di Gaetano Perricone

Con Antonio Presti e Marisa Mazzaglia
Con Antonio Presti e Marisa Mazzaglia

La storia della domenica che vi propone il Vulcanico è l’ennesima, meravigliosa iniziativa di un personaggio davvero straordinario. Un raduno nazionale e internazionale di trentasette poeti, 3.000 alunni e studenti, 20 scuole tra elementari, medie e istituti superiori, 6 Comuni, 5 reading di poesia e un bosco, quello delle incantevoli betulle bianche endemiche dei Monti Sartorius – a quota 1700 metri, tra i luoghi più belli e simbolici del Parco dell’Etna, sul Vulcano “Icona” Patrimonio dell’Umanità – da proteggere.

È il G37 – Summit della poesia, ideato dal mecenate Antonio Presti, che in contemporanea al G7 di Taormina che vedrà la presenza nella “Perla dello Jonio” dei più importanti capi di Stato e di Governo della Terra, tra il 25 e il 28 maggio prossimi parlerà al mondo per ribadire con una formidabile provocazione che “la sola, vera, grande potenza è quella della conoscenza” e che allargare il dibattito universale ai temi della cultura e della conoscenza può molto aiutare a superare ogni recinto e a favorire la pace e la cooperazione, ma anche per contribuire a far rinascere e a rafforzare l’identità dei paesi del comprensorio taorminese con l’arte e la cultura. L’iniziativa di articolerà tra Savoca, Castiglione di Sicilia, Linguaglossa e appunto il Bosco delle Betulle.

“Amiamo moltissimo il Bosco delle Betulle, un posto che ha una sua anima e la sua devozione – ha spiegato Antonio Presti –  Per questo lo abbiamo scelto per il G37, il meeting della poesia e delle parole con 37 poeti, come Davide e Golia rispetto al potere del G7 di Taormina. Chiederemo anche, accanto al Parco dell’Etna, il rispetto per questo luogo di sacralità, perché le betulle devono essere protette e amate e per questo ho pensato anche ad una serie di convegni scientifici e altre iniziative”.

Per il magnifico betulleto dei Monti Sartorius, Presti ha un progetto di grande fascino e respiro culturale: “Mi piacerebbe fare nascere tra le betulle un museo con un percorso tattile-ambientale in questo luogo della sacralità, che è un tempio della fruizione e che merita un approccio assolutamente speciale, un luogo che deve restituire conoscenza a chi lo visita”.

Per capire meglio l’assoluto valore, in termini di biodiversità ambientale, del luogo scelto per il G37 della poesia,  è estremamente interessante quanto ha scritto sul suo profilo facebook l’amico Agatino Sidoti, dirigente forestale della Regione di grande esperienza e particolarmente competente: “Una pianta, la Betulla dell’Etna (Betula Aetnensis), che, venuta da lontano, dopo aver incontrato il vulcano, tanti anni fa, ha deciso di restargli accanto, adattandosi al suo ambiente e arricchendolo della sua unicità. Le sue attuali difficoltà, legate ai cambiamenti globali e al poco interesse di chi l’ha usata, soprattutto, per riscaldarsi, ci impongono la prosecuzione degli studi e, quindi, di intervenire affinché le attuali e prossime generazioni possano ad essa ispirarsi, come fece la poetessa Alda Merini e cantare la magnificenza della sua corteccia bianca che si srotola naturalmente donandoci parte della sua essenza”.

Ed ecco la stupenda poesia che Alda Merini ha dedicato alle betulle. La riportiamo in tutto il suo fascino, dall’evento facebook del G37.

Foto betulle Monti Sartorius
Qui e con il titolo, le stupende betulle dei Monti Sartorius

Tu non sai: ci sono betulle anche di notte

levano le loro radici, e tu non crederesti mai

che di notte gli alberi camminano o diventano

sogni. Pensa che in un albero c’è un violino d’amore.

Pensa che un albero canta e ride.

Pensa che un albero sta in un crepaccio e poi

diventa vita. Te l’ho già detto: i poeti non si redimono,

vanno lasciati volare tra gli alberi

come usignoli pronti a morire”.

 

Gaetano Perricone

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