MONASTERO Zocchi 5(Gaetano Perricone). La storia della domenica del Vulcanico ci riporta ancora in un luogo meraviglioso, al quale sono legato da profondo affetto per averci lavorato per tanti anni. E’ l’ex Monastero di S. Nicolò La Rena, prestigiosa sede del Parco dell’Etna, origine storica della comunità nicolosita, localizzato nella zona pedemontana dell’Etna, nei pressi dei Monti Rossi, dai quali ebbe origine la grande eruzione del 1669. L’abbazia benedettina, costruita intorno alla metà del XII secolo, è oggi considerata un edificio di eccezionale  valore storico e architettonico e un’importante testimonianza della cultura del tempo. L’Ente Parco ha restaurato e recuperato questo edificio di grande interesse storico – di fatto “papà” del Monastero di Piazza Dante a Catania, dove i benedettini s’insediarono dopo avere lasciato Nicolosi – che ne è divenuto la sede, restituendo alla collettività una struttura di notevole valore, che altrimenti si sarebbe persa definitivamente. Il 20 giugno del 2005 l’Ente Parco dell’Etna si è dunque insediato nella nuova sede, che istituzionalmente rappresenta la “porta d’ingresso” alla magnifica area protetta attorno al più alto vulcano attivo d’Europa e oggi ospita, accanto all’ingresso, la stupenda, simbolica stele in pietra lavica, che ricorda e ricorderà per sempre l’iscrizione del Mount Etna nel Patrimonio Moniale dell’Umanità Unesco, il 21 giugno 2013. Se non lo conoscete, andate a visitare questo luogo ricco di fascino straordinario in qualunque stagione dell’anno. Per informazioni, www.parcoetna.it, tel.095821111. Torniamo nell’antico Monastero grazie a un interessantissimo articolo di Emanuela Zocchi, giornalista milanese con origini e forti legami siciliani, che proprio in quella che oggi è la sede del Parco ha presentato il 18 agosto scorso, in una serata di grande spessore culturale, il suo bellissimo libro “Sicilia Segreta”. Emanuela ci ricorda che il Monastero di San Nicolò La Rena a Nicolosi, dopo il trasferimento dei Benedettini nel grande Monastero di Catania nel 1558, diede ospitalità ai viaggiatori del Gran Tour che arrivavano da tutta l’Europa per scoprire il più imponente vulcano attivo del vecchio continente. E ci presenta le testimonianze, poco conosciute ma affascinanti, di due personaggi speciali che vi soggiornarono. Eccole.

di Emanuela Zocchi

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Emanuela Zocchi con Marisa Mazzaglia, Gaetano Perricone e Annamaria Bernadette Cristian al Parco dell’Etna, per la presentazione del suo bellissimo libro “Sicilia Segreta”

Il viaggio letterario di Sicilia Segreta continua con una pagina speciale su Il Vulcanico dedicata all’ex Monastero Benedettino di San Nicolò La Rena a Nicolosi.

L’antico Monastero di San Nicolò La Rena, luogo storico di grande fascino e sede oggi del Parco dell’Etna, compare nei resoconti di viaggio di letterati, scienziati e viaggiatori che attraversarono la Sicilia nel corso del XVIII e XIX sec., animati dal desiderio di compiere l’ascensione sull’Etna. Due interessanti memorie del Monastero si trovano nelle pagine di Élisée Reclus e di Friederich Münter.

Élisée Reclus, geografo ed anarchico francese,  autore de “La Sicilia e l’eruzione dell’Etna nel 1865” descrisse così il Monastero: “Nicolosi novera mezza dozzina di chiese, senza contare diversi oratori e il vasto convento di San Nicolò di Arena, divenuto villeggiatura dei Benedettini di Catania. Durante l’ultimo mezzo secolo, corse voce che una mano di briganti si fosse annidata nelle sale di quel monastero; in quel tempo i pochi esploratori dell’Etna non potevano scendere salvi dalla montagna senza venire a patti con i masnadieri. Ai dì nostri non c’è altro rischio pei forestieri che passano da Nicolosi se non quello di essere assaliti e spogliati dai pitocchi, da guide e da ostieri; prova anche questa che tale angolo delle regioni etnee è il frequente scopo dei scientifici pellegrinaggi degli Europei settentrionali. […] Nella notte seguente doveasi per me incominciare l’ascensione sull’Etna. Noi eravamo allora nei primi di primavera, stagione in cui gli abitanti di Nicolosi non hanno alcuna vaghezza di salire la montagna o vuoi per il freddo che domina nelle alte regioni, o vuoi per le lunghe ripide nevose che sono costretti ad attraversare. […] Ma ai veri amanti della natura tanto più seducente deve sembrare la montagna, dovendone conquistare le vette dopo un faticoso cammino tra le nevi, le quali formano un magnifico contrasto colle verdi pianure sottoposte.”

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Friederich Münter, vescovo luterano e archeologo, autore di “Viaggio in Sicilia” (1785-1786) descrisse così il Monastero: “Arrivai finalmente nell’antico Convento de’ Benedettini S. Nicola dell’Arena picciolo, ed oscuro edificio lontano da Catania 12 miglia italiane. Secondo l’opinione de’ più dotti Antiquari il detto Convento è costruito, ove un tempo era situata l’antica Città d’Inessa, della quale alcune colonie di Campani s’impadronirono discacciati poscia dai Catanesi, i quali il nome di Etna le diedero, che portato un tempo aveva l’istessa Catania. Qui, in questo solitario abituro, l’ultimo che si trova in questo tristo viaggio, dovrebbero vivere secondo l’intenzione del loro Fondatore i Benedettini, che quel nobile Palagio nella Città han costruito. Questa dimora è loro di gran lunga più grata, e comoda della orribile solitudine in mezzo ad estinti vulcani. Vi si mandano perciò alcuni frati laici per mantenere tutto in buono stato. Alcuni si portano solamente in quel luogo, quando il calore dell’estate li obbliga a lasciare le coste del mare, ed allorché la vendemmia per alcune settimane rende quella dimora piacevole. Io giunsi in quel chiostro verso mezzogiorno; e poiché possibile non era di andare avanti senza compromettere la salute, ove fossi stato costretto di passare a cielo scoperto una notte nella Grotta delle Capre, così fu da noi risoluto di restare in quel luogo sacro, e di esaminare da lì ciò, che di osservabile avesse offerto l’adiacente montuosa campagna. Altro in quel giorno non vidi d’interessante, che il di già nominato Monte Rosso, che sorse nell’eruzione del 1669, che totale distruzione minacciò alla Città, ma che ne rovinò la maggior parte delle case.”

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MONASTERO ZOCCHI 2Le bellissime foto dell’ex Monastero di San Nicolò La Rena a Nicolosi, sede del Parco dell’Etna, sono di Emanuela Zocchi

EMANUELA ZOCCHI STELE UNESCO

Emanuela Zocchi

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