IO E L'ORA Protesta al Teatro Biondo
Maggio 1992: io imbavagliato al Teatro Biondo di Palermo, alla manifestazione di protesta contro la chiusura del giornale

di Gaetano Perricone

Una via, una targa, un libro, un “reading” di articoli giornalistici e uno spettacolo in teatro, tantissime emozioni: sarà davvero una “Edizione straordinaria” in grande stile quella che a Palermo, per tutta la giornata di domenica 29 settembre 2019, il Comitato ex giornalisti de L’Ora, presieduto da Marcello Sorgi e di cui ho l’onore e l’orgoglio di fare parte, ha promosso con tante iniziative per ricordare lo storico e glorioso giornale, nato per iniziativa della famiglia Florio il 21 aprile del 1900 e chiuso l’8 maggio del 1992, il suo grande direttore Vittorio Nisticò, maestro di tre generazioni di cronisti e i colleghi della redazione assassinati nell’esercizio della professione.

VITTORIO NISTICO'
Vittorio Nisticò, storico grande direttore de L’Ora

Per la prima volta, in Italia, una strada sarà intitolata ad un giornale. Domenica 29 alle 10,30, insieme allo scoprimento della targa commemorativa per il centenario  di Nisticò, sarà inaugurata dal sindaco Leoluca Orlando la via Giornale L’Ora, che andrà dalla via Mariano Stabile e dalla piazzetta Francesco Napoli al largo Francesco Pasqualino e al piazzale Ungheria, precisamente il tratto in corrispondenza dell’ingresso dell’ex sede della redazione de L’Ora, oggi adibita ad Uffici dell’Agenzia delle Entrate, davanti alla quale verrà apposta la bellissima targa.

TARGA NISTICO' L'ORA 29 settembre
Il testo della targa commemorativa

L’amministrazione comunale, accogliendo la proposta del Comitato degli ex giornalisti, intende così ricordare il giornale fondato dai Florio nel 1900, che ha scritto pagine importanti nella storia dell’informazione italiana.

Il secondo appuntamento della giornata, in programma alle 18,30, al Real Teatro Santa Cecilia (via Piccola del Teatro Santa Cecilia 5), è organizzato in collaborazione con la Fondazione the Brass Group e con la Biblioteca Centrale della Regione Siciliana, che in ottobre pubblicherà il libro “L’Ora – Edizione straordinaria. Il romanzo di un giornale raccontato dai suoi cronisti”. Sarà un reading di brani di editoriali e di testi di Nisticò pubblicati su “Accadeva in Sicilia” (Sellerio Editore, 2001). Gli intermezzi musicali saranno curati dal Brass Group (sul palco il Trio formato da Vito Giordano, flicorno, Diego Spitaleri, piano e Giuseppe Costa, contrabbasso), con tre canzoni de “I Travaglini” che si intersecano con la storia de L’Ora e con le letture, interpretate da Costanza Licata, accompagnata al piano da Ignazio Garsia (testi di Mauro De Mauro e Salvo Licata, musica di Garsia).

Durante la serata sarà proiettato un video di immagini relative a L’Ora, con particolare riferimento alle figure di Vittorio Nisticò, Mauro De Mauro, Salvo Licata e Nino Sofia e saranno anticipate copertina e pagine del libro “L’Ora – Edizione straordinaria”.

22 aprile 1900: il numero no de L'Ora
22 aprile 1900: il numero no de L’Ora

Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha voluto commentare le iniziative celebrative de L’Ora con una lunga dichiarazione.

8 maggio 1992: l'ultimo numero de L'Ora
8 maggio 1992: l’ultimo numero de L’Ora

“Le iniziative per il centenario di Vittorio Nisticò, storico, e per certi versi epico direttore de L’Ora, sono l’occasione per una riflessione sull’importanza del rispetto e della sfida del tempo come condizione irrinunciabile del cambiamento e come rifiuto della soffocante palude dell’eterno presente
Sono passati sessant’anni dalla prima inchiesta con la quale L’Ora di Nisticò osò sfidare la mafia di Luciano Liggio, subendone per conseguenza un attentato alla tipografia, fatta saltare in aria con cinque chili di tritolo.
Sono passati 27 anni da quel 9 maggio 1992, giorno in cui le rotative di quella tipografia si fermarono per sempre, nonostante l’evocativo “Arrivederci” stampato in prima pagina. Solo dieci giorni prima dall’inizio della mattanza mafiosa che, in virtù della indignata e ferma reazione dei cittadini e dello Stato, segnò un punto di non ritorno.
La Palermo di oggi non è più la capitale della mafia di cui L’Ora, quotidianamente, svelava con grande mestiere, oltre che con coraggio e sacrificio di vite, gli aspetti più cupi ed inquietanti.
La Palermo di oggi è capitale delle Culture e dei diritti, grazie al fatto che abbiamo appreso l’importanza del rispetto che si deve al tempo per affrontare le sfide quotidiane e per contrastare populismo, radicalizzazioni e perversioni identitarie.
A Palermo abbiamo imparato ad avere rispetto del tempo, coltivando la memoria del passato e promuovendo la speranza ed il progetto del futuro. Così facendo abbiamo compreso che occorre accettare la sconfitta di oggi, non come morte ma come conseguenza di una vittoria di ieri o come premessa di una vittoria di domani. Senza violenza, senza incoerenza, senza scorciatoie.
Tutto questo per dire che L’Ora – mai titolo di giornale poteva essere più emblematico – e la scuola giornalistica di cui fu mentore Vittorio Nisticò, hanno contribuito significativamente alla realizzazione del cambiamento di Palermo, pur nella consapevolezza che solo il tempo ne avrebbe potuto far maturare i frutti migliori”.

Il Palazzetto de L'Ora in Piazzetta Napoli a Palermo nei giorni precedenti la chiusura del giornale nel 1992
Il Palazzetto de L’Ora in Piazzetta Napoli a Palermo nei giorni precedenti la chiusura del giornale nel 1992

Condivido con voi, carissimi amici e lettori de Il Vulcanico, questa splendida notizia e scrivo questo articolo con il cuore gonfio di emozione. Profondamente onorato, con l’orgoglio dell’appartenenza a un grande giornale nel quale sono fiero di essere cresciuto come giornalista e come uomo, sarò domenica a Palermo, insieme ai miei ex colleghi e amici di quella meravigliosa avventura, a festeggiare la nascita della via Giornale L’Ora e a ricordare il grande direttore Vittorio Nisticò e i giornalisti della redazione assassinati.

Ho avuto la fortuna e il privilegio, alto per un giornalista, di fare parte della redazione di Piazzetta Napoli dello storico quotidiano negli ultimi quindici anni della sua storia. Scrissi il mio primo articolo sul giornale L’Ora nel 1978 – era il 12 dicembre, lo ricordo benissimo, fu uno dei giorni più emozionanti della mia vita -; in quel giornale ho imparato il mestiere, sono cresciuto come giornalista e come uomo, ho vissuto emozioni fantastiche e irripetibili. Uscii da quel palazzetto, insieme ai miei colleghi, l‘8 maggio del 1992, il giorno della cessazione delle pubblicazioni. “Arrivederci“, titolava la prima pagina di quel numero rimasto storico: era la conclusione dell’esperienza del quotidiano e, per quanto mi riguarda, di una straordinaria, indimenticabile esperienza professionale e umana, di una stagione della vita assolutamente speciale.

Ecco perché domenica 29 settembre 2019 sarà una giornata memorabile per me, davvero importante per la città di Palermo che spero parteciperà in grande stile, ma anche per tutto il giornalismo italiano.

Gaetano Perricone

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