di Gaetano Perricone

Per il Vulcanico, palermitano di nascita e etneo di residenza, quella di oggi è una giornata da scolpire nella memoria: stamattina alle 10 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, un altro palermitano decisamente più importante, svelerà solennemente davanti a Palazzo dei Normanni, il meraviglioso palazzo dei re di Sicilia, la targa celebrativa dell’iscrizione nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità del sito arabo-normanno di Palermo, Cefalù e Monreale, il 51esimo sito UNESCO italiano, settimo della Sicilia, ricchissima almeno da questo punto di vista.

Sono molto felice e orgoglioso. La mia Palermo, magnifica e affascinante città culla di storia e di cultura, cuore pulsante della civiltà nei suoi anni più floridi, merita a pieno titolo questo prestigioso riconoscimento. Ed è bellissimo che sia la più alta carica dello stato, il presidente della Repubblica palermitano, a compiere il gesto tradizionalmente più atteso e significativo per ogni nuovo sito iscritto nella World Heritage List dell’UNESCO, cioè la scopertura della targa ufficiale che racconterà per sempre al mondo che quel tale luogo o quel monumento sono Patrimonio dell’Umanità intera.

Sono doppiamente entusiasta perché, nella mia seconda vita trascorsa sull’Etna, ho avuto il privilegio di far parte attiva, molto attiva, dello staff dell’Ente Parco che ha felicemente condotto in porto il 21 giugno del 2013, con la proclamazione nella lontanissima Phnom Penh in Cambogia, l’iter di candidatura del più alto Vulcano attivo d’Europa e dell’area protetta che lo circonda nella lista dei siti naturali del Patrimonio Unesco. So bene e direttamente, dunque, quanto sia difficile e complesso, a prescindere dalla bellezza e qualità dei siti candidati, il percorso verso il riconoscimento.

Il presidente Mattarella a Torino, mentre visita il presidio slow food delle mele dell'Etna al Salone del Gusto
Il presidente Mattarella a Torino, mentre visita il presidio slow food delle mele dell’Etna al Salone del Gusto

L’Etna, voglio ricordarlo a me stesso e a chi legge, è stato iscritto nella World Heritage List perché dal punto di vista geologico e scientifico è il Vulcano dei Vulcani, il Vulcano icona, ma è anche il più studiato nella storia e il più monitorato al mondo. Riporto i passaggi fondamentali della straordinaria motivazione ufficiale del riconoscimento.

“Il sito “Mount Etna” comprende 19,237 ettari del Parco dell’Etna. Con un’altezza di 3,335 m sul livello del mare, l’Etna è la montagna più elevata d’Italia al sud delle Alpi, la più alta dell’area centro-mediterranea e di qualsiasi isola mediterranea. Il sito candidato copre la zona più elevata dell’Etna che non è abitata. L’Etna è il vulcano più attivo al mondo in termini di frequenza eruttiva. È il vulcano più alto d’Europa e il più grande vulcano basaltico composito e copre un’area di 1,178 km2 sul livello del mare, raggiungendo un’altezza di oltre 3,300 m. Il vulcano è caratterizzato da un’attività vulcanica quasi incessante nei crateri sommitali e da frequenti colate laviche da crateri e fessure laterali. Quest’attività vulcanica è documentata da almeno 2700 anni. È considerato un laboratorio naturale per vulcanologi, geofisici e altre discipline delle scienze della terra. La notorietà, l’importanza scientifica e i valori culturali ed educativi del sito possiedono un significato di rilevanza globale”.

Da palermitano di nascita, anche se non ci sarò fisicamente, partecipo idealmente e virtualmente con grande gioia alla celebrazione e ai festeggiamenti per il meraviglioso sito UNESCO arabo-normanno. Ed è altrettanto grande la mia gioia per la partecipazione del presidente Mattarella.

Ma l’altra parte di me, quella di un uomo che da 18 anni ha la grande fortuna di vivere sull’Etna, che della Muntagna e del suo fascino unico si è innamorato come tanti “forestieri” e grandi viaggiatori del passato, che lavorando da giornalista del Parco dell’Etna ha potuto conoscere meglio di altri la potenza, ma anche la grande generosità del Vulcano, che ha infine dato il suo contributo per portare questo sito in quel Patrimonio Unesco del quale l’Etna ha sempre fatto parte nell’immaginario collettivo, questa parte di me pensa e scrive che sarebbe davvero fantastico se il presidente palermitano e siciliano Sergio Mattarella venisse un giorno a visitare l’Etna e il suo Parco, a incontrarne l’ammaliante Bellezza, a percepirne la magia, a sentirne gli odori e gustarne i sapori, a simboleggiare con la sua autorevolissima presenza quanto sia importante – se lo è davvero … – per il nostro Paese questo luogo unico, il Vulcano dei Vulcani, il Vulcano icona amato in tutto il mondo.

Ho visto la fotografia di un presidente Mattarella sorridente, evento non frequentissimo, poco più di un mese fa davanti alle profumate e gustose mele dell’Etna nel presidio slow food al Salone del Gusto di Torino. Mi piace molto, da palermitano come lui ma etneo d’adozione, immaginarlo qui con noi sulla Muntagna, a conoscere e apprezzare la Bellezza e le Emozioni uniche che l’Etna Patrimonio dell’Umanità sa regalare a chi lo incontra.

Chissà se questo desiderio potrà realizzarsi …

 

 

 

Gaetano Perricone

Leggi tutti gli articoli