pleasure and honor to know him and for those after us who feel  always speak of him, is the absolute myth of Muntagna. “A real star-writes proudly writes the group Guide Alpine Etna Sud, of which Antonio was a leading exponent and president-who will remain in history for the epic feat accomplished in 1974, the first man in the world to have fallen down inside the central crater. Matured his experience exploring various volcanoes of the earth and through the long collaboration with the greatest volcanologists of the world, including Haroun Tazieff 

Today, first Sunday in the summer of 2018, I want to let you know better to … 25 readers of this blog, sharing with you this magnificent and spectacular historical video collage, a formidable document made by the great Giovanni Tomarchio,- the journalist and dear friend who worked In the TGR Sicily and that more and better than any other has told the world of Etna with its camera-, which portrays some of its biggest achievements by Antonio Nicoloso on the highest active volcano of continental Europe. The video was published on YouTube by the Guide group Etna Sud thanks to the concession of the “Turistica Mongibello” of his brother Horace Nicoloso.

In my personal archive, I found a couple of small things, but they make clear my personal and beautiful memory of the mythical Antonio. The first is a short passage on the book “La mia Etna“, which I published in November of 2004 with Giuseppe Maimone Editorem when he was still alive and worked great on Muntagna, where on page 36 I speak of the figures of the guides:  “Between them there is the great oldman, a man of few words but of enormous experience, became a myth for having fallen into one of the craters, always lustily in the gap”.

And then there is an article that I wrote in the magazine in the heading “Personaggi” of the magazine Catania Provincia Euro-Mediterranea, to tell a beautiful evening of which I was protagonist in the summer 2008 in Nicolosi, just to remind publicly the figure of this great man passed away the previous year. Here:

For someone like me who lives and works on Etna for only 11 years but has already been widely seduced by the fascination of the volcano, it was really a great honor to conduct the” Volcanic Evening “, organized by the municipality of Nicolosi and the province of Catania, in memory of Antonio Nicoloso.

Illustrious son of Nicolosi, legendary Etna guide and for a long time president of the Regional College of Alpine Guides , nipped by an incurable evil at the end of last year at the age of 74 years, Antonio left a permanent memory and A great emptiness in the world of professionals and enthusiasts of our Muntagna.

My personal memory of Antonio Nicoloso is that of a kind and always available man, deep connoisseur of the volcano in all its aspects, extremely charismatic character despite its simplicity and sobriety. With his experience and his work, Antonio Nicoloso has conveyed in the world the best image of Etna and its territory. His figure will be carved in the collective imagination for the great feat of 24 September 1974, whenever – the first man in the world – he sank into the central crater for scientific purposes.

I believe that all those who operate on Etna and live Etna must, we owe something to this extraordinary figure, absolutely symbolic of what is the most authentic relationship between man and beauty, values and power of nature”.

I want worthilyo to conclude this dutiful and felt homage to the great and unforgettable Antonio Nicoloso, with this fascinating and indelible testimony, from the story of Marinella Fiume The Master of Fire, from Stories of air, land, water and of fire, curated by E. Gib and S. Fernandez, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2007.

When I got into the crater…

“I was born on Etna and on Etna I lived my whole life. I understood my way when, five-year-old, my father tied me with a small rope and took me with him together with my brother Horace, four years older than me, in an expedition to the central crater on the back of a mule. Arrived there we all looked, we and the strangers, in the steaming mouth of the central crater and my father said to me: “U vidisti? Ora nô vidi cchiù!”.

My father began at sixteen as a bearer, under his father’s school, which was in turn driving. It was an ancient craft that has been handed down for centuries this to lead travelers, scientists and tourists and for the impervious paths of a mountain always different. When I got down into the central crater that 24th of 1974, nobody believed that I would do it, the guides mocked me, they took me for a fool, the same French volcanologist  Tazieff didn’t think I’d push myself to much. The peasants then said that I had been the culprit of the threats brought by the lava to their cultivated fields, because I had descended into the belly of the volcano, where no man had ever come down before and the “mountain” took revenge for my recklessness. But I never thought about it before, and maybe even then I thought I’d do it. It did not last that sixty minutes the immense experience, but what meaning does the time in the size of the fire? “

For the video, thanks to www.etnaguide.eu.  In the photo with the title, in the foreground next to Antonio Nicoloso’s brother Horace, thank you for the kind permission for the other wonderful photo of Antonio Nicoloso with the suitcase

 

 

 

Gaetano Perricone

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