(Gaetano Perricone). Che il mio carissimo amico Pippo Raiti da Castiglione di Sicilia scrivesse molto bene lo sapevo da tempo. Ma questa sua splendida testimonianza, semplice e molto profonda, esternata di getto ieri sera al ritorno da una bellissima escursione sull’Etna in spettacolare attività, ne testimonia l’anima speciale di uomo del vulcano, al quale è profondamente legato per antiche radici familiari, alla sua terra, fuoco, aria, acqua. Elementi della Natura nell’Etna così iconicamente rappresentati, nel suo ruolo non solo di straordinaria macchina geologica, ma anche e soprattutto di origine della vita. E così, con il suo permesso, ho deciso di pubblicare su questo blog le parole esemplari di Pippo Raiti, preziose per noi etnei nativi e non e per tutti quelli, un’infinità nel mondo, che adorano l’Etna. Le dedico a lui, alla sua bella famiglia, al suo favoloso Ulivo della Pace, mitico come Polifemo di cui porta il nome
di Pippo Raiti 
Cronaca di un sabato di agosto sul vulcano Patrimonio dell’umanità.
Il respiro della Montagna è come il canto delle Sirene, non puoi resistergli. Così, ancora una volta, mi sono lasciato ammaliare e preso lo zaino (che lascio sempre pronto per partire) ho deciso di incamminarmi e andare incontro a quel respiro. Giunto in quota il cielo è un po’ nuvoloso e, man mano che salgo, il respiro della Montagna diventa sempre più potente, un boato profondo sale dalle viscere della terra: sembra il respiro di un gigante. L’ambiente circostante come sempre è suggestivo e quel respiro, quei fumi che si alzano e svettano, rendono il tutto surreale come la scena di un film sul grande schermo di un cinema. Solo che qui la sceneggiatura, la fotografia e la regia è opera di Madre Natura ed essa non segue un copione scritto ma lascia tutto all’improvvisazione.
L’unica cosa da fare di fronte a questo grande schermo è prendere posto, osservare e ascoltare, assecondando quel respiro, osservando il fuoco della lava.
Rimango lì in silenzio, mentre il mio respiro incontra quello del vulcano.
Poi mi accorgo che la nebbia inizia piano piano ad avvolgere l’ambiente intorno a me. La Natura mi parla, mi sussurra che è tempo di andare, io l’ascolto e decido di incamminarmi verso la strada del ritorno. Sui miei passi arriva anche la pioggia, cerco riparo sotto la sporgenza di un’enorme roccia, mentre l’aria diventa fredda e umida. Sotto quella roccia che mi fa da ombrello, rimango ad ascoltare e pensare e mi accorgo che intorno a me si stanno rivelando tutti gli elementi della natura: il fuoco della lava; la terra, nera e vulcanica sotto i miei piedi; l’aria fredda che mi sfiora il viso; l’acqua della pioggia che cade sulla Montagna, come a volerle concedere un po’ di ristoro.
Fuoco, terra, aria e acqua. Tutti gli elementi della Natura insieme, sull’Etna. E io, piccolo essere umano, in mezzo a loro, ho soltanto una cosa da fare: ascoltare e rimanere in religioso e rispettoso silenzio
Etna Nord, 8 Agosto 2026

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