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di Gaetano Perricone

In un momento storico in cui le grandi e drammatiche eruzioni del Kilauea nelle Hawai e del Vulcan de Fuego in Guatemala hanno nuovamente polarizzato l’attenzione della scienza e dei mass media del Pianeta sui vulcani, queste grandi e affascinanti montagne, formidabili macchine geologiche, saranno protagoniste della mostra fotografica Vulcani. Dove nasce la vita”, scatti di vulcani del mondo raccontati ai non vedenti, che sarà presentata in anteprima venerdì 22 giugno 2018, alle ore 20,30, nel cortile del CINAP (Centro per l’Integrazione Attiva e Partecipata per gli studenti con disabilità e/o DSA) dell’Università di Catania, in via Antonino Di Sangiuliano 257.

LOCANDA VULCANI

A presentare il progetto, che ha coinvolto con ruoli diversi numerosi personaggi della cultura e della scienza etnea, saranno lo scrittore Sergio Mangiameli, che ne è l’ideatore e il professore Massimo Oliveri, presidente del CINAP, l’ente universitario organizzatore della mostra, che sarà prossimamente visitabile a Catania per parecchi mesi. Nel corso della serata saranno proiettati i video “Aspettando la vita” di Gian Maria Musarra, con le musiche di Giuseppe Palmeri (che a quanto sembra delizierà i presenti con il pianoforte) e “L’Evoluzione dell’Etna”, di Stefano Branca, Salvo Caffo e Klaus Dorschfeldt. Aldo Leontini leggerà alcuni testi emozionali, con proiezioni di foto dei vulcani del mondo.

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Sarà anche l’occasione davvero speciale, alla presenza di un pubblico di grandi appassionati e conoscitori della Muntagna, di festeggiare più che degnamente, il giorno dopo, il quinto compleanno  dell’iscrizione del Mount Etna nella lista dei siti naturali della World Heritage List, il Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco, ufficializzata il 21 giugno del 2013, esattamente cinque anni fa, a Pnhom Penh, capitale della Cambogia.

Mi sono chiesto se può la parola raccontare un’immagine a chi l’immagine stessa non può vedere. Può arrivare quell’emozione? E’ una sfida che, in buona compagnia, proviamo a disputare per i luoghi del mondo dove nasce la vita, cercando allo stesso tempo di invertire il punto di vista più superficiale sui vulcani attivi, che sono per l’appunto origine della vita. Tutto questo con uno scopo concreto: vogliamo creare borse di studio per gli studenti disabili”, spiega così Sergio Mangiameli l’idea di base della originale mostra, che metterà dunque insieme con un nobile obiettivo le foto di molti dei più famosi vulcani della Terra e i rispettivi testi “emozionali”, che cercheranno di condurre i non vedenti alla scoperta di questi luoghi straordinari, origine della vita.

Da una parte, ci saranno gli scatti di Giuseppe Amendolia, Nicole Bobrowski, Salvatore Caffo, Lino Cirrincione, Carmelo Ferlito, Pier Paolo Giacomoni, Giovanni Giuffrida, Salvatore Grasso, Marco Liuzzo, Pietro Nicosia, Antonio Parrinello, Antonio Rizzo, Roberta Scicali, Fabrizio Villa. Dall’altra, le parole scritte da Giuseppe Lazzaro Danzuso, Giuseppe Maimone, Sergio Mangiameli, Marisa Mazzaglia, Barbara Mileto, Marco Neri, Pietro Nicosia, Ninni Panzera, Antonio Parrinello, Gaetano Perricone, Giuseppe Riggio, Fabrizio Villa.

Media partner sarà Etnalife.it.

Abbiamo chiesto a Sergio Mangiameli, ideatore dell’iniziativa e caro amico, di raccontarci com’è nata e ha preso corpo l’idea di questa bellissima mostra, di grande valore culturale ed etico. Ecco il suo pensiero.

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Racconteremo a parole le immagini a chi queste immagini non può vedere

Sergio Mangiameli
Sergio Mangiameli

di Sergio Mangiameli

Era il primo ottobre scorso e mi trovavo a Ortigia con mia moglie Roberta. Eravamo incuriositi degli scatti di un certo Steve McCurry, icona fotografica del National Geographic. Non potevamo perderci un appuntamento di quella portata: un viaggio di immagini attraverso l’uomo e la sua storia contemporanea nei margini più logori del pianeta. La guerra, la povertà, la carestia, la dignità, e una forza su tutto: la natura, che supera il resto e colpisce la sensibilità dell’uomo McCurry: “Non ho incontrato niente appartenente all’azione dell’uomo, di così tale potenza”. Era uno scatto degli effetti dello tsunami in Giappone nel 2011, a Kesennuma: navi scaraventate sulla terraferma, “come modellini di plastica” – rileva Biba Giacchetti nel suo catalogo della mostra, in conversazione con lo stesso McCurry.

E mentre osservavo anch’io quell’immagine, in mente si formava qualcosa.

All’uscita, guardo negli occhi Roberta, e come mi accade quasi sempre da più di vent’anni, si allineano i pensieri più strani. “Una mostra dei vulcani attivi del mondo. Che ne pensi? La voglio organizzare. Cosa c’è di più potente e originale di un vulcano in eruzione? Il vulcano inteso come l’origine di tutto, della terra e della vita…”.

Ma non volevo una mostra canonica, di belle immagini, didascalie e arrivederci. Volevo di più. Mi aveva colpito la domanda che avevo ricevuto un po’ di tempo prima da una studentessa universitaria cieca, che aveva assistito alla sede del Cinap di Catania a una puntata de “Le colate raccontate”, spettacolo itinerante portato assieme al vulcanologo Stefano Branca, all’attore-interprete Aldo Leontini e al giornalista-presentatore Gaetano Perricone (titolare del presente blog, termine assai riduttivo per questo Vulcanico… ). La ragazza, alla fine, mi aveva chiesto: “Ma dove posso leggere i tuoi racconti del genere? E ce ne sono altri, oltre questi di stasera?”. E io, come un cretino, avevo risposto che si trovano tutti in “Storie dell’altro mondo” su www.etnalife.it. Ma come fa una persona cieca a leggere su un sito normale? E’ vero che ci sono traduttori vocali, ma è quanto di più chirurgico si possa ascoltare: Hal 9000 di Stanley Kubrick in “2001, Odissea nello spazio”, al confronto, ha la modulabilità vocale di Frank Sinatra!

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Quel cretino dato a me stesso, anche se tecnicamente corretto, umanamente mi pizzicava il cervello: devo dare una risposta umana, non corretta. E così, davanti allo sguardo di Roberta, la soluzione più semplice, quel primo ottobre a Ortigia, ha assunto il contorno di una sfida tra l’immagine e la parola. Raccontiamo con testi emozionali quello che ci scaturisce la foto che osserviamo. Raccontiamo a parole le immagini, a chi queste immagini non può vedere.

Prendiamo un pugno di fotografi con scatti dei vulcani attivi del mondo, prendiamo scrittori, giornalisti e personaggi della cultura che sappiano scrivere col cuore. Prendiamo un interprete-attore. Prendiamo un luogo dove allestire questa mostra per mesi e fare cassa e con quei denari realizzare una o più borse di studio per studenti universitari ciechi o con altre disabilità, per progetti che abbiano a che fare col territorio naturale per il miglioramento della vita in genere.

Ho trovato Massimo Oliveri, che è presidente del Cinap (il centro d’integrazione attiva e partecipata per studenti con disabilità e DSA, dell’Università di Catania), che ha abbracciato subito la mia idea strana, ma allineata, con entusiasmo da ragazzo.

Era poco più di un mese dopo Ortigia e McCurry, una domenica di luce tesa, sui basalti della scogliera di Capomulini, prima di un tuffo di vita in un mare vulcanico.

Con il titolo e qui sopra: due disegni presentati al concorso “Storie sotto il vulcano”, promosso da Giuseppe Maimone editore

 

 

 

 

 

 

 

Gaetano Perricone

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