1 PAROLE D'ONORE

di Marco Gambino

“Sono voci che provengono da un altro mondo. Salgono minacciose, stordiscono. A volte arrivano sfuggenti e all’apparenza innocue, a volte sono volutamente cariche di presagi. Nascondono sempre qualcosa, portano sempre un messaggio” (Attilio Bolzoni)

“Parole d’onore è un grido di rabbia rivolto a me stesso e ad un sistema che mi  ha consentito di vivere quegli anni terribili della mia Palermo da cieco” (Marco Gambino)

Agosto 2009. Festival fringe di Edimburgo. E’  lì  che inizia il viaggio dell’adattamento teatrale in lingua inglese di Parole d’onore, le voci della Mafia, di Attilio Bolzoni.

Avevo letto quel libro qualche mese prima. Il mio amico Vittorio Bongiorno me lo aveva regalato con le parole “Leggilo e fanne un lavoro teatrale, è un libro troppo importante“. Lo leggo d’un fiato. Quell’antologia di voci mi entusiasma. Quelle testimonianze, con la loro terribile sobrietà, m’ispirano.

Bolzoni, firma storica del giornalismo italiano, siciliano, ripercorre in quel testo gli appunti accumulati in trent’anni di reportage: conversazioni, registrazioni, interviste a boss “pentiti” e ad altri mafiosi che mantenevano la loro autorità pur stando dietro le sbarre.

3 PAROLE d'ONORE

Nessuno prima di A.B. ha provato a raccontare Cosa Nostra in maniera così“schietta” e scevra da giudizi. La mafia senza orpelli non può non diventare il soggetto per uno spettacolo universale destinato a debuttare in un paese che non sia l’Italia. Trovo il numero di Attilio Bolzoni e chiamo chi fino a quel momento era per me soltanto un nome, una firma di cui avevo letto qualche articolo in giro.

Dall’altro capo del filo la voce di Attilio, mi dice che è pronto a lavorarci insieme a me quando voglio. Ha la mia stessa idea. Non ci conosciamo, ma è come se ci conoscessimo da sempre. Pochi giorni dopo sono a Roma seduto insieme a lui alla sua scrivania di Repubblica. Siamo d’accordo su molte cose, ma in particolare su due principi fondamentali: semplicità a livello drammaturgico e rigore nell’interpretazione.

In meno di una settimana l’adattamento è pronto. Rientrato a Londra riesco a mettere insieme in tempo record una squadra fantastica: Manuela Ruggiero, regista; Gabriel Zagni, proiezioni video; Giorgio Palmera, luci; Daria Battilana, scenografie. Trovo anche i fondi necessari allo sviluppo ed alla messa in scena. Sono passati appena 6 mesi da quando ho letto il libro. In agosto, Parole d’onore debutta ad Edimburgo. Un piccolo miracolo.

MARCO

Da quell’ormai lontano 2009 è un continuo susseguirsi di repliche in inglese, in italiano, in francese. Londra, Roma, Palermo, Parigi, Bruxelles sono soltanto alcune delle piazze toccate da Parole d’onore negli anni. E non solo teatri, ma anche scuole, università , carceri, centri di recupero per un totale, ad oggi,  di oltre seicento repliche.

Il tempo passa. Pur restando intatto l’ordito, Parole d’onore si evolve, cresce, si raffina, si adatta. La crisi economica, con i conseguenti tagli alla cultura, mi costringono a ridurlo ad un monologo che oggi porto in valigia con me.

Marco e Attilio

Marzo 2018. A quasi dieci anni dal debutto al Piccolo Eliseo, il Teatro di Roma, nella persona di Antonio Calbi, m’invita con Parole d’onore nel delizioso Teatro di Villa Torlonia.

E se per quest’occasione proponessi ad Attilio di recitare con me? Lo chiamo e mi risponde di sì.

Qualche giorno fa, a Roma, Attilio ed io siamo andati in scena insieme. Io vestito dei miei personaggi, lui con il suo abito da giornalista. Alla fine della replica, dopo gli applausi, Attilio mi dice: “Dobbiamo aggiornare il testo. Aggiustare un po’ il tiro. Mi bastano poche ore per fare il lavoro”. Attilio non molla mai ed io lo seguo a ruota.

4 PAROLE d'ONOREHo appena ricevuto  il nuovo adattamento per il 19 Luglio, quando andremo in scena a Gibellina per l’anniversario della morte di Paolo Borsellino.

Parole d’onore continua il suo viaggio.

Foto/immagini courtesy of Carlo Bolzoni