(Gaetano Perricone). Mi sono divertito come un matto su quella Littorina di “Storie Sotto il Vulcano“. D’altronde c’era tutti gli ingredienti perché fosse una giornata speciale e così è stato: ragazze e ragazzi splendidi, tantissimi, di molte scuole del territorio, con i loro ottimi insegnanti; affabulatori speciali, come Sergio Mangiameli e Paolo Sessa; personaggi di grande spessore, come Marisa Mazzaglia; atmosfera gioiosa. C’erano i libri, tanti libri e un bel po’ di sana cultura, di quella che fa mangiare (alla faccia delle cretinate che ogni tanto sparano rozzi politici) e che, soprattutto, fa volare alto il cuore e la mente, come ci illustra perfettamente il grande Riccardo La Spina nel suo meraviglioso disegno con il titolo. E poi c’era Idda, la nostra bedda Muntagna Patrimonio dell’Umanità, che venerdì scorso 21 aprile era un po’ imbronciata e ci ha nascosto la sua bella cima coperta dalle nuvole, ma ci ha comunque regalato l’immenso fascino di una terra speciale grazie al gran giro pieno di suggestioni, sempre una emozione unica, dalla Ferrovia Circumetnea. Poi c’era lei, grandissima lasciatemelo dire: Monica Maimone, anema e core di “Storie sotto il Vulcano” della Giuseppe Maimone Editore, formidabile e instancabile organizzatrice di questa magnifica iniziativa, giunta alla terza edizione e coronata da un successo strepitoso. E poi, dulcis in fundo, c’era il mio delizioso e brillante team dei quattro giovani “inviati molto speciali”, che ringrazio di  cuore per l’accattivante resoconto che segue, semplice ma intenso e profondo. Lascio a loro il compito di raccontare in sintesi la meravigliosa giornata in littorina, documentata anche da una fotogallery in cui ho voluto ricordare tutti i protagonisti, giovani e diversamente giovani, con i quali ho condiviso questa indimenticabile esperienza.

di Raffaele Carpentieri; Roberta La Spina; Federica Lo Sciuto; Anna Mangiameli

Tra i miei inviati molto speciali: da sinistra Raffaele Carpentieri, Federica Lo Sciuto, Roberta La Spina, Anna Mangiameli
Tra i miei inviati molto speciali: da sinistra Raffaele Carpentieri, Federica Lo Sciuto, Roberta La Spina, Anna Mangiameli

E’ come se l’Etna fosse parte della mia famiglia”, sono le parole di uno dei numerosi ragazzi che abbiamo intervistato in occasione della giornata in Littorina organizzata il 21 aprile da Storie Sotto il Vulcano. Più di duecento ragazzi hanno preso parte all’iniziativa, impazienti di assistere alle varie manifestazioni che si sono susseguite per tutta la durata del nostro viaggio attorno all’Etna.

Armati di carta e penna, ci siamo recati al Borgo di Catania, inondato dal rosso della passione per la lettura (e delle magliette del concorso). Saliti sulla Littorina, ci hanno presentato diversi argomenti, che per convenzione chiameremo “pilastri”.

Il primo dei quattro pilastri, che ci è stato esposto dopo la partenza da un delegato di Marcello La Bella, capo della polizia postale di Catania e provincia, è la legalità. Attraverso il suo intervento, abbiamo compreso molto chiaramente il concetto di ”legalità”, che si può sintetizzare nel rispetto delle diversità e del prossimo. In seguito, il professor Paolo Sessa si è dedicato alla lettura e all’analisi brani di alcuni brani di scrittori illustri come “I Cosacchi” di Lev Tolstoj o i famosissimi “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni. Il terzo pilastro, dedicato interamente al paesaggio, è stato introdotto da Sergio Mangiameli, che ci ha fatto immergere nella bellezza del territorio attraverso la lettura di schegge del libro di cui è coautore, “Etna patrimonio dell’umanità”, e attraverso un ambiente molto suggestivo. L’ultimo pilastro è il più amato da noi ragazzi, cioè la lettura come strumento di benessere, poiché, come ci hanno confermato i nostri partecipanti, prima di essere scrittori si è lettori.

Ciò che ci ha colpito maggiormente è la calorosità con la quale ci hanno accolto i ragazzi delle scuole presenti alle varie fermate, pronti a sorprenderci con cartelloni e piccoli concerti o spettacoli, il tutto in puro stile siciliano.

Foto di gruppo per i ragazzi della Littorina
Foto di gruppo per i ragazzi della Littorina

Dopo le esibizioni, abbiamo pensato di fare qualche domanda agli alunni, ed al “Pensi che bisognerebbe valorizzare maggiormente la presenza dell’Etna nel territorio?” hanno risposto con un bel sì. Questo dimostra come per tutti noi la presenza del nostro Vulcano sia effettivamente poco considerata e come questa necessiti di ulteriori iniziative o musei che la mettano in evidenza.

I personaggi presenti ci hanno mostrato come un’esperienza del genere, ricca di suggestioni, possa cambiare interamente il nostro modo di concepire la lettura, o magari l’Etna stessa. Ad esempio i classici letti in Littorina hanno sicuramente una valenza in più e spingono chi ascolta a guardare fuori dal finestrino il paesaggio in movimento e a perdersi completamente nell’ambientazione. Sebbene in primis bisognerebbe leggere i testi individualmente, analizzarli in collettività può rivelarsi interessante. O anche l’idea dei post-it può risultare molto positiva, sia per la socializzazione generale, che per la condivisione di pensieri personali, e siamo dell’opinione che si possa ripetere anche per le edizioni successive.

Possiamo concludere con una citazione dell’ illustre cantante siciliana Carmen Consoli che ci sembra molto adatta alla giornata che abbiamo vissuto: “La Sicilia è un dono di Dio, ci sono posti che non ti immagini, alla fine di una strada ti imbatti in un anfiteatro fatto di pietra lavica, e se sali sull’ Etna e vedi il mare, beh, allora capisci perché chi conosce la Sicilia ne sia innamorato”.

 

Gaetano Perricone

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