(Gaetano Perricone). Li hanno ribattezzati “gli angeli spazzini” del Parco. Sono un gruppo di ragazzi straordinari, dell’associazione “Rifiuti piroclastici“, che si riuniscono periodicamente la domenica per ripulire alcune zone del Parco dell’Etna degradate da variegata munnizza, rifiuti schifosi di ogni genere, abbandonati da gente più schifosa della munnizza stessa. Vecchia storia, che purtroppo non finisce mai: le forti iniziative di sensibilizzazione, ma anche di intervento concreto (come lo splendido, coinvolgente appuntamento annuale di “Meglio Parco che Sporco”), dell’Ente Parco non bastano. E manca la costante attenzione e le iniziative conseguenti di chi la munnizza dovrebbe toglierla perché  gli spetta. E allora ci pensano loro, gli “angeli spazzini”. E che risultati: domenica scorsa, in sei, guanti e ramazze, hanno raccolto nella zona di Piano Bottara 280 kg. di rifiuti di ogni genere (compresso un giocattolo erotico) in un’area di soli 815 mq. E complessivamente, in sette mesi di ripuliture da quando l’associazione è nata, ne hanno raccolti ben 1500 kg. Non vogliamo scrivere altro, se non manifestare la nostra infinita gratitudine e stima per questi meravigliosi ragazzi, che fanno quello che fanno … perché vogliono farlo e basta, con grande impegno, amore per la natura, senso civico.  Ci sembra però quanto mai significativo riportare integralmente quanto i ragazzi hanno scritto sulla pagina facebook di “Rifiuti piroclastici” dopo l’attività di domenica scorsa. Parole importanti, che devono farci riflettere. Eccole.

Oggi eravamo in 6.

Abbiamo ripulito uno slargo spesso usato da amanti e cercatori di funghi come parcheggio (e discarica).
Avremmo voluto sederci assieme a loro, magari su uno di quegli enormi sacchi neri pieni di tutta quella roba che è ormai parte del nostro paesaggio.
Avremmo voluto capire le ragioni dell’indifferenza e pesarle con quelle della bellezza.
Avremmo voluto contenere il nostro odio verso questo degrado che è prima di tutto culturale….
Avremmo voluto ascoltare le esperienze di quelli che fuggono all’estero perché da noi non cambia nulla.
Avremmo voluto stringere le mani di tutti quelli che aspettano che qualcosa accada e giustificano la propria inerzia con quella di istituzioni che ne sono l’esatto riflesso.
Avremmo voluto fare delle foto con quei bravi fotografi che tengono alta la macchina fotografica per mettere a fuoco là dove l’occhio non arriva.
Avremmo voluto sentire le storie di quelle guide che vivono di Montagna ma devono inventarsi sempre qualcosa per giustificare uno spettacolo osceno.

Immagini della pulizia di domenica scorsa (dalla pagina facebook di "Rifiuti Piroclastici"
Qui e sopra, immagini della pulizia di domenica scorsa (dalla pagina facebook di “Rifiuti piroclastici”)

Avremmo voluto fare un giro con quei ciclisti sempre a caccia del paesaggio incontaminato per un selfie ma che non riescono a portarsi dietro qualche grammo di una bottiglia di plastica vuota.
Avremmo voluto fare un barbecue con quelli che pensano che i sacchi con i piatti di plastica si possano appendere agli alberi come addobbi di Natale.
Avremmo voluto ragionare assieme a quelli che scrivono articoli, pubblicano foto denuncia e gridano allo scandalo. Ma solo dietro ad una tastiera.
Avremmo voluto abbracciare quelli che c’avemu u suli, u mari, a muntagna.
Avremmo voluto dare il cinque a quelli che megghiu ‘i Catania nun ci n’è!
Ma eravamo solo in 6.

Salvo Musumeci, Giuseppe Distefano, Marco Balsamo, Luigi Longo, Marco Sicurella, Vincenzo Consoli

https://www.facebook.com/rifiutipiroclastici/

Gaetano Perricone

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