PROCESSIONE DUSMET Bianco e Nero“… Dal giorno 22 al 26 maggio la lava, con vicende presso a poco uguali, si era sempre più avvicinata a Nicolosi, e a misura che il pericolo si faceva maggiore, maggiore diveniva i tutti la fede e le preghiere più fervide e gli atti d’intercessione più ardenti. Oltre ogni dire solenne fu poi la processione del giorno 24, in cui il simulacro di Sant’Agata, la Vergine catanese, venne portato in gran pompa dinanzi al torrente sterminatore. Sotto il baldacchino, tenendo in mano il velo taumaturgico, dinanzi al quale la lava del 1669 si era arrestata, precede lentamente il cardinale Dusmet, che durante tutto il periodo dell’eruzione, da vero pastore della Chiesa, volle condividere col suo gregge diletto tutti i disagi e tutti i pericoli dell’immane sventura …” (dal racconto “L’eruzione dell’Etna”,  all’interno del libro “Sull’Etna” del 1906 di Antonino Amore, Catania, editore il Cavaliere Niccolò Giannotta, Libraio della Real Casa).

di Santo Scalia

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Provate a chiedere a dei catanesi se conoscono Dusmet; quasi tutti sicuramente vi risponderanno di sì e vi indicheranno il monumento che si trova in Piazza San Francesco d’Assisi. MONUMENTO A CATANIA DUSMET

Altri invece vi indirizzeranno in Cattedrale, dove c’è un monumento al Cardinale Giuseppe Benedetto Dusmet, Arcivescovo di Catania, e lì, nel vicino altare dedicato alla Vergine, l’urna contenente le spoglie mortali del Beato Dusmet.

Pochi ancora vi diranno di aver visto un monumento accanto ad una cappella, a Nicolosi.

Cominciamo col chiarire qualche dubbio: Melchiorre o Giuseppe Benedetto? Cardinale, arcivescovo o beato?

MONUMENTO DUSMET IN CATTEDRALEMelchiorre Dusmet nacque a Palermo il 15 agosto 1818. Il padre – Luigi – di origine belga, SPOGLIE DUSMETgià all’età di cinque anni lo destinò alla vita ecclesiastica conducendolo all’Abbazia Benedettina di San Martino delle Scale, pochi chilometri fuori Palermo. Qui, all’età di ventuno anni, Melchiorre intraprese il noviziato e, come di consuetudine, cambiò il proprio nome e gli venne assegnato quello di Giuseppe Benedetto.

Nel 1858 comincia il legame di Dusmet con la città di Catania, e di conseguenza con l’Etna, quando fu nominato abate del Monastero benedettino di San Nicolò l’Arena. Nel febbraio del 1867, Papa Pio IX lo nominò arcivescovo di Catania e successivamente, nel concistoro dell’11 febbraio 1889, Papa Leone XIII lo elevò al rango di cardinale.

FOTO 4 Eruzione 1886

Morì a Catania il 4 aprile 1894. Nel 1988 Papa Giovanni Paolo II lo ha proclamato beato. In quell’occasione la salma, ancora intatta, fu ricomposta in un’urna e posta sotto l’altare della Vergine nella Cattedrale etnea.

Nel corso del suo apostolato, l’Etna manifestò più volte la sua potenza: nel 1865, quando era ancora abate (eruzione che portò alla formazione dei Monti Sartorius); nel maggio-giugno del 1879 (eruzione nel versante settentrionale, con la formazione dei Crateri Umberto e Margherita); nel marzo del 1883, quando si formò Monte Leone (vedi ilVulcanico.it).

Fu però nel corso dell’eruzione del 1886, quando il paese di Nicolosi fu minacciato seriamente dalla colata lavica, che il nome di Dusmet si legò indissolubilmente all’Etna: «tra l’incredulità e lo stupore di molti», come scrive Don Anselmo Lipari (Priore dell’Abbazia di San Martino delle Scale) nel suo Dusmet – una carità senza confini, l’Arcivescovo decise di organizzare una processione e portare il Velo di S. Agata incontro alla lava.

Il 24 maggio del 1886 lo stesso Dusmet portò a Nicolosi la sacra reliquia, e da qui in processione insieme ai nicolositi raggiunse il fronte lavico, depose a terra il Velo, si inginocchiò e pregò; poi benedisse il fuoco con la sacra Grimpa(il nome che i catanesi attribuiscono al Velo stesso, n.d.r.). Il 2 giugno la corrente lavica si arrestò, e l’eruzione finì del tutto il 7 seguente.

Nicolosi, la cappella dedicata al Velo di Sant'Agata e accanto la statua del Cardinale Dusmet (foto Gaetano Perricone)
Nicolosi, la cappella eretta dove si fermò la lava del 1886 e accanto la statua del Cardinale Dusmet (foto Gaetano Perricone)

L’episodio è già stato trattato su questo blog in passato (vedi ilVulcanico). L’eruzione era iniziata il 18 maggio, dopo una potente esplosione sommitale; lungo la frattura eruttiva si formarono una serie di conetti, al più grande dei quali fu dato il nome di Monte Gemmellaro.

Per concludere voglio aggiungere nella Fotogallery una serie di immagini poco note dell’eruzione, realizzate da vari autori, e pubblicate nel 1893 dal figlio del vulcanologo Orazio Silvestri negli Atti dell’Accademia Gioenia di Scienza Naturali di Catania (Serie IV – Vol. VI).

CARTINA ERUZIONE 1886

Infine, grazie alla cartina accanto, realizzata in base agli studi del Prof. Orazio Silvestri e pubblicata nel numero già citato degli Atti, ci si può rendere conto del percorso delle colate e della minaccia subita dal paese di Nicolosi.

Con il titolo: il Cardinale Dusmet in processione con il Velo di Sant’Agata