TANO SCRIVANIAdi Gaetano Perricone

Stamattina, sul comodino, al ritorno del mio bel viaggio sul Gargano e a Pompei, ho trovato al mio sempre precoce risveglio una sorpresa davvero interessante: qualcosa che somiglia a un libro. Con una vivace copertina a colori che ritrae un signore anzianotto che sembra un ragazzino e un bambino che giocano insieme sulla spiaggia.

Mi hanno incuriosito molto il titolo e anche il nome dell’autore, che mi risulta piuttosto familiare e incredibilmente simile al mio, quasi un mio omonimo, anche se non mi pare proprio che sia uno scrittore. Anzi, curiosando sul web, ho visto che uno o due libri in passato li ha pubblicati, ma non è quello il suo mestiere.

Così ho pensato che si trattasse di un diversamente libro (mi è sembrata la definizione giusta) di un non scrittore. Di uno che si improvvisa scrittore senza esserlo, senza averne i titoli e le qualità. Quasi un usurpatore, in buona anzi ottima fede, di una professione non sua, esercitata da gente che ha ben altri numeri.

Spinto dalla più che legittima curiosità l’ho letto. Tutto d’un fiato, in poche ore. Con discreto piacere, direi. Ho capito tre cose: 1) è la strana storia, appassionata e divertente, di un uomo che è diventato nonno senza essere mai stato padre; 2) è un pò anche la storia di come sono radicalmente cambiate la struttura e le dinamiche sociali delle famiglie, rispetto a quelle cosiddette tradizionali di una volta; 3) il concetto chiave, fondamentale, della storia è uno: i rapporti tra esseri umani, tra persone, di qualunque età, sono molto più importanti e gratificanti dei rapporti di sangue.

Sono andato a cercare su feisbuc il nome dell’autore – guarda caso identico al mio – e ho trovato alcune sue considerazioni particolarmente interessanti, che aiutano a capire meglio il senso di questa nuova cosa di carta. Le riporto qui nelle parti più importanti, come se lo avessi intervistato.

E’ dedicato. Non sono scrittore e non so scrivere libri. E’ scritto piuttosto male e non credo sia interessante. Me lo sono stampato io e non sarà pubblicato. Dunque non è un libro, ma diversamente un pò lo è e ci somiglia. Ma sono felice ugualmente, perché l’ho voluto scrivere con il cuore e perché racconta la cosa più bella e inaspettata che possa capitare“, ha innanzitutto sintetizzato mister Gaetano – lo chiamerò così -, senza citare, mai lo farà, il titolo del libro.

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E ha poi aggiunto qualche altra informazione: “Non sono uno scrittore, non oso e mai ho osato definirmi tale, ma un giornalista, ormai anzianotto e tra l’altro fuori dal “giro”. Non credo e non ho mai creduto, sono profondamente sincero, di sapere scrivere granchè bene, ma in modo appena dignitoso, sufficiente per fare il lavoro che mi sono scelto quarant’anni fa. Ma qualche volta succede che anche un non scrittore si cimenti a scimmiottare gli scrittori veri e pure bravi. E oggi mi sento molto felice perchè ho portato a casa, fresca di stampa, una “cosa” che somiglia un pò a un libro, ma che mai lo diventerà ufficialmente. Per sorridere un poco, lo chiamerò ‘diversamente libro'”. Come, appunto, avevo pensato di definirlo io.

L’autore continua con altri interessanti dettagli sui contenuti e con le sue “volontà” riguardo al futuro della cosa che ha scritto: “E’ la cronaca, dettagliata e intimistica, ma anche divertente e a tratti comica e forse perfino originale, di un evento dirompente e molto emozionante, raccontata anche come una storia che oggi e nella società di oggi accade e può accadere a tanti, cambiandone la vita. Una situazione che, vissuta e raccontata da chi scrive, può non interessare a nessuno o quasi; ma è certo che altri, molti, in forme e contesti diversi l’hanno vissuta e la vivono. Anch’io mi sono divertito assai a scriverla. Con un pizzico di imperdonabile presunzione e di ripugnante autostima, ho provato a sondare l’eventuale interesse di un paio di editori siciliani. Ho ricevuto risposte gentili e formalmente ineccepibili, ma spicciative, quasi immediate e quanto mai vaghe, che senza avere approfondito la conoscenza del mio scritto, per più che legittime ragioni di strategie editoriali ed economiche mi hanno rinviato a tempi molto lontani solo per avviare un eventuale discorso. In altre parole un ni che sa tanto di niet”.

ETNA DI ANDREA
Una immagine dal “diversamente libro”

Conclude mister Gaetano, il non scrittore, con un pizzico di autoironia: “In fondo, ma neanche tanto in fondo, me lo aspettavo. Ne ho preso atto con molta tranquillità e ho deciso, in modo irrevocabile, di non inseguire e disturbare più nessuno e di non disturbare più nemmeno me stesso. Non sono nessuno per volere pubblicato un libro; è successo un paio di volte in passato, ne vado ancora oggi orgoglioso e può anche bastare. Non mi va, non ho la pazienza e il carattere per queste lungaggini e soprattutto, dopo attenta riflessione, mi sono davvero convinto che la ‘cosa’ non abbia qualità e contenuti tali da essere proposta ad un vasto pubblico di lettori. Ho dunque scelto di tenerla per me, la leggeranno i pochi, anzi pochissimi intimi, amici e qualche estimatore, che vorranno e sapranno apprezzarla. In fondo è una storia assolutamente ‘dedicata’ e tale, per indiscutibili e necessarie ragioni di privacy, dovrà rimanere. La grande platea secondo me spetta agli scrittori veri, non a quelli improvvisati. Così ho chiesto a dei cari amici tipografi di Biancavilla, i bravissimi Placido e Antonio Dell’Erba, di stamparne, naturalmente a mie spese, un po’ di copie. Mi hanno detto sì con piacere ed entusiasmo e lavorando, di questo li ringrazio di cuore, con la consueta, straordinaria professionalità, come se fosse una pubblicazione vera. Il diversamente libro non avrà editore e non sarà in vendita; mi limiterò a codificarlo, per dargli un minimo di tutela. Tutt’al più penserò a una offerta da devolvere alla bimba che da tempo ho adottato a distanza in Afghanistan”.

"Un vecchio e un bambino si preser per mano e andarono insieme incontro alla sera" (cit. Francesco Guccini)
“Un vecchio e un bambino si preser per mano e andarono insieme incontro alla sera” (cit. Francesco Guccini)

L’intervista- non intervista finisce qui. Non ha più nulla da dire l’autore, questo è già tanto, per quel poco che lo conosco. Mi è stato detto che, in fase di prestampa, qualche lettore “dal palato fine” ha letto ed espresso la propria opinione sul diversamente libro:  c’è chi lo ha definito bello e intenso, emozionante e a tratti commovente, ma anche molto divertente, interessante e ben scritto; c’è invece chi lo ha giudicato sì carino, ma “un po’ ampolloso” e che “in certe parti non interessa a nessuno”. Questione di punti di vista e di approcci differenti, succede per i libri veri, figuriamoci per quelli finti, tanto per giocare. Come sembra essere questo, partorito peraltro dalla mente e dalla tastiera di uno che, per sua ammissione, scrittore non è proprio.

Ho voluto fare questa riflessione sul web perché mister Gaetano si chiama proprio come me e naturalmente trovarmi il suo diversamente libro sul comodino è stato un invito a nozze per la mia antica e per fortuna mai sopita curiosità. E l’ho rapidamente divorato, come se fosse un libro vero.

Non darò giudizi, non sono all’altezza, magari ci saranno altri che, se lo leggeranno e ne avranno voglia, esprimeranno le loro autorevoli opinioni. Dirò solo che mi ha divertito e che tocca temi che mi intrigano assai, a mio umile avviso di grande attualità. Ma ammiro abbastanza questo autore che ha deciso di scrivere una storia molto personale, evidentemente “dedicata” e che vuole resti per pochi intimi, senza inseguire la pubblicazione a tutti i costi.

Ah, dimenticavo: il titolo è Diversamente nonno.

Ps: non sono bravo a scrivere recensioni, figuratevi se sono autorecensioni. Però mi sono divertito da morire a scrivere questo blog-pezzo !

 

 

 

 

Gaetano Perricone

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