di Gaetano Perricone

Un ricordo dell’incontro con Nanni Moretti

Bello, coinvolgente ed emozionante incontrare e conoscere personaggi che hai sempre apprezzato e considerato punti di riferimento per la tua crescita culturale.

Ancora più bello se il personaggio in questione è il grande regista Nanni Moretti – ho visto quasi tutti i suoi famosi e stimolanti film, intervenuto al Cine Teatro Odeon di Catania a presentare il suo ultimo lavoro Santiago, Italia un documentario straordinario nella sua semplicità, che racconta attraverso immagini e testimonianze forti e spesso commoventi il drammatico golpe cileno del  dittatore, il terribile generale Augusto Pinochet dell’11 settembre 1973, la brusca interruzione da un giorno all’altro del percorso del Cile verso la democrazia, la fine del sogno del presidente Salvador Allende e la sua mortecon ancora oggi in vita le due teorie diverse che lo vogliono assassinato o suicida, comunque deciso a non uscire vivo dal palazzo presidenzialeil bombardamento del Palazzo della Moneda  poi ancora gli arresti, le torture, i massacri dei nemici della giunta militare.

Salvador llende in una immagine del film
Salvador Allende in una immagine del film

Scorrono di nuovo davanti ai miei occhi le tremende immagini che vidi per la volta 17enne, rimanendo profondamente turbato – come gli adolescenti miei coetanei innamorati della libertà e che stavano sviluppando una coscienza democratica e insofferenti contro ogni dittatura – dal colpo di stato del Cile, certamente uno degli eventi della storia contemporanea che più mi colpì, per la sua infinita brutalità e per i metodi usati da Pinochet e dai suoi aguzzini per annientare la dissidenza. Immagini di morte e racconti atroci di testimoni di quel tempo singhiozzanti, incapaci di raccontare fino in fondo le loro terribili storie. E poi, sullo sfondo, i volti e le musiche dei meravigliosi, carissimi Inti Illimani, giovani e barbuti.

Poi la parte bella e poco conosciuta di Santiago, Italiaquella più pregnante di messaggi del film di Nanni Moretti, che ci riporta indietro nel tempo in una dimensione profondamente diversa, come sottolineato con forza dal regista nel breve preambolo al film, introdotto dalla bravissima come sempre Maria Lombardo:  la protezione data dall’ambasciata italiana nella capitale Santiago a circa 250 rifugiati cileni, entrati fortunosamente dentro il giardino che circondava la sede della rappresentanza diplomatica italiana, scavalcando il muro. Poi la loro permanenza per qualche tempo in ambasciata, il salvacondotto e il viaggio in Italia, dove i rifugiati cileni, come hanno raccontato quelli intervistati nel documentario, si sono perfettamente integrati e sono rimasti per sempre.

Una grande ed esemplare storia di accoglienza della “generosa madre” Italia per fuggire dal “patrigno cattivo” Cile, come ha raccontato con commozione una testimone di quegli eventi nel film. Un Paese, il nostro, completamente diverso, una situazione all’opposto rispetto a oggi. Una storia intensa, narrata insieme con la cinepresa del grande regista e il piglio del grande cronista, che ha appassionato il foltissimo pubblico presente -con tanti, proprio tanti giovani che quelle terribili vicende se le sono sentite raccontare dai genitori o forse neanche – che ha lungamente applaudito il regista. Una vera e propria standing ovation per Moretti,  che dopo la proiezione ha ripagato l’entusiasmo dei fans sottoponendosi a lungo, con grande pazienza e una parola gentile per tutti, al rito dei selfie e degli autografi.

PARLO CON NANNI

Per quanto mi riguarda, il finale di giornata è stato davvero speciale e indimenticabile, con una estemporanea chiacchierata informale dietro le quinte, piacevole e del tutto inattesa, con un disponibilissimo, sorridente ed empatico Nanni Moretti (smentendo clamorosamente tutti i clichés che lo descrivono scostante e antipatico) sul drammatico pezzo di storia contemporanea rievocata così bene dal suo eccellente documentario, storia che io ho vissuto da lontano con lo spirito di un adolescente angosciato e arrabbiato per le nefandezze di Pinochet e dei suoi sgherri, rimaste indelebilmente scolpite nei nostri ricordi di ragazzi nati alla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso. Ho ringraziato il regista per il suo prezioso sforzo di memoria storica e per averci ricordato l’esistenza, in quegli anni Settanta, di una Italia diversa, generosa e votata all’accoglienza e al rispetto per il gli altri, un messaggio pieno di spunti che ci riportano ad una attualità tristemente diversa. Mi ha sorriso ancora più calorosamente, Nanni Moretti, quando gli ho comunque ricordato che, fra i suoi enormi problemi, la nostra Sicilia resta comunque una grande Terra di accoglienza. E l’ho ringraziato infine per essere e restare, con la sua cultura profonda, il suo pensiero libero e il suo spirito critico, un punto di riferimento in un periodo storico in cui vanno scomparendo.

Andrea Serrano
Andrea Serrano

E’ stata un gran bella esperienza, uno splendido pomeriggio di cultura e l’interessantissimo incontro con uno dei più significativi registi del cinema contemporaneo. Devo un grazie di cuore all’amico Andrea Serrano, proprietario del fascinoso e storico Cine Teatro Odeon nel centro storico di Catania, nato nel 1929 e ancora tutto da guardare e da godere, per il suo notevole valore architettonico.  Andrea è legittimamente felicissimo per il successo dell’evento da lui organizzato e voluto con grande determinazione: “Abbiamo proposto “Santiago, Italia” il 7 novembre scorso e rilanciato adesso, con l’obiettivo cercato con tenacia e poi raggiunto di portare qui Nanni Moretti, per la prima volta a Catania per un evento pubblico. E’ stato per noi un grande onore e il pubblico catanese ha risposto alla grande, con il sold out sia nel primo spettacolo, che nel secondo che abbiamo organizzato in extremis, a grandissima richiesta. Vogliamo portare cultura e qualità in un luogo storico della cultura, il nostro impegno è in questa direzione. Il grande successo di questo evento, certamente dovuto alla presenza e grande personalità di Nanni Moretti, ci incoraggia a proseguire su questa strada”, ci ha detto Serrano.

MASCHERE E SOGNI

Nanni Moretti ha portato con sé, in ricordo di questa  sua prima presenza pubblica a Catania, due chicche della letteratura siciliana nel settore: “L’Etna nel cinema” e “Le maschere e i sogni. Scritti di Leonardo Sciascia sul cinema“, omaggiati da Monica Maimone.

ETNA NEL CINEMA

Con il titolo, il regista sul palco del Cine Teatro Odeon. Nella gallery, le mie foto e quelle di Lucia Proietti, che ringrazio moltissimo.

 

 

 

 

 

 

 

Gaetano Perricone

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