di Gaetano Perricone

Con Renzo Barbera a Pantelleria nell'agosto 1981
Con Renzo Barbera a Pantelleria nell’agosto 1981

Avevo deciso di lasciar perdere, di restare distaccato, di non scrivere nulla sulle ultime, tristi vicende del Palermo.

Ma ricordare che 17 anni fa come oggi, il 20 maggio del 2002, ci lasciava uno straordinario personaggio della storia rosanero di nome Renzo Barbera, il Gattopardo del calcio italiano, il nostro Presidente più amato, rivedere e pubblicare su feisbuc la nostra foto insieme nella sua “reggia” di Pantelleria ad agosto del 1981, mi ha fatto cambiare idea.

E allora, da tifoso dentro l’anima ma anche con l’esperienza e il cinismo di un ex cronista rosanero di altri tempi, scrivo quello che penso, espongo l’idea che mi sono fatto come sempre in assoluta libertà e senza giri di parole. Ignorando l’indignazione più o meno di maniera che trasuda dalle dichiarazioni di questi giorni “caldi” e la retorica dei comunicati stampa.

Ho riflettuto molto sul mancato ricorso al Tar contro le decisioni di Federcalcio e Lega di Serie B da parte della nuova società del Palermo. Ho letto con attenzione tutte le spiegazioni, molto tecniche e cavillose, che sono state date pubblicamente per spiegarne il perché, ma a parte il fatto che non le ho capite fino in fondo – forse perché non sono uomo di legge o forse perché sono diventato anziano e un po’ rimbambito – , francamente non mi hanno molto chiarito le idee.
E allora ho definitivamente maturato una convinzione, che nella prima fase di questa triste storia era solo intuizione: ripartire dalla Serie C, al di là della retorica e delle prese di posizioni ufficiali alcune indiscutibilmente sincere, altre più o meno opportuniste, conviene a tutti, tranne che ovviamente ai tifosi del Palermo, tra i quali il sottoscritto, che dopo avere accarezzato il  paradiso sportivo della promozione diretta in Serie A, si sono ritrovati nel giro di pochi giorno nell’inferno, nella migliore della ipotesi una insidiosa palude, della serie inferiore.
ZAMPA E PULVI - Copia
Certamente e innanzitutto conviene – anzi sarebbe convenuto, se fosse rimasto padrone del Palermo – a Maurizio Zamparini, che ha venduto la società e ha preso soldi e, beffardo paradosso, non è stato neanche deferito al tribunale del calcio nonostante la  sequenza di imbrogli e impirugghi, pietosi spettacoli insieme con personaggi simili a fenomeni da baraccone, truffalderie penose anzi “farfanterie” dello “spregevole fiulano”, come lo hanno ribattezzato molti tifosi, che hanno portato alle conseguenze che vediamo oggi. Ricordo, solo per memoria storica, che proprio nel 2002, un paio di mesi dopo la scomparsa di Renzo Barbera, il facoltoso imprenditore Zamparini , molto addentro al mondo del pallone, divenne proprietario della società.
La “calata” del Palermo in Serie C non sembra per nulla sgradita e comunque non dispiace a Federcalcio, Lega di Serie B e altre società che, lo dico detestando il complottismo ma a fronte di varie prese di posizione chiarissime,  non provano alcuna simpatia per il Palermo da anni, probabilmente perché non provavano alcuna simpatia per il vituperato e oggettivamente spesso più che sgradevole patron. Ripeto quanto ho scritto qualche giorno fa: provo infinito disgusto e grande indignazione per il plateale e ignobilmente antisportivo “tifo” contro il Palermo che ha caratterizzato pubblicamente l’ultima, dolorosa fase che ha preceduto la sentenza della giustizia sportiva e la imbarazzante pressione mediatica sugli organi federali da parte di tante altre società, che non si sono limitate ad aspettare in composto silenzio il verdetto della giustizia sportiva, ma si sono comportate da veri e propri “haters”, fetidi avvoltoi, a danno del club rosanero. Sarà molto difficile dimenticarlo per tifosi e appassionati rosanero.
Con Ignazio Arcoleo, in una foto ricordo nella redazione del quotidiano di Palermo "Il Mediterraneo"
Con Ignazio Arcoleo, in una foto ricordo nella redazione del quotidiano di Palermo “Il Mediterraneo”
Credo infine, perdonatemi per la mia schiettezza, che ripartire dalla Serie C, dunque da zero e con necessità di risorse decisamente inferiori a quelle che sarebbero state necessarie per un nuovo campionato di Serie A complicatissimo e “al buio”, convenga senz’altro anche alla nuova proprietà,  sulla quale continuo personalmente a nutrire perplessità. Vendendo i big della squadra, i vari Nestorovsky, Traikovsky e qualche altro e incassando qualche decina di milioni di euro, il Palermo post Zamparini potrebbe intanto respirare e programmare in modo serio, come sembra si stia attrezzando a fare, per la serie inferiore. A bocce ferme, si può rifare una squadra per la Serie C giovane e competitiva, ripartendo dal gruppetto dei palermitani: i vari Mazzotta, Pirrello, Fiordilino, Lo Faso, Accardi, magari cercando di trattenere insieme a loro qualcuno tra i migliori e più giovani titolari dell’ultima stagione che hanno voglia di restare e scommettersi ancora. Ecco, una bella idea ricca di suggestioni e probabilmente affascinante per il pubblico degli appassionati rosanero, che ha bisogno di nuovi stimoli, potrebbe essere proprio un nuovo “Palermo dei palermitani“: quello, per intenderci, dei ben noti Ciccio Galeoto, Giacomino Tedesco, Tanino Vasari, Ignoffo, Tasca, Assennato, Pisciotta, Compagno, ecc., non lo chiamo dei picciotti, non mi piace molto il termine usato per altro e brutto genere di ragazzi, come non mi piaceva quando venne fuori. Aggiungo: magari richiamando in panchina lo stesso Ignazio Arcoleo, amatissimo simbolo indigeno del calcio rosanero e condottiero della stagione 1995-96, non fortunata come risultati ma rimasta nell’immaginario collettivo del popolo rosanero per questa composizione della squadra, oppure un guerriero innamorato di Palermo e del Palermo come Beppe Iachini.
IACHINI
Beppe Iachini
Ecco, l’ho scritto. Magari, lo spero, il giudizio d’appello riporterà il Palermo in Serie B e parleremo di nuovo di altre cose, anche se ci credo pochissimo. Quello che ho tracciato può sembrare a prima vista solo una romantica suggestione, in realtà potrebbe essere un percorso interessante da intraprendere, pieno di motivazioni importanti.
Con il titolo: il Palermo dei palermitani 1995-96 (foto dal web)
 

 

Gaetano Perricone

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